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L’allarme è scattato in pieno giorno quando, all’improvviso, del fumo denso ha iniziato a fuoriuscire dall’edificio, generando preoccupazione tra chi abita o lavora nella zona. Via Merano, arteria importante del tessuto urbano di Sestri Ponente, è stata chiusa al traffico per permettere alle squadre di soccorso di operare in sicurezza e senza intralci, con deviazioni e un senso unico alternato imposto per tutta la durata delle operazioni.
Secondo le prime ricostruzioni, al momento dell’incendio nel capannone si svolgevano attività legate alla produzione e allo stoccaggio di biciclette elettriche, un settore in rapida crescita in Italia sia dal punto di vista produttivo che commerciale. La natura dei materiali presenti, batterie al litio, componenti elettronici e plastiche, ha reso le fiamme particolarmente aggressive, complicando il lavoro dei Vigili del fuoco impegnati nel domare il rogo e nel contenere la nube sollevatasi nel quartiere.
La scena, per molte famiglie e lavoratori di passaggio, è stata impressionante: colonne di fumo nero si levavano verso il cielo e l’odore acre ha rapidamente invaso le strade vicine, provocando preoccupazione per la qualità dell’aria. In un primo momento si è temuto per la salute di chi si trovava nelle vicinanze, anche in considerazione della presenza di materiali potenzialmente pericolosi se bruciati.
Situazioni come questa sollevano riflessioni importanti non solo sulla prima emergenza, ma anche sulla sicurezza nelle aree urbane dove si concentrano attività produttive. Sestri Ponente, quartiere di Genova con una lunga tradizione industriale alle spalle, vive ancora oggi la sfida di coniugare attività economiche e qualità della vita dei residenti. Negli ultimi anni proprio in questa zona sono stati avviati interventi infrastrutturali e cantieri stradali (ad esempio per impianti semaforici e miglioramenti viari), con conseguente impatto sulla viabilità quotidiana.
L’incendio nel capannone di via Merano si inserisce in un contesto urbano che più volte ha visto manifestare tensioni tra esigenze produttive, mobilità e tutela della sicurezza pubblica. Non è la prima volta, infatti, che la comunità si trova a confrontarsi con emergenze legate all’assetto urbano e industriale, come già accaduto in passato per altri incendi in magazzini industriali nella provincia genovese, dove la presenza di bombole o materiali combustibili aveva richiesto un grande dispiegamento di mezzi dei vigili del fuoco e causato preoccupazioni tra i residenti.
Più in generale, episodi come questo ricordano quanto sia importante per le amministrazioni locali e per le imprese investire in sistemi di prevenzione e controllo del rischio, specie in aree urbane densamente popolate. La gestione del rischio industriale nei contesti cittadini non riguarda solo chi lavora o gestisce l’attività produttiva, ma ha ricadute dirette sulla quotidianità e sulla salute di chi vive nelle vicinanze.
Per i residenti di Sestri Ponente resterà certo impressa l’immagine di quel fumo che ha invaso il quartiere, ma anche la capacità di reazione dei soccorsi e la solidarietà espressa dagli abitanti.