Dalla 8 Ore di Suzuka alla produzione: come le carene in lino possono sostituire il carbonio

Dalla 8 Ore di Suzuka alla produzione: come le carene in lino possono sostituire il carbonio
La fibra di carbonio potrebbe presto cedere il passo a un'alternativa decisamente più ecologica e sorprendentemente efficace: i compositi in fibra naturale a base di lino. A guidare questa transizione tecnologica è l'azienda svizzera Bcomp.
14 ottobre 2026

Un recente articolo dei colleghi di MCN approfondisce l'argomento  delle alternative "naturali" nei confronti della fibra di carbonio. A guidare questa transizione tecnologica è l'azienda svizzera Bcomp, che ha sviluppato due soluzioni complementari: il tessuto tecnico ampliTex e la griglia di rinforzo tridimensionale powerRibs, ispirata alla nervatura delle foglie. Utilizzati congiuntamente con resine tradizionali (senza necessità di modificare gli stampi esistenti), questi materiali riescono a eguagliare la rigidità flessionale e la leggerezza delle strutture in carbonio a parete sottile, offrendo persino una capacità superiore nello smorzamento delle vibrazioni.

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Il vero elemento di rottura riguarda l'impatto ambientale: mentre la fibra di carbonio richiede un precursore sintetico lavorato in forni energivori fino a 3.000 °C, il lino cresce grazie alla luce solare e funge da coltura rigenerativa per i suoli in Belgio e nei Paesi Bassi. Questo approccio riduce fino all'85% le emissioni di anidride carbonica legate al ciclo produttivo. A fine vita, inoltre, i componenti non richiedono il complesso processo di pirolisi per separare resina e fibra, ma possono essere direttamente inceneriti per il recupero di energia termica.

Pur pagando dazio alla fibra di carbonio in termini di resistenza assoluta agli sforzi — motivo per cui viene attualmente destinato a carrozzerie, appendici e parti semi-strutturali —, il composito naturale offre un netto vantaggio in fatto di sicurezza: in caso di caduta o impatto violento non si frantuma in pericolose schegge taglienti, ma si frattura comportandosi in modo simile al Kevlar e trattenendo i detriti, a tutela di piloti e meccanici ai box. Per le applicazioni più sollecitate, la tecnologia si presta inoltre alla laminazione ibrida lino-carbonio, già sperimentata con successo sui sedili da Formula 1 e sulle monoposto di Super Formula.

Nel mondo delle due ruote, la pista di prova d'eccellenza è stata la prestigiosa 8 Ore di Suzuka, dove il Team Suzuki CN Challenge ha schierato una GSX-R1000R dotata di parafanghi, alette e carenature complete in composito di lino lasciato rigorosamente a vista. Con lo sguardo già rivolto a possibili applicazioni su moto di produzione e all'attrezzatura di sicurezza per il pilota (a partire dai caschi), la fibra naturale sta conquistando un peso rilevante anche nell'automotive, dove Bcomp è stata scelta per equipaggiare con i suoi componenti alcuni dei futuri modelli sportivi BMW M.