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Alessio Tavecchio, l'incidente e una seconda vita

- Una caduta in moto lo ha paralizzato. Ma da quell'incidente è cominciato un altro importante percorso. Alessio ha fondato una onlus e con il suo Progetto Vita incontra 12.000 studenti l'anno, parlando di consapevolezza e di prevenzione stradale
Alessio Tavecchio, l'incidente e una seconda vita

Alessio aveva 23 anni quando cadde con la sua moto a causa di una buca per lavori in corso non segnalata. Una caduta banale, a bassa velocità, ma dalle gravi conseguenze: quando si risvegliò dal coma i medici lo informarono che sarebbe rimasto paralizzato.

Un dramma che ad Alessio non ha tolto il coraggio di andare avanti. Ha affrontato la riabilitazione, che comprendeva anche il nuoto. Tante ore in piscina, fino ad appassionarsi a quello sport e riuscendo a vincere dei campionati italiani. Per poi partecipare agli europei di Perpignan e alle paralimpiadi di Atlanta del 1996.

Alessio Tavecchio adesso di anni ne ha 45, è sposato, ha due figlie e vive a Milano. Dal 1998 impiega tempo ed energie nella Fondazione che porta il suo nome. Una onlus impegnata ad aiutare con varie modalità i disabili (servizio trasporti, sostegno psicologico, sportello legale) e che ha come progetto centrale la realizzazione dell'Open Village Monza. Un centro polifunzionale di riabilitazione, formazione e sport, aperto a tutti, la cui costruzione inizierà quest'anno.

 

Ha ideato “Progetto Vita”, percorso formativo ed educativo e dal 1999 si dedica alla diffusione della cultura della prevenzione stradale nelle scuole di tutta Italia, con progetti di formazione realizzati anche in collaborazione con ACI Milano. Si tratta di percorsi formativi conformi al programma ministeriale, il che gli permette di accedere agevolmente a tutti gli istituti scolastici italiani.

A oggi ha portato questi progetti in più di 400 scuole di tutta Italia, incontrando ogni anno oltre 10.000 studenti (sono stati oltre 16.000 e oltre 1.900 docenti solamente nel precedente anno scolastico).

«È educazione alla consapevolezza – racconta -, alla conoscenza dei propri limiti, alla regola vissuta non come restrizione. Significa essere coscienti dei propri limiti, delle proprie potenzialità,  percezioni e reazioni. Significa prendere coscienza del valore della nostra vita e capire che su un mezzo in movimento questo valore diventa ancora più grande perché coinvolge anche gli altri»

Attraverso la testimonianza dell’incidente stradale che lo ha costretto su una sedia a rotelle dal 1993, Alessio Tavecchio approfondisce con i ragazzi la conoscenza anatomico-funzionale del corpo umano, per arrivare a far loro comprendere l’importanza dell’uso delle protezioni sia in moto sia in auto. Con una serie di semplici ed efficaci giochi-esercizi, i ragazzi rivalutano le proprie conoscenze, consapevoli di tutto ciò che viene messo in gioco quando si è alla guida e di quanto la prevenzione stradale sia un imprescindibile impegno personale e civile nel dare valore alla propria vita e a quella degli altri.

 

«Ai ragazzi parlo volentieri dei valori dello sport, ma quasi sempre si arriva a parlare della vita, della sua importanza. Solo la vita consente di realizzare un sogno. Parlo di consapevolezza, di valore della vita messo in gioco, motivandola con la realizzazione di un sogno, perché così si impara a dare più valore alla propria vita». Il messaggio, attraverso la sua esperienza personale, è anche che bisogna sapere reagire e guardare avanti. «Dopo il mio incidente chiedevo ai medici perché non mi avessero lasciato morire. Non sapevo ancora che la mia vita era cambiata e che qualche cosa di grande sarebbe iniziato. Bisogna ricordarsi che la strada è il posto più pericoloso per la nostra incolumità e che se si indossassero sempre casco e paraschiena adeguato si dimezzerebbero i danni degli incidenti».

Alessio ha ricevuto incarichi pluriennali dalle Province di Milano, Monza, Padova e Bergamo ed è stato scelto come testimonial per numerose iniziative ed eventi. Nelle scuole propone progetti per i ragazzi delle elementari, delle medie inferiori e superiori, si parla di sicurezza di guida e prevenzione in moto e motorino, ma anche in auto per le classi quarte e quinte superiori.

I percorsi di educazione e formazione di Progetto Vita 

Link alla Fondazione Alessio Tavecchio  

  • Arturo-22, Pontinvrea (SV)

    Ottima iniziativa

    Sarà molto utile ai ragazzi ed anche ai grandi. Gli studenti, che sono in età diciamo focosa, avranno molto da imparare su come affrontare la strada
  • giuliano.carosi, Latina (LT)

    .

    l'amore per la vita e per i motori insieme fanno miracoli....complimenti.
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