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L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: "Massima attenzione alle strisce!"

- Da un brutto fatto di cronaca milanese alla considerazione più generale: le strisce pedonali sono troppo spesso ignorate. E ammettiamolo, anche noi siamo poco attenti al tema
Nico Cereghini: Massima attenzione alle strisce!

Ciao a tutti! Le immagini dello scooter che investe la bambina sulle strisce a Milano, cronaca di venerdì scorso, fanno pensare. Per pura fortuna la piccola ha riportato soltanto ferite leggere, ma certamente poteva finire male. La sequenza è stata vista da molti sulla rete: la nonna tiene per mano la nipotina di quattro anni e attraversa la strada sulle strisce pedonali quando un’utilitaria si ferma a debita distanza dal passaggio. Le strisce sono ben marcate, la visibilità è buona, la signora guarda altrove perché dà per scontato che dalla sua sinistra non possa arrivare un pericolo, l’auto si è già fermata; lo scooterista, distratto e superficiale, sorpassa l’auto ferma e quando vede i pedoni è troppo tardi, tenta una frenata, rallenta soltanto. La velocità non sembra elevata, comunque l’urto è tale da buttare a terra la piccola; se lei avesse picchiato la testa sul faro o sull’asfalto, sarebbe finita in tragedia.


Fin qui la dinamica dell’incidente. Ma la storia prosegue anche peggio perché l’investitore scappa; verrà rintracciato in serata dalla “squadra interventi speciali” della polizia locale, grazie alle telecamere e alle testimonianze: 65 anni, milanese, senza assicurazione dello scooter, e pure senza patente perché gli era stata revocata. Un delinquente? Le cronache lo definiscono “un imprenditore" e di più non si sa.


Mi chiedo se poteva capitare anche a me. Di scappare certamente no (patente e assicurazione sono in regola, la coscienza pure), di investire forse sì. Non posso escluderlo: l'auto è così vicina al marciapiede che si potrebbe addirittura pensare ad una manovra di sosta: l'automobilista in questione non ha attivato il lampeggiatore, naturalmente, ma ormai questa segnalazione è drammaticamente in disuso e ha perso significato. Ora sarebbe stupido lanciare una filippica contro chi guida gli scooter, spesso sotto accusa per la guida disinvolta, e vi prego caldamente di lasciar perdere e andare oltre. Il fatto è che tutti noi siamo convinti di guidare (la moto o lo scooter che sia) con attenzione, eppure la distrazione è sempre dietro l'angolo. E poi alle strisce siamo in pochi a badare. È proprio questo il dramma: la maleducazione è tanto diffusa che il povero pedone, a Milano e probabilmente anche nelle vostre città, è costretto a rischiare la vita dieci volte al giorno. Eccezioni a questa realtà le ho viste in Trentino e Alto Adige, dove tutti (sottolineo tutti) nei centri abitati vanno piano e si fermano subito quando un pedone accenna ad attraversare la strada. Sarà la cultura nordeuropea, di sicuro i buoni comportamenti sono contagiosi e i cattivi pure. A Bolzano tutti si fermano alle strisce, a Milano pochi si fermano alle strisce. Motociclisti compresi.


La seconda considerazione riguarda la rete di telecamere, ormai così capillare sul territorio, e nei centri urbani soprattutto, da poter "individuare quasi il 90 per 100 di coloro che non si fermano dopo un incidente" come dice il comandante della polizia locale parlando di Milano. Qualche volta può darci fastidio, questa consapevolezza di essere controllati ventiquattr'ore su ventiquattro alla faccia della privacy, ma questa è una di quelle volte in cui ce ne rallegriamo. Niente patente e niente assicurazione? É per questo che scappa? Questo "imprenditore" milanese deve pagarla molto cara, e speriamo che succeda davvero.

Massima attenzione alle strisce
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Commenti

  • atuttogas89, Imperia (IM)

    Io continuo a pensare che ogni tanto dovremmo fare tutti un esame di coscenza e domandarci:
    Come mi comporto come utente della strada?
    Riesco ad avere per gli altri lo stesso rispetto che esigo per me stesso?
    E' veramente necessario accelerare e superare l'automobile ferma al passaggio pedonale o posso attendere dietro senza prendere rischi per me e per gli altri?

    Ogni volta che giro in moto e mi fermo alle strisce pedonali, o vedo qualcuno che esce da un parcheggio e lo lascio passare, (ecc ecc) continuo a sperare di essere contagioso nel senso che ogni buona azione ne richiama un'altra e non necessariamente verso di me.

    Poi sicuramente l'incivile di natura resterà tale, ma almeno ognuno di noi ogni giorno puo' migliorare il proprio comportamento e influenzare quello degli altri.
  • hwrk89

    Continuo a pensare che la vera sicurezza si faccia soprattutto con la prudenza, educazione e avendo dei comportamenti civili. Possiamo scafandrarci di protezioni ma prima di tutto c'è la prevenzione che parte da un fenomeno culturale ed etico di rispetto dell'altro. Il menefreghismo dilagante in Italia di non rispettare le regole vedi corsie preferenziali occupate abusivamente svolte vietate e potrei continuare all'infinito mostra chiaramente che per certi aspetti siamo un paese sottosviluppato (mentale).
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