Il cuore pulsante dell’Adventure secondo Honda? L'Europa.

Il cuore pulsante dell’Adventure secondo Honda? L'Europa.
Se l’adventure è una filosofia prima ancora che una categoria motociclistica, allora l’Europa ne rappresenta oggi il cuore pulsante per Honda. È qui, tra Italia, Francia e Regno Unito, che il marchio giapponese ha scelto di sviluppare una rete di centri ufficiali dedicati alla formazione e alla guida in fuoristrada
13 gennaio 2026

Alle spalle c’è una tradizione off-road che parla da sola: otto vittorie alla Dakar, distribuite su oltre quarant’anni di storia, testimoniano il know-how Honda nello sviluppo delle sue adventure bike. Ma quel patrimonio non resta confinato alle competizioni. Al contrario, prende forma concreta nei centri di formazione, dove l’esperienza maturata nelle gare più dure del mondo viene trasformata in metodo, sicurezza e progressione per i motociclisti di tutti i livelli.

A guidare i tre poli europei ci sono nomi che hanno scritto pagine importanti del motociclismo off-road: Marcello "Bulldozer" Romano in Italia, David Frétigné in Francia e Dave Thorpe nel Regno Unito. Separati da confini e chilometri, sono uniti da una convinzione comune: l’adventure non è questione di talento innato o di coraggio ostentato, ma di preparazione consapevole.
Nessuno dei tre ama parlare del proprio passato agonistico, pur avendo curriculum impressionanti. Frétigné, cinque volte campione francese Enduro e vincitore del Rally del Marocco 2008, racconta di aver capito presto quanto molti rider avessero bisogno di basi solide per gestire una maxienduro lontano dall’asfalto. «Avevo accumulato conoscenze in motocross, sabbia, rally raid», spiega, «e il centro è diventato il modo per condividerle sul terreno reale, con persone reali».

Una riflessione simile ha guidato anche Dave Thorpe, tre volte Campione del Mondo Motocross 500. Dopo una vita legata a Honda, si è trovato davanti a un paradosso evidente: le adventure bike nascono per l’off-road, ma pochi hanno davvero un luogo sicuro e professionale dove imparare a usarle. «Puoi toccare una moto in concessionaria», osserva, «ma dove puoi davvero guidarla fuoristrada?». La risposta è stata creare, insieme a Honda UK, un ambiente controllato in cui i clienti possano vivere queste moto come sono state pensate.

In Italia, l’approccio di Marcello Romano segue la stessa linea. Il suo centro non punta alla performance, ma alla progressione. I corsi alternano teoria, pratica in area chiusa e percorsi off-road reali, permettendo agli allievi di applicare subito ciò che imparano. «Il sabato acquisiscono le basi», racconta, «la domenica capiscono come usarle nel mondo reale».

Nonostante le differenze geografiche e culturali, i tre centri condividono un principio chiave: non esiste un format standard. Ogni rider è diverso, ogni percorso è personalizzato. Thorpe lo riassume con una frase semplice: ogni allievo è “un foglio bianco”. Gli istruttori osservano postura, sicurezza, esitazioni, e costruiscono la giornata su misura. Nessuna pressione sui più lenti, nessuna frustrazione per i più veloci. Il flusso deve rimanere naturale.
Nel tempo, anche Frétigné ha affinato questo equilibrio. Se inizialmente il suo centro aveva un’impostazione più competitiva, oggi l’obiettivo è il successo personale di chi guida, non lo spettacolo. Talvolta si smontano abitudini radicate da anni, anche con l’aiuto delle analisi video. «Il sorriso alla fine», dice, «è tutto».
Romano insiste sull’aspetto umano: fiducia prima di tutto, obiettivi realistici, crescita graduale. In due giorni molti allievi arrivano a esprimere gran parte del loro potenziale, ma il percorso non si esaurisce lì. Lezioni individuali e tour guidati permettono di continuare a crescere, trasformando il corso in un vero viaggio formativo.

Al centro di tutto c’è naturalmente la CRF1100L Africa Twin, icona assoluta dell’adventure Honda. Ma non è l’unica protagonista. Nei corsi vengono utilizzati diversi modelli: dalla CRF300L alla CL500, dalla XL750 Transalp fino all’Africa Twin. Una scelta precisa, perché la fiducia si costruisce per gradi. «Non puoi passare da zero a Africa Twin», spiega Thorpe. «È un salto difficile». Le moto più leggere diventano così il ponte ideale verso le maxienduro.

L’Europa, con la sua incredibile varietà di terreni, fa il resto: fango, sabbia, roccia, foreste e montagne, spesso nello stesso giorno. Un contesto che impone anche una responsabilità educativa. Come ricorda Frétigné, imparare la tecnica è fondamentale, ma lo è altrettanto imparare a rispettare gli spazi naturali in cui si guida.

Alla fine di ogni corso, ciò che i tre istruttori cercano non è la velocità o il dominio del mezzo, ma fiducia, consapevolezza e divertimento. Emozioni autentiche, conoscenza pratica e la sicurezza di poter affrontare nuove avventure senza paura.
Alla domanda rivolta a chi sogna di iniziare il fuoristrada, la risposta è unanime: niente improvvisazione. Affidarsi a un centro professionale significa imparare meglio e in sicurezza. «Con gli strumenti giusti è più facile di quanto pensi», conclude Frétigné.
Niente ego, nessuna rivalità. Solo tre campioni che hanno scelto di trasformare i trofei in insegnamento. I loro centri non formano piloti da gara, ma motociclisti completi, pronti a vivere l’Adventure con rispetto, competenza e libertà, ovunque li porti la strada.

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