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Honda ha depositando un brevetto che applica alla lettera la celebre massima di Colin Chapman: "semplificare, poi alleggerire".
Il fulcro dell'innovazione, scovata da Topspeed, risiede nella variazione strategica dello spessore delle pareti dei cilindri. Anziché mantenere una sagoma esterna cilindrica a sezione costante, i progettisti di Tokyo hanno optato per un profilo esterno di forma ovale. L'asse maggiore, caratterizzato da uno spessore generoso, è orientato perpendicolarmente all'albero motore — lungo la direttrice di aspirazione e scarico —, esattamente dove si concentrano le spinte laterali del pistone e le maggiori sollecitazioni meccaniche. Sull'asse minore, parallelo all'albero motore e soggetto a carichi strutturali molto più blandi, il metallo viene invece ridotto all'essenziale.
Questa lavorazione asimmetrica consente di risparmiare materie prime e limare grammi preziosi senza compromettere la rigidezza dell'assieme, offrendo inoltre una migliore resistenza alle deformazioni generate dal calore durante l'esercizio. Gli schemi allegati al brevetto mostrano la tecnologia applicata al propulsore bicilindrico parallelo di una sportiva della serie CBR. Si tratta di una logica di ottimizzazione topologica affine a quella già impiegata nelle hypercar e nei software di progettazione generativa assistiti da intelligenza artificiale: eliminare ogni eccedenza di massa per ottenere motori più compatti, leggeri ed efficienti.