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l'editoriale di nico

Nico Cereghini: “Anziani alla guida 2”

- Torno sull’argomento per ricapitolare i pareri dei tanti lettori che hanno partecipato al dibattito: se qualcuno volesse ascoltarci, avrebbe qui un quadro completo della situazione
Nico Cereghini: “Anziani alla guida 2”

Ciao a tutti! La mia riflessione sugli anziani al volante, quella di quindici giorni fa (leggi l'articolo), ha raccolto tanti commenti e ne è nata una bella discussione: c’è chi tra voi sostiene che ci sono emergenze più gravi, come la guida col cellulare o il tablet in mano -maledizione!- e l’abuso di alcolici e droghe; altri lanciano allarmi per l’ignoranza delle regole, la crescente mancanza di patente e assicurazione, i furgoni che fumano come il Titanic, i ciclisti che viaggiano appiaiati sulle statali e lo scarso rispetto dei semafori. Tutto vero, dico io, ma questa volta si parlava dei vecchietti e del resto pochi lettori negano il problema; anzi, alcuni lo hanno già affrontato: raccontano di aver convinto personalmente i genitori o i nonni ad abbandonare l’auto perché non più in grado di circolare in sicurezza, magari anche a costo di accompagnarli spesso a fare la spesa. “Non si può mettere sullo stesso piano il disagio e la sicurezza: quest’ultima viene prima di tutto” ha precisato saggiamente un lettore.


E noi? Parlando delle personali difficoltà, qualche vecchio motociclista ammette di esser calato un po’ nella forza e nei riflessi: c’è chi medita di passare a una moto più piccola, chi guida moto inglesi e progetta di fermarsi quando non riuscirà ad avviarle col pedale, chi è caduto da fermo e si preoccupa, chi lo incoraggia, chi mi accusa di generalizzare o di voler appiedare i vecchietti per forza, chi domanda beffardo se sto pensando di passare al Rumi Formichino (uno scooter degli anni Cinquanta). Ma credo che se fosse stato un trentenne, a sollevare l’argomento, lo avreste considerato poco; e poi non voglio obbligare nessuno, tanto è vero che ho giudicato interessante una iniziativa volontaria: quella del governo giapponese, che fa numerosi sconti agli ultra75 che spontaneamente rinunciano alla patente.


Su questa proposta qualcuno applaude e molti scuotono la testa: l’Italia non è il Giappone, i trasporti non sono all’altezza, in provincia è impossibile muoversi senza un mezzo proprio e poi qui l’individualismo è sovrano. Io continuo a pensare che sarebbe comunque un passo avanti se, dove si può, gli anziani fossero incoraggiati a usare i mezzi pubblici e il taxi. Senza alcun obbligo. E a Bolzano e a Merano, lo scopro oggi, le amministrazioni già lo fanno da tempo: sconti sui taxi per anziani e in qualche caso anche corsa pagata. Si vede che ci credono.


Tutti, senza eccezione, concordiamo sulla necessità di inasprire le regole per il rinnovo della patente, a tutte le età e a maggior ragione per gli anziani. Esami veri, test psico-attidudinali, prove pratiche di guida, “anche la notte con la pioggia” chiede un lettore. Magari annualmente e non soltanto ogni due anni. Naturalmente anche così, anche con gli esami più severi e frequenti del mondo, un novantenne avrà maggiori probabilità di distrarsi o avere un malore alla guida; ma qui entriamo nel campo dell’imponderabile, di quel margine di rischio che può risultare accettabile soltanto se le regole esistono, sono serie e vengono fatte rispettare. Invece da noi “conta soltanto il business: Marchionne, le assicurazioni, i carrozzieri, i comuni che fanno cassa con gli autovelox” è il coro dei lamenti. Almeno gli anziani non chattano, sospira un lettore; altri propongono un car pooling specifico o fanno notare che tra pochi anni arriveranno le auto a guida autonoma e il problema sarà superato.


Nel frattempo, possiamo approfittarne e fare gli auguri a un vecchietto che continua a guidare piuttosto bene. Giovedì compie trentotto anni: auguri a Valentino Rossi!

Anziani alla guida
  • remowilliam, padova (PD)

    Oggi ho assistito in un parcheggio ad una cosa che faccio fatico io a crederci pur avendola vissuta in prima persona ,in breve
    Un anziano(piu vicino agli 80 che ai 70) fa manovra con la sua auto per uscire da un parcheggio e che fa? mano sinistra ben appoggiata all'orecchia con immancabile telefonino e poi si appoggia con il muso davanti e poi con quello dietro, busso al finestrino e gli dico si fermi prima di fare danni che vediamo di aiutarla ad uscire e magari metta giù il telefono , per risposta mi ha mandato.......
    poi leggi sul giornale di oggi che ragazzo in tangenziale contromano ed ubriaco ha ammazzato una persona e i giudici che fanno riducono la pena e dissequestrano l'auto perche? perchè il guidare l'auto ubriaco era andato in prescrizione quindi non più punibile .
  • mario200947, Courmayeur (AO)

    Bella discussione Nico!
    In effetti gli aiuti alla guida che stanno diventando ubiquitari e sui quali si basa la normativa di sicurezza che stiamo sviluppando all'OMS serve non tanto per gli autisti, ma per gli utenti delle strade, tra cui i vulnerabili (pedoni, ciclisti e motociclisti). Questo sviluppo tecnologico salverà piu motociclisti di tutte le attenzioni che possiamo avere quando andiamo in moto. Dacciamocene una ragione; il mondo invecchia e di conducenti ultra 70/80/90enni ce ne saranno sempre di piu, ma non con riflessi allenati e pronti come vorremmo.
    Le legislazioni nazionali un vero nodo gordiano: gli esami per la patente, e per il suo rinnovo, sono ridicole, desuete e inefficaci. Quindi libertà di patente anche a chi i requisiti non li ha (o non li ha piu'), senza pensare che la patente é una licenza di girare con un'arma da 1600 e piu chili in mano.
    Ci vorrebbe, inoltre, la corresponsabilità diretta negli incidenti di chi rilascia l'idoneità alla guida, in caso di sinistro mortale (o grave) ed in assenza di uso di stupefacenti o farmaci proibiti; lo dico da medico che fece molti anni orsono le visite di idoneità e si faceva regolamente mandare al diavolo dagli ottantenni a cui, per poca vista, non rinnovavo.
    Buona strada a tutti ed un saluto a Nico, che ci da sempre buoni spunti per intervenire.
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