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A scattare questa fotografia è un'analisi condotta da Facile.it sui dati ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno. Numeri che inevitabilmente modificano anche le abitudini dei cittadini: per paura dei furti, il 24% degli automobilisti italiani (quasi 1 su 4) decide oggi di stipulare una polizza assicurativa accessoria, segnando un netto balzo in avanti rispetto al 14% registrato nel 2022.
Se si allarga lo sguardo oltre i confini nazionali, basandosi sulle statistiche Eurostat, l'Italia risulta essere il quarto Paese per incidenza di furti di veicoli, con 231 casi ogni 100mila abitanti (un dato che, come sottolinea Eurostat, si riferisce ai reati effettivamente denunciati alle autorità).
A guidare questa poco invidiabile classifica europea è il Lussemburgo, con un picco di 562 furti ogni 100mila abitanti. Seguono la Svizzera (357) e la Svezia (267). L'Italia si posiziona subito prima di Francia (198 casi) e Grecia (174). Nettamente più virtuosi i dati registrati altrove: la Germania conta 70 furti ogni 100mila residenti, la Spagna 49, mentre in Polonia il dato crolla ad appena 19 episodi.
L'analisi territoriale restituisce un quadro eterogeneo. Il 45% dei furti nazionali avviene nel Sud Italia, seguito dal Centro (20%) e dalle Isole (16%).
A livello di valori assoluti, per le automobili la maglia nera va alla Campania, con ben 26.445 denunce in un solo anno. Al secondo posto troviamo il Lazio (18.071 furti) e al terzo la Sicilia (15.555). Diametralmente opposta la situazione in alcune zone del Nord: la regione più sicura in assoluto è la Valle d'Aosta (soli 20 furti), seguita da Trentino-Alto Adige (170) e Friuli-Venezia Giulia (239).
Passando alle due ruote, le classifiche cambiano leggermente. Per quanto riguarda le moto, la regione più tartassata è il Lazio (5.985 denunce), seguito da Campania (5.167) e Lombardia (4.178). Se si considerano invece i ciclomotori, il primato spetta alla Sicilia (1.328 casi), seguita da Campania (1.036) e Lombardia (968).
Alla luce di questi numeri, gli esperti suggeriscono cinque semplici ma fondamentali accorgimenti per tutelare i propri veicoli.
Lasciare l'auto in strade buie, isolate o coperte da fitta vegetazione è sempre un rischio. È preferibile optare per zone di passaggio, ben illuminate o coperte da telecamere. Se possibile, un parcheggio a pagamento è sempre un'alternativa più sicura.
Mai lasciare oggetti a vista nell'abitacolo, che si tratti di una borsa, di qualche moneta o di un banale cavo del telefono, un oggetto esposto può attirare le attenzioni dei malintenzionati. Anche se l'auto non viene rubata, il solo tentativo di furto può causare danni costosi a vetri e portiere (i furti su auto in sosta sono oltre 100mila l'anno, in media 12 ogni ora). Se dovete riporre qualcosa nel bagagliaio, fatelo prima di giungere a destinazione per non svelare cosa nascondete ai passanti.
Non fidarsi dello spiraglio al finestrino. D'estate l'abitacolo supera agilmente i 40 gradi sotto il sole. Tuttavia, lasciare il finestrino leggermente abbassato per far circolare l'aria espone l'auto a rischi altissimi. La raccomandazione è chiudere tutto ermeticamente e rinfrescare l'auto solo quando si torna a bordo.
Occhio alle chiavi elettroniche, i ladri moderni dispongono di tecnologie in grado di intercettare le frequenze dei telecomandi e clonare i codici. Il consiglio è quello di chiudere a mano l'auto usando la chiave fisica. A questo si possono aggiungere dispositivi meccanici vecchia scuola come il bloccasterzo o i bloccapedali. Infine, massima allerta in spiaggia: abbandonare le chiavi sotto l'ombrellone per farsi il bagno è uno degli errori più fatali in estate.
Proprio in virtù del forte rischio, aggiungere la garanzia accessoria Furto alla RC Auto di base permette di dormire sonni più tranquilli. Questa polizza protegge il proprietario in caso di furto (totale o parziale) ma anche per i soli danni derivanti da un tentativo di scasso andato a vuoto.
E per le moto, nello specifico?
Il bloccasterzo di serie può essere forzato con un colpo secco in pochi istanti. La regola fondamentale è legare sempre la moto a un elemento inamovibile e solido come un palo o una rastrelliera, utilizzando una catena di ultima generazione. In questo modo si scongiura il furto per sollevamento, che è una delle tecniche più rapide e utilizzate dai malviventi.
Mai affidarsi a un solo sistema di blocco. L'ideale è combinare diversi tipi di antifurto meccanico per costringere il ladro a perdere molto più tempo e a usare strumenti diversi: catena o antifurto ad U da far passare attraverso la ruota posteriore, più difficile e lunga da smontare rispetto a quella anteriore.
Il bloccadisco è un buon deterrente. Risulta ancora più efficace se dotato di un allarme sonoro integrato che scatta al minimo movimento o variazione di inclinazione della moto. Un consiglio in più: usa sempre il cavetto reminder, il cordino fluo da attaccare alla manopola del gas, per ricordarti di toglierlo prima di partire ed evitare rovinose cadute.
Se l'antifurto meccanico rallenta il furto, il vero alleato moderno per il recupero è il tracker GPS. Un localizzatore di piccole dimensioni, ben nascosto, possibilmente dotato di una batteria autonoma e non attaccato direttamente alla batteria principale, che è il primo cavo che i ladri tranciano, permette di tracciare in tempo reale la posizione del mezzo tramite lo smartphone, aumentando drasticamente le probabilità che le Forze dell'Ordine lo ritrovino.