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Non capita spesso di essere invitati da un'azienda leader nella diagnostica elettronica e nello sviluppo di sistemi per motori elettrici e ibridi per assaggiare una margherita. E una salamino piccante, una quattro formaggi... E, lo diciamo da subito, tutte squisite. Eppure è esattamente quello che ci è successo a Monastier di Treviso, sede di TEXA, dove il fondatore e presidente Bruno Vianello ci ha ricevuti non per presentare un nuovo strumento diagnostico o un risultato di ricerca, tantomeno per parlare di bilanci, ampliamenti, innovazioni mirabolanti, ma per inaugurare con sorriso e soddisfazione la sua nuova "Pizzeria Italia". Sì, una pizzeria. Ma non un ristorante in centro città, bensì un nuovo spazio di ristorazione interna all'azienda dedicato alla pausa pranzo e alla socializzazione dei suoi dipendenti.
La genesi del progetto, raccontata da Vianello con una concretezza e schiettezza tutte venete, è tanto semplice quanto rivelatrice: la mensa storica (che poi è un vero e proprio ristorante, non credete) cominciava a essere stretta con l'azienda in costante crescita di organico. Invece di ampliare semplicemente gli spazi o moltiplicare i turni pranzo, la scelta è stata un'altra: "Perché non facciamo una cosa diversa, la pizzeria?".
Va bene, direte voi. Ma perché vale la pena parlarvene? Potevamo mangiarci la nostra pizza, fare i complimenti a padrone di casa e pizzaiolo e andarcene con la pancia piena. Invece questa iniziativa ci ha rivelato molto di più ma ci arriviamo per gradi, come quelli del forno.
Partiamo come facciamo di consueto infatti dagli elementi tecnici: il forno elettrico (ça va sans dire) lavora a temperatura costante di 350 gradi, garantendo una cottura uniforme e rapida capace di sfornare fino a 18 pizze in 15 minuti. La scelta non è solo di velocità: la cottura controllata limita infatti la formazione di acrilammide, sostanza potenzialmente dannosa che si sviluppa negli alimenti amidacei cotti ad alte temperature.
Anche l'impasto è frutto di una ricerca dedicata, sviluppata con un fornitore locale attorno a un blend di farine di grani antichi pensato per digeribilità e struttura. I panetti da 230 grammi maturano in cinque fasi dentro un armadio ferma lievitazione, mentre la mozzarella arriva da un caseificio del territorio e viene prodotta esclusivamente con latte italiano, un dettaglio meno scontato di quanto sembri, considerando che in Italia circa metà delle mozzarelle in commercio utilizza latte o semilavorati di provenienza estera. I pomodori pelati, invece, sono campani e lavorati in loco.
Un dettaglio curioso, raccontato da Vianello quasi di passaggio, dice molto dello spirito TEXA: la gestione delle prenotazioni non è affidata a un menu cartaceo, ma a un'app sviluppata internamente, dallo stesso team che normalmente scrive software per i prodotti diagnostici dell'azienda. Il dipendente prenota la pizza che preferisce, comunica l'orario di arrivo, e il giorno stabilito basta presentarsi al bancone: un monitor dietro la cassa scandisce l'ordine, il pizzaiolo mette in coda la richiesta e avvisa quando è pronta. Un piccolo esempio di come TEXA applichi alla mensa la stessa logica di processo e controllo che usa nei suoi sistemi elettronici.
Lo capite dove voglio arrivare, vero?
La pizzeria non è un vezzo di un imprenditore bizzoso, ma un tassello di un ragionamento più ampio. Alla domanda se si tratti semplicemente di un modo per rendere l'azienda più attrattiva verso i giovani talenti che magari guardano più all'estero, Vianello risponde senza troppi giri di parole: non ama definirla così, perché per lui il punto è più radicale. "Il lavoro rappresenta il 75% della nostra vita", spiega, ed è per questo che le persone devono stare bene in azienda prima ancora che essere attratte da essa: cibo, spazi adeguati, buoni rapporti con i colleghi. L'obiettivo, dice con una battuta tipicamente diretta, è che i dipendenti "tifino" per l'azienda come si tiferebbe per una squadra sportiva.
Di fronte ad avversari cinesi sempre più agguerriti, ma con filosofie opposte nello sfruttamento delle risorse materiali e umane, puntare sul benessere delle persone diventa, secondo Vianello, uno strumento concreto per reggere la sfida del mercato globale.
Se mangi bene, se stai bene allora penserai anche bene.
Il tema del welfare, per TEXA, non si esaurisce in mensa chiaramente. Una delle criticità più concrete per chi arriva da fuori per lavorare a Monastier, spiega Vianello, è trovare casa: i territori circostanti spesso non offrono soluzioni sufficienti per chi si trasferisce. L'azienda già gestisce appartamenti in affitto, ma non è sufficiente. Per questo ha già acquistato un terreno a Monastier e sta progettando la costruzione di appartamenti dedicati ai collaboratori chiamati da fuori sede: si parte con una decina di unità, ma l'obiettivo dichiarato è arrivare fino a una trentina, superando la fase attuale in cui gli alloggi sono cercati, individuati e presi in affitto dall'azienda stessa.
Il gruppo conta oggi oltre 1.000 collaboratori nel mondo, dei quali 750 impiegati direttamente nella sede di Monastier e circa 300 distribuiti tra le filiali commerciali e assistenziali estere. Una crescita confermata anche dall'apertura, nel settembre 2023, di un nuovo stabilimento dedicato a motori elettrici, inverter e centraline per veicoli elettrici e ibridi, e da un recente ampliamento di oltre 30.000 metri quadrati dell'headquarters trevigiano, legato alla crescente domanda nel settore del garage equipment. Il 2025 si è chiuso per TEXA con un fatturato record di 205,7 milioni di euro e un EBITDA di 41,6 milioni.
Vien da pensare allora che ciò che afferma Vianello corrisponda al vero: se stai bene, pensi bene.
A confermare il momento positivo dell'azienda anche sul fronte dei rapporti con i grandi marchi dell'automotive, Vianello ha raccontato con evidente soddisfazione un riconoscimento recente: TEXA è stata tra le sei aziende premiate da Ferrari come migliori fornitori nelle rispettive categorie, un risultato che si aggiunge ad altri riconoscimenti analoghi ottenuti in questi anni con Lamborghini e il gruppo Volkswagen. Le collaborazioni di TEXA riguardano vari elementi e non più soltanto la diagnositca con lo sviluppo anche di centraline di controllo veicolo, gli inverter, con progetti che tra sviluppo e industrializzazione richiedono anche quattro cinque anni.
In fondo la conclusione che possiamo trarre da questa storia, mentre ci gustiamo la nostra buona pizza e come al solito chiacchieriamo di motori e passione, è semplice: in un'azienda che vive di centraline, inverter e algoritmi, la tecnologia più preziosa da custodire non è né software né hardware, ma quella umana. Che lo si chiami welfare, attrattività o semplicemente buonsenso all'italiana, questo forno e questo ambiente con tanto di limonaia per renderlo simile a un borgo, ci dice più cose di quante ne dicano tanti comunicati stampa su numeri e successi.