ASI MotoShow 2026

ASI MotoShow 2026
Dall'8 al 10 maggio, l'Autodromo di Varano de’ Melegari si trasforma nel tempio del motociclismo vero. Quello che non sta fermo sotto un faretto, ma che urla, fuma e corre. Torna l'ASI MotoShow, giunto alla sua 23^ edizione.
5 maggio 2026

Il concetto è semplice ma potentissimo: un "museo in movimento". Non è una gara, non ci sono tempi sul giro o podi, ma la tensione emotiva è la stessa di un Gran Premio. Vedere una "sottocanna" del 1910 o una 125 degli anni ’90 affrontare la curva del Ferro di Cavallo è una lezione di storia che nessuna enciclopedia può trasmettere.
Il piatto forte di quest'anno è il tributo ai 100 anni di Ducati. Direttamente dal Museo di Borgo Panigale arriveranno pezzi che hanno scritto la storia del motociclismo. Vedere quelle Rosse nel loro habitat naturale, la pista, è il miglior regalo che l'ASI potesse fare ai ducatisti e non. Ma non c'è solo l'Italia: Honda e Yamaha scendono in campo ufficialmente, a dimostrazione che il valore del passato è fondamentale anche per chi oggi domina il mercato mondiale.
 

Il programma è una cavalcata nel tempo. Le moto scenderanno in pista divise per categorie, dalle Antique Veteran (pre-1918) che sembrano biciclette a motore, fino alle Modern (fino al 2005).

Ma l'ASI MotoShow è soprattutto la gente. Qui puoi trovare il collezionista giapponese o americano di fianco al meccanico di provincia, tutti uniti dallo stesso "morbo". E poi ci sono loro, i piloti. 

  • La "vecchia guardia": leggende come LazzariniBianchiLavado e Roche.

  • I campioni più recenti: Marco Melandri e Alvaro Bautista.

Il punto di vista tecnico: È affascinante osservare l'evoluzione ciclistica "dal vivo". Passare in pochi minuti dalla forcella a parallelogramma agli steli rovesciati delle SBK degli anni '90 ti fa capire quanto ingegno e quanta fatica siano serviti per arrivare dove siamo oggi.

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Vederli sfilare nelle parate di sabato (ore 17.00) e domenica (ore 13.30) non è solo uno spettacolo, è un tributo a chi ha rischiato tutto su mezzi che, confrontati con le MotoGP odierne, sembrano navicelle spaziali fatte di spago e coraggio.

È un evento gratuito per il pubblico, una scelta dell'ASI che condividiamo in pieno: la passione deve essere accessibile.