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l'editoriale di nico

Nico Cereghini: “Forza Melandri, forza Ducati!”

- Dopo la MotoGP si guarda alla SBK, che scatta sabato mattina. Scommetto che sarà una grande stagione anche qui, perché il campionato cresce, nonostante tutto, anno dopo anno
Nico Cereghini: “Forza Melandri, forza Ducati!”

Ciao a tutti! Finito il secondo round dei test MotoGP, chiusa dopo la Malesia anche la sessione australiana, qualche bilancio già circola. Soprattutto nei commenti dei lettori. Abbiamo per fortuna tante belle teste che ragionano, tra i nostri amici, ma se ci si vuole divertire con la fantascienza non mancano i temi. C’è chi assicura che Viñales sarà il protagonista assoluto dei prossimi cinque anni, chi invece ha già deciso che macché, Márquez e la Honda dominatori della stagione, chi infila d’ufficio Valentino tra i pensionati e chi, addirittura, considera già fallita l’avventura di Lorenzo alla Ducati. Dimenticando che non stiamo parlando del campionato parrocchiale, ma della massima divisione che raccoglie i migliori professionisti del mondo; trascurando il fatto che questa non è gente che corre trafelata dietro alla palla, ma che sa dosare le forze e dare tutto quando conta.


Vedremo in Qatar tra dieci giorni. La tensione cresce aspettando la gara di apertura del 26 marzo. Ma nel frattempo abbiamo la bella possibilità di riempirci gli occhi con la SBK, che scatta sabato prossimo a Phillip Island. E’ già la trentesima edizione del campionato, e l’anno della sua nascita mi pare ieri: 1988, Fabrizio Pirovano con la Yamaha FZ contro Fred Merkel, primo campione con la Honda RC30 del team Rumi, poi Lucchinelli sulla Ducati 851 e Tardozzi sulla Bimota YB4, e un certo Mick Doohan, che con una Yamaha vinceva in Giappone e nella sua Australia. Bei tempi, che molti rimpiangono, e spesso lo fanno, però, svalutando il presente. E io capisco che i protagonisti di allora - dal team manager che vinceva al telecronista che raccontava le gare - si sentano oggi molto meno coinvolti; così come è comprensibile che i giovani di allora siano oggi un po’ più anziani e amareggiati, perché il tempo dipinge i fatti con i colori della leggenda. Eppure io sostengo che oggi sia meglio: più sicuri i circuiti, più stabile il regolamento, più ricca la griglia di partenza, più professionale l’organizzazione. Non mancano i limiti di un calendario assurdo che prevede una sola gara a giugno, una a luglio e poi una ad agosto con un buco di quaranta giorni. Dorna su questo piano lascia molto a desiderare, ma lo spettacolo cresce insieme ai motivi di interesse.


Dovessi scommettere, mi sbilancio, punterei su Ducati. Nonostante una supermoto, il gran talento di Rea e la tenacia di Sykes, credo infatti che la Kawasaki farà fatica a vincere il titolo. Davies ha chiuso la stagione scorsa dominando, questa volta sarà più concentrato e non butterà via i punti nella prima parte, e poi sulla rossa c’è il rientrante Marco Melandri che – contro il parere di molt i- potrebbe costituire la vera sorpresa della stagione. Senza trascurare la nuova Honda con Hayden e Bradl, la Yamaha con Lowes e Van Der Mark, l’Aprilia, la MV, la BMW, Lorenzo Savadori che è il pilota emergente. Appuntamento sabato davanti alla TV.

Forza Melandri forza Ducati
  • DrBerry, Rosignano Monferrato (AL)

    Mondiale già finito per Melandri, guida la bici come la RSV4 ma così straccia le gomme, nel duello vale poco e Rea è un martello penumatico.
  • MotoZecca

