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L’avventura della Cagiva nel mondiale 500, piccola casa italiana contro i colossi giapponesi, è durata ben diciassette anni, dal 1978 fino al ’94. Non è stata una epopea, ma al contrario: una gara tutta in salita. I varesini Claudio e Gianfranco Castiglioni erano animati da una passione enorme, erano genuinamente entusiasti, ma non avevano tutto quello che sarebbe servito, né le risorse né gli strumenti giusti.
Non erano i tempi adatti, ma il coraggio è diventata leggenda. E finalmente la storia completa della Cagiva 500 è diventata un libro che gli appassionati apprezzeranno moltissimo. L’autore è Gualtiero Repossi, giornalista ed esperto milanese del 1970. Tanto per cominciare, il libro propone foto meravigliose: ci sono tutti i modelli, dalla Suzuki-Cagiva (team Life) del 1978 alla prima vera Cagiva fatta a Varese, la 4C1 del 1981. Poi via via tutte le altre, anno per anno, ciascuna con la sua storia, le innovazioni motoristiche e ciclistiche fino ai dettagli, i nomi dei tecnici che ci lavorarono intorno, le date e i risultati. Che a lungo furono modesti, purtroppo, perché il primo podio arriverà soltanto nel 1988, in Belgio con Randy Mamola.
Nel racconto di Repossi c’è una parola che ritorna spesso: ritardo. La Cagiva sarà per anni sempre in affanno, sempre in ritardo sui programmi di sviluppo e preparazione per le prime corse dell’anno. Chi ha vissuto quei tempi lo sa bene, chi non c’era lo scopre sul libro: la squadra Cagiva, con Carlo Pernat team manager dal 1984, faticò a trovare i tempi giusti. Certo, era l’epoca dei costruttori giapponesi impegnati a fondo, con budget notevoli e sponsor generosi. Cagiva restò fanalino di coda, Davide contro Golia. l tecnici erano di alto livello, ma erano gli impegni ad essere eccessivi e spesso il reparto corse era chiamato a intervenire su altri programmi che di volta in volta nascevano in parallelo.
Il libro svela anche dei retroscena poco noti, come i rapporti turbolenti con alcuni dei piloti, la scelta delle gomme, i tradimenti di certi sponsor. E si arriva finalmente al ’91 con l’ingaggio di Eddie Lawson, contratto biennale da due milioni di dollari, e alla storica vittoria di Budapest del 12 luglio 1992 (dopo la prima pole di Assen), Giacomo Agostini team manager, e l’ingegner Riccardo Rosa (ex F1) alla guida tecnica. Ma naturalmente ci sono anche John Kocinski e tutti gli altri, da Marco Lucchinelli, dal ’78 in avanti, ci sono tutti. Manca soltanto, ad essere pignoli, un quadro riepilogativo finale, con i vari risultati ottenuti anno per anno.
Cagiva 500 ha un prezzo di copertina di 55 euro, è edito da edizioni FBA Motoitaliane, con testo in due lingue: italiano e inglese. Sono 160 pagine di grande formato (30x24 centimetri). Lo trovate su Amazon e sul sito dell’editore.