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Si tratta di un tipo di segnaletica stradale orizzontale che non comporta un restringimento della strada, ma che la fa sembrare più stretta: la segnaletica "gioca" con la percezione visiva e dovrebbe convincere gli automobilisti ad alzare il piede dall’acceleratore, senza utilizzare dossi o altre soluzioni potenzialmente pericolose.
Nello specifico, ogni elemento è un triangolo isoscele con base di 75 centimetri, ripetuto a una distanza di 1,5 metri dal successivo, su entrambi i lati della corsia. Poiché l'altezza dei triangoli cresce da circa 60 centimetri a 90 lungo lo specifico tratto di strada, l'impressione suscitata è che la carreggiata si restringa. Anche se lo spazio a disposizione delle auto resta identico induce chi guida, insomma, a ridurre la velocità praticamente senza accorgersene.
In Spagna tali "denti di drago" si trovano su quei tratti della rete che sono considerati più esposti al rischio, spesso agli ingressi dei centri abitati. La Direción General de Tráfico (che è l'agenzia spagnola per la sicurezza stradale) li considera una tecnica di moderazione del traffico di facile installazione e che integra dossi, attraversamenti rialzati, bande sonore e sistemi di controllo velocità. Senza sanzioni né telecamere di controllo.
Ebbene, la novità è che con il Real Decreto 465/2025 i "dientes de dragón" sono entrati nel Reglamento General de Circulación spagnolo: nel decreto si legge: "avvertono dell'avvicinamento a un incrocio o a una strada urbana in cui la velocità di circolazione deve essere ridotta significativamente rispetto al tratto precedente, oltre a prestare estrema attenzione, adattando la guida alle nuove circostanze dell'ambiente stradale, in particolare a causa della presenza di utenti vulnerabili". E’ stata inserita nel catalogo ufficiale della segnaletica spagnola con la sigla M-8.1.
In Italia la segnaletica a triangoli è già apparsa su alcune strade provinciali, ma non è ancora codificata nel Codice della strada, che è in discussione attualmente. Il sistema può “contribuire a una riduzione della sinistrosità del 25%”, ma questo dato va interpretato con cautela perché non può dimostrare che i triangoli, da soli, siano responsabili della diminuzione degli incidenti. E la sua efficacia non è così scontata: gli studi più recenti mostrano risultati differenti.
Leggiamo su Automoto.it che uno studio pubblicato nel 2025 su Transportation Research Record ha rilevato, in alcune zone di transizione tra strade extraurbane e centri abitati in Messico, riduzioni della velocità fino a 12 km/h rispetto agli scenari privi di segnaletica o con altre marcature. Ma una ricerca pubblicata nel Journal of Safety Research nel 2026 ha fornito un quadro diverso: in una prova con simulatore condotta in Spagna, i denti di drago non hanno prodotto una riduzione della velocità statisticamente significativa, anzi: risulterebbe la soluzione meno efficace tra quelle analizzate.
In conclusione, il sistema non può al momento essere considerato il sostituto efficace e universale dei dossi rallentatori. E’ vero però che i denti di drago non alterano la carreggiata, non trasmettono sollecitazioni per sospensioni e pneumatici su auto e moto, meritano quindi di essere considerati uno strumento aggiuntivo di traffic calming in alcuni punti utili per migliorare la sicurezza.