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La verifica tecnica degli agenti ha rivelato modifiche strutturali radicali: la catena di trasmissione era stata rimossa del tutto, trasformando i pedali in semplici poggiapiedi, mentre la spinta era affidata a un acceleratore a manopola alimentato da un doppio pacco batteria.
A rendere l'alterazione ancora più insidiosa era la gestione elettronica: attraverso un'applicazione installata sul proprio smartphone, il conducente poteva regolare istantaneamente potenza e velocità, impostando un'andatura limitata a circa 6 km/h per simulare la conformità durante i controlli o sbloccando le prestazioni fino al picco di 60 km/h. Con la perdita totale delle caratteristiche di bicicletta a pedalata assistita, il mezzo è stato formalmente riclassificato come veicolo a motore privo di omologazione, facendo scattare tutti gli obblighi previsti dal Codice della Strada.
L'operazione si è conclusa con il sequestro del veicolo finalizzato alla confisca e sanzioni amministrative per oltre 6.000 euro, contestate per guida senza patente, assenza di targa e totale mancanza della copertura assicurativa obbligatoria. L'episodio ha richiamato la ferma presa di posizione del sindaco Gianfranco Gafforelli e delle autorità locali, che hanno sottolineato l'inaccettabilità di simili manomissioni elettroniche e il grave pericolo che rappresentano per la sicurezza e l'incolumità di tutti gli utenti della strada.