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Una moto nel carrello, accanto agli altri articoli in offerta: nello shop online di Lidl in Germania la Prike PXS 125 Scrambler costa 2.799 euro di listino, più 5,95 euro di consegna. Prike non è un marchio Lidl: appartiene alla Karcher AG di Birkenfeld, nel Baden-Württemberg, che importa e distribuisce moto e scooter di origine cinese, compresi quelli a marchio Cyclone. L’ordine passa dal discount, mentre assistenza, ricambi e rete di rivenditori restano affidati a Prike e al suo importatore, che indica concessionari su tutto il territorio tedesco. La dotazione di questa 125 è essenziale: 10 CV, patente A1, dischi su entrambe le ruote ma solo CBS, senza ABS.
Il vero tema, però, è il modello di business. Il discount mette la vetrina e l’incasso, il marchio mette il prodotto, e il concessionario tradizionale, con i suoi margini e la sua struttura, esce dal primo contatto con il cliente. Nel mondo dell’auto è una strada già battuta: Tesla vende direttamente online, Hyundai ha portato le sue vetture su Amazon negli Stati Uniti e Costco, una multinazionale statunitense, che gestisce una grande catena di ipermenrcati all'ingrosso, propone da anni convenzioni ai soci per acquistare auto nuove. Ma lì il cliente trova comunque una consegna strutturata e una rete di assistenza riconoscibile, ed è proprio questo il nodo per le due ruote: chi monta gli ultimi pezzi, chi esegue il tagliando, chi risponde se un ricambio non arriva?
In Italia il tema non è teorico, esite già qualcosa di simile, se non uguale. Nei punti vendita del Il Baffo sono comparsi scooter elettrici a marchio Fantic e endotermici Keeway, segno che la grande distribuzione guarda alle due ruote come a una categoria di consumo e non più soltanto di passione. Resta da capire se il pubblico italiano, abituato al rapporto con il meccanico di fiducia, sia pronto a comprare una moto come un elettrodomestico. E voi? Comprereste una moto al supermercato?