    Ciao a tutti,
    la mia opinione è questa.
    - difficile dire chi è il favorito. Rea è vincente come pilota e la sua moto ottima. Questo è una grande vantaggio perché non devi stravolgere ogni volta il progetto dell'anno prima ma, partendo da una buona base, vai a cercare tanti piccoli miglioramenti che sono più rapidi da verificare ed inserire nei test pre-campionato. L'anno scorso Davies, oltre a qualche suo errore in gara, ha "perso" metà campionato con i tecnici per portare la moto a buoni livelli. Poi, con la moto migliorata, ci ha messo del suo e ha fatto la differenza ... ma Rea non aveva più bisogno di spingere quindi forse non tutti i risultati delle gare rispecchiavano veramente la situazione tecnica.
    Quale sia la situazione ora è difficile da capire. Kawasaki ha una coppia di piloti collaudata ma non credo, a differenza di molti, che Sykes sarà così "morbido" con il suo compagno … almeno all'inizio. Ducati ha due piloti un po' all'opposto. Davies sempre forte, molto istinto, che da' tutto ma ogni tanto sbaglia e Melandri molto più "cervellotico", che cerca la moto perfetta senza la quale difficilmente rischia oltremisura. Mi sembra un po' difficile fare un mezzo che vada bene a tutti e due. Ma spero di sbagliarmi.
    Poi cui sono gli altri. Honda? Yamaha? A me non danno l'impressione di mettere tutte le energie e risorse necessarie per essere sempre vincenti.
    I piloti Honda sono reduci MotoGP. Possono fare la differenza compensando quello che potrebbe mancare alla moto? Ho dei dubbi che possano farlo in ogni gara ed in questo campionato devi esserci sempre ... e anche i piloti Yamaha, secondo me, non hanno nella continuità il loro punto forte.
    Ci sono poi Aprilia e BMW. Anche in questo caso, secondo me, non ci sono i supporti per essere vincenti. Competitivi ad inizio gara, in qualche GP, ma non al top.
    L'Aprilia, oltrettutto, se non ha da' supporto serio alla squadra, con delle buone evoluzioni tecniche non avrà una moto buona di base come quella dello scorso anno che era vincente nel 2015. Savadori sembra veramente bravo ma non può fare miracoli.
    …. Spero tanto di sbagliarmi ma vedo, in buona parte, una ripetizione delle gare dello scorso anno, magari con un italiano più spesso sul podio.


    Mi sono dilungato un po', come al solito, ma volevo dire comunque qualcosa circa il campionato.
    Era meglio prima, è meglio adesso … sicuramente sono diversi.
    A quello che ha detto Nico vorrei mettere un commento:
    - i circuiti sono più sicuri -> vero come, secondo me, è vero che, con i mezzi attuali, se i circuiti fossero quelli di una volta alla quinta gara ci sarebbero metà dei piloti. Non tanto per la velocità assoluta ma l'entrata, la percorrenza e l'uscita di curva sono affrontate ad una velocità che al minimo errore voli per decine di metri. Con gli spazi di fuga e le protezioni di una volta il numero di piloti seriamente infortunati, per non dire peggio, sarebbe molto alto.
    - regolamento più stabile -> vero, ma molto più rigido e … costoso. Se non sei una grande casa motociclistica sei tagliato fuori. Difficile per un pilota mettersi in evidenza.
    - più ricca la griglia di partenza -> vero, ma, proprio a causa dei costi le squadre veramente competitive sono 1 o 2, solo qualche volta 3. Rischia di essere più competitiva la MotoGP.
    - più professionale l'organizzazione -> vero in parte. In diversi circuiti si vedono degli interventi dei commissari, durante la gara, ancora parecchio "dilettantistici" e in caso di imprevisti, spesso causati dal meteo, ci sono decisioni della direzione gara perlomeno "discutibili"
    In generale, più che miglioramento parlerei di adattamento …
    A me, negli ultimi anni, l'unica cosa che non piace è in costante aumento dell'uso dell'elettronica. Non solo per la sicurezza, che mi andrebbe bene, ma proprio per le prestazioni.
    Secondo me, permette di andare più forte e, per i più coraggiosi (o spericolati?), correre a volte a "vita persa" con meno rischi ma riduce la componente "sensibilità nel polso" che metteva in luce anche il pilota che non aveva grandi mezzi ma che sapeva dosare e usare la sua moto fino a fine gara anche in condizioni sfavorevoli. Ora lo vedi qualche volta con la pioggia ... tanta e improvvisa.

    Grazie anche solo per aver letto tutto !!!
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