La ricerca Brembo: gli utenti comuni hanno molta più fiducia nella sicurezza sulla strada rispetto agli esperti di mobilità

La ricerca Brembo: gli utenti comuni hanno molta più fiducia nella sicurezza sulla strada rispetto agli esperti di mobilità
Il report "Safety in Motion: Driving Trust in Modern Mobility" è stato realizzato da Brembo con Economist Enterprise. Ci mostra l'importanza della percezione della sicurezza. Bisogna ridurre la distanza tra ciò che le tecnologie possono realmente fare e ciò che gli automobilisti credono che possano fare
19 luglio 2026

Lo studio, promosso da Brembo per una mobilità più sicura, ha coinvolto 6.157 persone in dieci Paesi: Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti. Paesi che rappresentano circa il 75% della produzione mondiale di veicoli.

Alla ricerca hanno partecipato 5.135 cittadini e 1.022 professionisti del settore automotive, dei trasporti, delle infrastrutture e delle politiche pubbliche, affiancati da un advisory board composto da esperti internazionali di sicurezza stradale e mobilità. Il progetto rappresenta un contributo concreto di Brembo alla diffusione di una cultura della sicurezza. 

Le automobili sono sempre più sicure e ricche di sistemi di assistenza alla guida, ma gli incidenti rappresentano una delle principali cause di morte nel mondo: ogni anno 1,2 milioni di persone perdono la vita sulle strade. Il problema non è soltanto tecnologico: riguarda soprattutto il rapporto tra uomo e macchina. È questa la conclusione del report internazionale, che analizza come utenti, industria e istituzioni percepiscono la sicurezza della mobilità moderna.

Differenze nelle percezioni

C‘è un forte divario tra la percezione degli utenti e quella degli addetti ai lavori. Il 90% delle persone comuni che dichiara di sentirsi sicuro quando si sposta quotidianamente, ma questo valore scende al 45% tra i professionisti della mobilità. Questa differenza rischia di tradursi in un eccesso di fiducia: verso sistemi di assistenza alla guida che sono sempre più sofisticati, ma ancora non in grado di sostituire il conducente.

Lo studio evidenzia una situazione paradossale: i livelli più elevati di fiducia si registrano nei Paesi dove la sicurezza stradale presenta le maggiori criticità. In Brasile, Cina e India, il 94% degli utenti dichiara di sentirsi sicuro, mentre solo il 18% dei professionisti condivide questa opinione. La rapida modernizzazione di infrastrutture e veicoli ha alimentato un livello di fiducia superiore ai risultati effettivamente raggiunti sul fronte della sicurezza e poi ci sono differenze significative tra le diverse fasce della popolazione. I cittadini con redditi più bassi manifestano una fiducia decisamente inferiore rispetto a quelli con redditi medio-alti, mentre sul piano generazionale i Millennial risultano i più ottimisti, con il 94% che dichiara elevata fiducia nei propri spostamenti. Più prudenti, invece, Generazione Z e Baby Boomer, tra i quali cresce la quota di chi esprime dubbi sulla sicurezza della mobilità quotidiana.

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Gli esperti denunciano: la comunicazione provoca aspettative troppo alte

Fino a pochi anni fa il dibattito sulla sicurezza era concentrato prevalentemente sull'affidabilità meccanica dei veicoli, ma oggi lo scenario è cambiato: solo il 3% dei professionisti individua nei guasti tecnici una delle principali cause di incidente. Ben più rilevante è invece il rapporto tra conducente e sistemi elettronici di bordo: il 30% degli esperti considera come principale fattore di rischio la scarsa comprensione o l'utilizzo improprio dei sistemi di assistenza alla guida; mentre il 24% segnala come elemento critico le funzionalità che possono distrarre il conducente durante la guida. Gli stessi utenti riconoscono che il comportamento umano continua a rappresentare la maggiore fonte di rischio.

Anche la comunicazione commerciale può contribuire ad alimentare aspettative troppo alte. Il 65% dei professionisti ritiene che la pubblicità enfatizzi le capacità dei sistemi di assistenza, il 62% ritiene che lasci intendere una minore necessità di attenzione da parte del conducente e il 60% sostiene che vengano messi in evidenza soprattutto i benefici, senza spiegare con sufficiente chiarezza i limiti delle tecnologie disponibili. Una situazione che può generare un utilizzo improprio dei sistemi di assistenza e ridurre il livello di attenzione alla guida.

Contesti geografici e una nota incoraggiante

Lo studio Brembo evidenzia anche il diverso rapporto con la sicurezza nei vari contesti geografici, individuando quattro modelli di comportamento. Gli "ottimisti" (Brasile, Cina e India) mostrano un entusiasmo che supera i risultati reali in termini di sicurezza; i "custodi" (Corea del Sud e Giappone) fondano la propria fiducia su istituzioni solide e risultati consolidati; i "pragmatici" (Francia, Germania e Italia) combinano bassi tassi di mortalità con un atteggiamento critico verso tecnologie percepite come poco trasparenti; infine i "negoziatori" (Regno Unito e Stati Uniti) ripongono grande fiducia nelle istituzioni, ma risultano particolarmente sensibili a eventuali carenze regolatorie o di trasparenza.

Tuttavia, nonostante le criticità evidenziate, emerge un segnale incoraggiante: l’88% degli utenti si dichiara favorevole a misure più incisive per migliorare la sicurezza stradale, come limiti di velocità più severi, maggiori controlli e investimenti nelle infrastrutture, dichiarandosi persino disposto a sostenere costi aggiuntivi pur di viaggiare in condizioni più sicure. Allo stesso tempo, però, il 68% dei professionisti individua nello scarso coordinamento tra industria e regolatori uno dei principali ostacoli al miglioramento della sicurezza.

Nel commentare i risultati dello studio, Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo di Brembo, sottolinea come il superamento di questo "divario di fiducia" richieda un impegno condiviso: “L'industria deve continuare a innovare in modo responsabile, i decisori pubblici devono creare quadri regolatori efficaci e, insieme, devono aiutare le persone a comprendere sia le capacità sia i limiti delle nuove tecnologie”. È un messaggio che sintetizza perfettamente il ruolo svolto da Brembo nella ricerca: non limitarsi allo sviluppo di sistemi frenanti sempre più evoluti, ma contribuire a costruire una cultura della sicurezza basata su conoscenza, trasparenza e consapevolezza.

Il report si chiude con una considerazione: la fiducia degli utenti è un elemento indispensabile per favorire l'innovazione, ma deve poggiare su basi solide. Solo riducendo la distanza tra ciò che le tecnologie possono realmente fare e ciò che gli automobilisti credono possano fare sarà possibile trasformare il progresso tecnologico in una concreta diminuzione degli incidenti e delle vittime sulle strade.

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