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Striscia la Notizia, Laudadio e il pressapochismo sull'Enduro

- Prendiamo posizione contro il servizio di Laudadio che mette alla gogna l'enduro in Lombardia. Anche la FMI schierata con la lettera di Sesti
Striscia la Notizia, Laudadio e il pressapochismo sull'Enduro

Striscia la Notizia ha messo in onda due giorni fa un servizio di Max Laudadio su una presunta attività illegale di "Motocross nei boschi lombardi". Un servizio approssimativo (la differenza fra motocross ed enduro, tanto per dire, sconosciuta anche dal network che trasmette il Mondiale Cross!) ed evidentemente parziale e fazioso, con la sola presenza dell'ASD "emissioni zero" - senza quindi adeguata controparte - a sostenere una serie di luoghi comuni ormai tristemente noti a chiunque ami il fuoristrada. Di seguito trovate la risposta, giusta e sacrosanta, di Paolo Sesti, presidente della FMI.  Prima però vogliamo riportarvi il nostro commento, perché cade in una giornata speciale per l'Enduro italiano, lombardo in particolare.

La Lombardia ospita il Campionato Italiano di Enduro. E Laudadio cade sulla coerenza

Il servizio di Laudadio lascia tanta amarezza e delusione per varie ragioni. In primo luogo perché definisce l'enduro uno sport la cui pratica sarebbe illegale. Falso! L'Enduro è uno sport riconosciuto da una Federazione affiliata al CONI e viene praticato nella piena legalità, anche in Lombardia. Regione che proprio oggi ha ospitato sui sentieri di sette Comuni (Chieve, Crema, Credera, Casaletto Ceredano, Abbadia Cerreto, Bagnolo, Capergnanica) la prima prova del Campionato Italiano di Enduro, che ha richiamato oltre 300 piloti da tutta Italia. Giovani atleti accompagnati dalle loro famiglie, non fuorilegge. 
Ma andiamo avanti con le sciocchezze riportate dal servizio di Laudadio. Una persona a volto coperto (chissà perché poi) afferma che tanta gente (urca, che precisione) fa sacrifici per tenere puliti i sentieri. In anni di pratica dell'enduro, non abbiamo mai visto queste persone pulire i sentieri per portarvi il cane o i bambini a passeggio (si tratta di luoghi difficilmente raggiungibili a piedi nella maggior parte dei casi). Mentre sono numerosi i gruppi di motociclisti e ciclisti che periodicamente puliscono e sistemano i percorsi per praticare il loro sport. Si tratta di strade interpoderali che, altrimenti, verrebbero ben presto chiuse dalla vegetazione. 
Sa, Laudadio, avremmo preferito un servizio corretto, mirato a individuare e punire quelli che si comportano male, che smontano le targhe e che scappano dai controlli (perché ci sono, sono pochi, ma ci sono. E non abbiamo problemi ad ammetterlo). Non un generico e approssimativo atto d'accusa, che utilizza immagini di repertorio prese da Youtube e frasi sui forum totalmente decontestualizzate.
Il suo servizio ci fa paura: negli ultimi anni è cresciuto il numero di criminali imbecilli che tirano cavi ad altezza uomo nelle campagne per uccidere motociclisti e ciclisti. Ecco, non vorremmo che qualche idiota si sentisse giustificato da inchieste approssimative come la sua. Perché non parla anche di queste trappole, che hanno fatto dei morti nel nostro Paese?
Ci mostri pure il volto del campione di motocross (è sicuro che sia un campione di questa specialità? Non ha fatto ancora confusione con le parole?), ci dica chi organizza giri illegali. Saremo noi i primi a condannarlo, perché ci sono anche tante associazioni che invece operano nel pieno della legalità e non meritano la gogna mediatica figlia del suo servizio.
Le regioni italiane, Lombardia in testa, ospitano da decenni manifestazioni enduristiche (gare, cavalcate) con l'autorizzazione delle Forze dell'Ordine, dei sindaci e con la partecipazione di migliaia di persone che chiedono solo di poter praticare il loro sport nel pieno rispetto delle regole e dell'ambiente.

Infine, caro Laudadio, la invitiamo alla coerenza. Su Striscia predica bene, nel video che mostriamo razzola male. Ci dica lei allora quali sono le ragioni vere del suo atto d'accusa all'Enduro, sport di cui sa praticamente nulla.

Andrea Perfetti - Moto.it

 

La risposta della Federazione Motociclistica Italiana

La FMI, ormai da tempo impegnata in una sorta di guerra di logoramento con i più determinati ed intransigenti enti ambientalisti per cercare di far conoscere la reale anima della pratica enduristica, ha rapidamente preso posizione contro la trasmissione sottolineandone imprecisione e faziosità. Riportiamo a seguire l'intervento del Presidente Sesti.

