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Amici di Motoit, ciao a tutti,
questo è il mio secondo aggiornamento che vi scrivo online da quel terribile incidente con l'aereo del 7 gennaio 2025. Per prima cosa ci tengo a ringraziarvi tutti per la vicinanza che avete dimostrato con me, la mia famiglia, i miei colleghi. Vicinanza che è stata cruciale, direi vitale se mi passate il gioco di parole, per uscire da una situazione davvero nera. Provate a chiedere a Google come sta un essere umano dopo mesi in coma. La risposta lascia poche speranze.
I medici, la mia famiglia. E voi
Devo ringraziare i medici di diversi ospedali (Niguarda in primis, San Giuseppe, San Raffaele, Don Gnocchi) che mi hanno letteralmente salvato.
Adesso piano piano veniamo a noi. Premetto che non ho più guidato una moto, costretto per mesi su una carrozzina e ancora lontano dall'immaginarmi in sella.
Ma già essere qui al pc a raccontarvi questa storia ha del miracoloso. Non sono io a dirlo, ma gli stessi medici che mi hanno assistito quando ero in coma. Incosciente e assente (ho anche foto e video di allora, che mi danno la consapevolezza di com'ero messo). Alla mia famiglia veniva paventata persino l'ipotesi di un futuro in stato vegetativo. Mia moglie sola, con la disperazione di crescere due figlie senza papà.
Non pensiate ai racconti da film sull'uscita dal coma. Non è immediata, non è indolore. Per mesi ogni tuo muscolo è rimasto spento. Devi re-imparare a fare tutto. Poi, con una lentezza estrema, è avvenuto il ritorno a casa. Accompagnato dal cosiddetto day hopital, che tradotto vuole dire ancora tutti i giorni presso il Don Gnocchi. Non più ricoverato al secondo piano in GCA (gravi cerebrolesioni acquisite). Finalmente dormo a casa e rivedo le mie piccole. Ma ogni giorno seguo le varie terapie specialistiche (logopedia, terapia occupazionale, incontri con lo psicologo, fisioterapia ovviamente e terapia cognitiva con il neuropsicologo).
E siamo all'oggi. Arriva il ritorno al lavoro, all'amato Motoit. E proprio nel 2026 cadono i nostri 20 anni insieme, che ho rischiato seriamente di non raggiungere. Sono arrivati anche i miei 50 anni, che mai avrei pensato di festeggiare senza le ruote della moto, ma con quelle della carrozzina. Però la moto resta la mia grande passione. Che vorrei continuare a condividere con voi su queste pagine. Da qui allora vorrei riprendere il discorso con voi, amici di Motoit - così vi chiamavo sempre nei video - per rispondere alle vostre domande.
Adesso però mi fermo e lascio la parola a voi, ho tantissima voglia di rivedervi e risentirvi, proprio come ai vecchi tempi. Onestamente non mi sento ancora pronto per comparire in video, ma essere qui, con voi, ha già un valore incalcolabile.
Andrea, il vostro Perfetto