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Sul canale YT di Marco Bezzecchi c'è un'intervista al padre Vito Bezzecchi. Ascoltarla e trascriverla è un modo per conoscere meglio il babbo del pilota Aprilia.
Vito è un meccanico di professione e un grande appassionato di motori. Ha trasmesso a Marco l'amore per le corse, portandolo da piccolo al Mugello e a Misano a vedere la MotoGP.
Quando Marco gli ha chiesto la minimoto, è iniziato un percorso diverso, da semplice appassionato a padre di un pilota. Vito ha seguito il figlio in tutti i circuiti, domenica dopo domenica, senza mai forzarlo, aspettando che fosse Marco a chiedere di tornare in pista.
Bezzecchi senior ha ricordato come la mamma abbia insistito perché Marco completasse gli studi (Bez è diplomato all'istituto professionale, come ha detto qui).
Oggi Vito si tiene sempre un passo indietro nel paddock, perché non vuole interferire nel lavoro dei professionisti, ma facile vederlo nel box Aprilia, lato Bez, pronto ad aiutare il figlio, come in questa foto qua sotto.
Come è nata la sua passione per i motori?
"Sono un grande appassionato di motori e qualsiasi tipo di sport motoristico, moto, Formula 1, gare internazionali, nazionali, non faccio differenze. Non sono mai stato un pilota, solo un grande appassionato. Sono un meccanico di professione e forse anche questo mi ha portato a essere un grande tifoso di qualsiasi tipo di gara motoristica"
Come hai trasmesso questa passione a Marco?
"Seguo Marco da sempre e forse ho passato io la passione guardando le gare la domenica, portandolo anche in giro nei circuiti da piccolo. Andavamo a guardare la MotoGP al Mugello e a Misano. Sicuramente all'inizio è stata una passione diciamo tramandata"
Quando ha capito che per Marco era diventata una cosa seria?
"Quando lui mi ha chiesto la minimoto e io gliel'ho comprata, poi lui ha iniziato piano pianino ad appassionarsi, poi ha proseguito lui nel suo cammino. Io l'ho sempre seguito e assecondato nelle sue decisioni però non l'ho mai forzato. Si andava quando lui voleva e soprattutto si veniva a casa quando lui voleva. Nasce da lui la vera passione e il vero impegno. Secondo me oggi come oggi devi veramente dedicare più di tutto te stesso"
Come si capisce quando la passione è autentica?
"Si capisce dal fatto che non sei tu a forzare. Quando vedi che ti chiede di andare, vieni a casa e la domenica sera tutti e due sfiniti e poi però già il lunedì ti dice 'Ma domenica dove andiamo? Sabato dove andiamo?'. Credo che da lì capisci che veramente è lui che ha questa passione. Anche da piccolo si dedicava un minimo di allenamento anche nelle piccole cose, vedi la passione che ci mette"
Come avete gestito il tema della scuola?
"La scuola è sempre stato il suo tallone d'Achille ed è sempre andato con poca voglia. Però devo dire che è sempre stato anche molto bravo a completare gli studi, anche grazie alle spinte della mamma, lei ha sempre detto che era la cosa più importante il completare gli studi, avere un diploma. Perché nella vita non si sa mai cosa può succedere, perciò non puoi non avere almeno un titolo di studio"
Marco è riuscito a diplomarsi?
"Lui è stato bravo, non è mai stato bocciato, ha sempre seguito con poca voglia però bene o male alla fine ci metteva anche lì l'impegno che serviva. Ha completato gli studi e si è diplomato, devo dire che è stato molto bravo"
Quanto è importante avere un piano B?
"Deve essere sicuramente una scommessa al 110% per la tua passione, però devi capire che se le cose non vanno come hai sognato devi avere una ulteriore valvola di sfogo. Lui si è diplomato, sa che bene o male se le cose dovessero andare male io ho un'officina e dove lui anche all'inizio, nei periodi che poteva e quando non si allenava continuamente, veniva anche a darmi una mano volentieri, faceva dei piccoli lavori. Sicuramente avrebbe un secondo lavoro"
Che tipo di rapporto avete oggi?
"È un ragazzo che ci chiede molto, prendiamo sempre le decisioni insieme. Naturalmente noi cerchiamo di dargli i nostri consigli, tutt'ora anche adesso che è più grande ci consigliamo continuamente insieme quando c'è da prendere qualsiasi tipo di decisione, a livello di sponsor, di abbigliamento, di cose da seguire. È secondo me una bella cosa. Poi naturalmente la decisione finale la prende lui perché tanto ormai è grande, però ci fa anche molto piacere che siamo coinvolti in tutte le sue decisioni"
Che ruolo ha in pista durante i weekend di gara?
"Ho sempre cercato di stare al mio posto, nel senso che anche quando siamo in pista o si va a parlare con qualcuno, in linea di massima non intervengo. Anche perché non è giusto interferire nel lavoro che fanno i professionisti, è il loro lavoro e devono prendere decisioni fra loro. Se ha bisogno di un consiglio me lo chiede e se ha bisogno di qualsiasi cosa io sono lì, però non mi intrometto o cerco di non intromettermi"
Molti genitori nel paddock vengono considerati invadenti. Lei come vive questa cosa?
"So che parecchi team manager, parecchi nel settore addirittura vietano l'ingresso dei genitori nel box, nel paddock, perché magari interferiscono troppo. Forse è anche una mia caratteristica, una nostra caratteristica. Anche mia moglie, a volte per farla entrare nel box la devo quasi pregare. Cerchiamo di stare nel nostro"
Che rapporto avete con i team?
"Sono amico con tutti, siamo amici con tutti e anche nei team dove siamo stati tutt'ora ci salutano, ci sentiamo, abbiamo sempre mantenuto e manteniamo un ottimo rapporto con tutti"