Horex Regina Evo: il ritorno della storica monocilindrica tedesca

Horex Regina Evo: il ritorno della storica monocilindrica tedesca
Finalmente abbiamo visto dal vivo la Horex la Regina Evo! Una monocilindrica da 600 che riprende le linee della mitica moto degli Anni '50, con una dotazione tecnica moderna, telaio in carbonio e componentistica di alto livello
30 aprile 2026

HOREX, marchio fondato nel 1923 a Bad Homburg, presenta e porta in bella mostra a Milano la nuova Regina Evo. Il modello nasce per rendere omaggio alla storica HOREX Regina 350, motocicletta di grande successo prodotta tra il 1950 e il 1956 in 82.700 esemplari ed esportata in 60 paesi in tutto il mondo. La versione contemporanea è stata progettata per mantenere l'impostazione di guida originale, caratterizzata dalla tipica postura con schiena dritta e braccia distese. La paerticolarità? La Regina EVO introduce l'uso di materiali mai visti prima in questo segmento su una moto di serie ed è interamente progettata e costruita in Germania, capitalizzando l'esperienza del Gruppo 3C-Carbon a cui l'azienda appartiene dal 2015.

Il design della Regina Evo bilancia l'estetica d'ispirazione vintage con l'ingegneria moderna e l'uso di componenti in alluminio lavorati a CNC. Il profilo laterale mette in risalto un serbatoio in acciaio cromato provvisto di para-ginocchia in gomma integrati, enfatizzato da una grafica Red Line realizzata a mano che ricorda il serbatoio originale Flachtank. L'illuminazione è affidata a un faro adattivo full-LED con funzione di illuminazione in curva, all'interno del quale è posizionato il logo H, dipinto e rifinito a mano. Lo stile classico prosegue nella scelta di cerchi a raggi cromati con canale in alluminio da 18 pollici, mentre la strumentazione di bordo è ridotta all'essenziale tramite un singolo display LCD touchscreen rotondo da 3 pollici, con una veste grafica che ricalca i classici strumenti degli Anni '50. L'ergonomia si completa con una sella monoposto provvista di imbottitura stampata in 3D, supportata da un reggisella in carbonio e posizionata a un'altezza da terra regolabile tra i 790 e gli 810 millimetri.

Dal punto di vista strutturale, la motocicletta si distingue nettamente per l'impiego della fibra di carbonio. Questo materiale costituisce l'intero telaio monoscocca a doppia culla, progettato per offrire un'elevata resistenza torsionale, e dotato di un cannotto di sterzo sovradimensionato con un'inclinazione di 24,7 gradi. Anche il forcellone a cantilever, i parafanghi avvolgenti, la copertura del faro e della catena sono realizzati integralmente in carbonio. Il forcellone, incastonato nella trave centrale, funge anche da alloggiamento per un airbox di grandi dimensioni che riceve aria da due prese dinamiche laterali. Questa specifica architettura consente alla Regina Evo di contenere il peso a secco in appena 133 chili, a fronte di un peso totale ammesso di 307, rendendo il veicolo accessibile anche ai motociclisti dotati di patente A2. Le proporzioni generali si attestano su un passo di 1.475 millimetri e un serbatoio carburante dalla capacità di 10 litri.

Per quanto riguarda il comparto ciclistico e frenante, la Regina Evo impiega all'anteriore una forcella telescopica con steli da 43 millimetri, prodotta in Germania e regolabile nel precarico molla e in estensione, garantendo un'escursione di 130 millimetri. L'asse posteriore fa affidamento su un ammortizzatore Öhlins da 46 millimetri, anch'esso regolabile in precarico e nella frenata idraulica, con una corsa della ruota di 100 millimetri. L'impianto frenante, interfacciato a un sistema ABS a doppio canale, è fornito dall'azienda Beringer ed è l'unico nel segmento delle monocilindriche a prevedere un doppio disco anteriore, nello specifico da 260 millimetri e morso da pinze fisse a due pistoncini. Al retrotreno è presente un disco singolo da 240 millimetri, abbinato alla medesima pinza a due pistoncini. Le coperture montate sui cerchi da 18 pollici, che presentano un canale da 2.50 all'anteriore e da 4.25 al posteriore, corrispondono alle misure 100/90-18 davanti e 140/70-18 dietro.

La spinta è assicurata da un moderno motore Evo monocilindrico da 600 cc raffreddato ad acqua, omologato secondo la normativa EURO 5+ e provvisto di distribuzione DOHC con quattro valvole per cilindro. Il propulsore presenta un alesaggio per corsa di 100 x 76,4 millimetri e un rapporto di compressione pari a 12,4:1. L'impianto di iniezione elettronica è gestito da un singolo corpo farfallato da 46 millimetri. Nonostante la meccanica moderna, i richiami estetici al passato includono un blocco cilindri provvisto di alettatura, un doppio collettore di scarico e coperchi della frizione e dell'alternatore marchiati HOREX.
La scheda tecnica dichiara una potenza massima di 36 kW (50 cavalli ma ci sarà una versione da 48 per la patente A2) erogata a 8.300 giri e una coppia motrice massima di 46 Nm a 5.700 giri, con un'elasticità che garantisce l'80% della coppia già a 3.700 giri. La forza motrice è gestita da una frizione multidisco in bagno d'olio ad azionamento idraulico (con sistema antisaltellamento opzionale) e da un cambio a sei rapporti, per poi essere trasferita alla ruota tramite una trasmissione finale a catena con un rapporto di 43/15, configurazione che permette alla moto di raggiungere una velocità massima di 160 chilometri orari.

Il prezzo per l'Italia è in via di definizione, ma probabilmente non sarà inferiore a 40.000 euro.

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