Roma, 27/02/2016
A seguito del servizio “Motocross illegale nei boschi lombardi” trasmesso in data 26 febbraio dalla trasmissione televisiva Striscia La Notizia, su Canale 5, e a firma di Max Laudadio, la Federazione Motociclistica Italiana puntualizza quanto segue a difesa e tutela dei veri appassionati e sportivi di Enduro, che da sempre praticano questo sport nel rispetto della natura e delle regole.

A questo proposito il Presidente FMI, Paolo Sesti, ha dichiarato: "I veri appassionati di Enduro e fuoristrada amano la natura! Purtroppo, nel servizio trasmesso l'immagine di tutti gli appassionati viene accomunata a pochi ed isolati comportamenti che noi per primi cerchiamo di contrastare. Abbiamo fatto del dialogo e del rispetto delle regole le nostre colonne portanti di una azione su tutti i territori che ha portato risultati lusinghieri proprio sotto il profilo ambientale e di gestione corretta del territorio. I comportamenti denunciati da Striscia la Notizia sono gli stessi che noi cerchiamo di contrastare con una vera cultura del fuoristrada, che da sempre ci contraddistingue sia sotto il profilo sportivo che sociale. Lo testimoniano il Protocollo d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato, che ci assiste e supporta in tutte le nostre manifestazioni, e realtà territoriali, come il Comitato Escursionisti su ruote dell'Emilia Romagna, che sono di esempio nei rapporti con le Istituzioni e le Autorità nella gestione del territorio. Infine, sottolineo il grande successo dei nostri corsi IGAST (Istruttori di Guida per Attività Sportiva Territoriale) per la creazione e formazione di guide autorizzate per le escursioni in fuoristrada; questo progetto è nato proprio per regolamentare le escursioni e contrastare comportamenti abusivi”.

"Peccato quindi che tutta questa realtà, il vero aspetto dell'Enduro – conclude Sesti -, non sia venuta fuori dal servizio trasmesso da Striscia la Notizia, con evidenti danni di immagine e di ritorno nei confronti dei veri appassionati. Auspico che ci possa essere l'occasione di far emergere tutto il lavoro e la vera e sana passione degli enduristi italiani".

  • Nick_Farl_4047032

    striscia la ______ non la guardo più da anni sempre le solite caxxate inutili, ma fate servizi seri striscia e Ricci, andate dai ministri a chiedere rimedi alla spazzatura, alle lobby , alle ruberie nello stato, siete inutili strisci, e laudadio che brutto, vada a fare il barbone...
    felix
  • Asburgico, Riva del Garda (TN)

    Chi ha sessant'anni come me, si ricorda i "bei tempi" in cui potevamo scorazzare liberi, senza restrizioni ovunque. E giù "grattate" ovunque, ammettiamolo. Poi ci hanno chiuso praticamente ogni via, e i nostri amati cinquantini, poi 125 e per qualcuno anche 250 sono stati abbandonati nelle cantine, venduti, dismessi. Arruginiti. La coscienza "ecologica" ha preso il sopravvento, e l'industria motociclistica è andata a putt... Oggi lo stesso problema si presenta con le mountain bike, con quelle "ruote artigliate", più piccole ma capaci di grattare anche loro. Attenzione: sono e rimarrò un endurista, sono e rimarrò un praticante della mountain bike sempre! E difendo chi pratica consapevolmente i nostri amati sport (anche se ho una CBR, la terza, mentre due sono rimaste in pista...), condannando chi fa cattiva informazione. Lo dico da giornalista professionista, capitemi. Odio chi non conosce la materia e scrive o fa servizi in cui si fa di tutta un'erba un fascio. Striscia fa ottimi servizi (e Dio sa solo quanto farebbe bene ad un giornalista farne altrettanti), mi fido di quello che leggo qui, di quello che scrive Andrea e voi. Non ho visto la puntata, ma mi fido di voi. Ecco, in sostanza sarebbe ora che la smettessero di colpevolizzare la "nostra" categoria con servizi "devianti" come quello in discussione. Caro Max, non siamo tutti "assassini". Quelli, semmai, sono coloro che mettono il filo di ferro di traverso sui sentieri, sia per le moto sia per le mountain bike. Te lo dico perché sono segretario di un'associazione di Bike (Bike Garda Trentino) e sappiamo quanto sia difficile far capire a certa gente la nostra passione. Noi lo facciamo pulendo i sentieri, aiutando la SAT (Società Alpinisti tridentini), col dialogo con la Forestale. Parliamone, sempre, guardarsi negli occhi risolve. Sempre, o quasi, perché per certe "teste", purtroppo, esiste solo il loro, unico "voler non capire"!

    Claudio Chiarani. giornalista professionista in Riva del Garda. Biker, motociclista, cresciuto a pane e due tempi!
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