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La Nuova Garelli a un passo dalla Moto Morini 

Che la Nuova Garelli fosse interessata da tempo ad acquisire la Moto Morini è cosa nota. E per nulla tramontata. Lunedì prossimo, infatti, l’operazione dovrebbe andare finalmente in porto

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PaoloBerlusconi

 
Com’è noto, il fallimento ufficiale della Moto Morini è stato dichiarato il 18 maggio scorso, giorno in cui la rubrica di economia del Corriere di Bologna dichiarava sfumato l’accordo tra la Nuova Garelli di Paolo Berlusconi ed i sindacati.

«Moto Morini, svolta salvezza. Paolo Berlusconi a un passo dal sì», riporta invece oggi l’autorevolissimo organo di informazione in un pezzo d’apertura firmato dal collega Marco Madonia.
Lunedì prossimo, 14 giugno, infatti, quella benedetta firma che sigla la salvezza della storica aquila felsinea dovrebbe arrivare sul tavolo di crisi convocato dalla Provincia, e la Moto Morini, classe 1937, diventerà di proprietà della Nuova Garelli. Marchio, quest’ultimo, che a sua volta vanta natali risalenti addirittura al 1919.

«L’accordo si firmerà la settimana prossima, ma quella di Paolo Berlusconi non è la soluzione migliore: noi l’avevamo detto e continuiamo a pensarlo», ha affermato il numero uno della Fiom, Bruno Papignani, in merito a questa operazione di salvataggio in extremis. Un vero e proprio colpo di scena, visto che l’interesse dell’imprenditore milanese verso questo operazione sembrava definitivamente azzerato.

A fallimento avvenuto, in ogni caso, le uniche certezze che Nuova Garelli era disposta a confermare erano il salvataggio di un marchio storico, un posto di lavoro per 20 persone e la continuità aziendale. Dichiarazione confermata ieri dai futuri proprietari della Moto Morini, che, anzi, manterrà invece 26 posti di lavoro su 57: i rimanenti 31 dipendenti dovrebbero venire tutelati, almeno temporaneamente, dalla differenza tra i 2,8 milioni di Euro proposti inizialmente dalla Nuova Garelli per l’operazione, e il prezzo effettivamente stabilito dal curatore fallimentare, che dovrebbe essere sensibilmente inferiore.

Il perfezionamento della procedura di acquisizione andrà a definirsi verso settembre, dopodiché dovrebbe partire il piano industriale, che a quanto pare prevede il mantenimento del medesimo stabilimento di Casalecchio di Reno (“incollato” a quello della Morini Franco Motori S.p.A.), o quantomeno la scelta di un’altra soluzione, sempre rimanendo nel comprensorio bolognese. Seguirà l’inizio della sinergia operativa con l’azienda acquirente, per la quale inizialmente verranno costruiti i motori.
Non ci resta che attendere il prossimo lunedì, ad accordo siglato, per verificarne i termini definitivi.
 

Maurizio Tanca


08/06/2010

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Sono stati inseriti 5 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Soluzione di mezzo...

    ... ora che risulta fallita avranno meno obblighi, tra cui (correggetemi se sbaglio) quello di garanzia e ricambi sul precedente venduto. La società non è più la stessa, quindi non dovrebbe avere gli obblighi (tranne magari qualche debito) della precedente gestione.

    Si salva (forse) qualche dipendente nel medio-breve termine, mentre posso supporre che la corrente produzione venga terminata una volta esaurite le eventuali esistenti commesse.

    Peccato perdere (cosa abbastanza decisa a mio modo di vedere) moto come la Corsaro.

  • 2. a Paolo Berlusconi

    Grazie per non aver fatto morire un marchio che ha riempito la gioventù di tanti motociclisti dagli anni '50 in poi.
    Adesso,glielo chiediamo con il cuore in mano,vada a qualche raduno,a qualche mercatino di moto d'epoca e si renderà conto,se già non lo sa,di che cosa significhi quella doppia M con l'aquila alata.
    Con i prodotti giusti,può tornare ad essere leader anche tra i giovani

    corsarino65

  • 3. risposta a ducatista

    1) obblighi sulla precedente gestione: questo dipende forse anche dal curatore che può porre clausole in tal senso al momento della vendita e comunque non è una bella immagine non tutelare chi fino al giorno prima ha creduto nel marchio
    2)i debiti della precedente gestione verranno pagati dal curatore fallimentare sulla base della natura dei debiti (privilegiati o chirografari) e di quanto il curatore riuscirà a realizzare.
    il problema è che a berlusconi della vecchia produzione non interessa nulla e pertanto cercherà di fare spazio il prima possibile magari cedendo a terzi il magazzino ricambi e l'assistenza sui vecchi modelli(tra l'altro la fabbrica non è molto grande).

  • 4. Risposta a paolo.miazzi

    Non preoccuparti.
    Paolo Berlusconi non sa nemmeno cosa sia una moto e se ne frega del tuo cuore in mano, dei mercatini e della doppi "M" con l'aquila dorata.
    Per gente come lui si tratta solo di un business senza tanti scrupoli.
    Ha acquisito un altro marchio storico (vedi Garelli) per poi appiccicarlo in forma di adesivo su qualche plastica prodotta in Cina, e te lo propina in vendita nei centri commerciali o alle Poste Shop o su MediaShopping. Vedrai che ne sarà della "gloria che ha riempito la gioventù degli anni '50", la tua amata Moto Morini...
    Non so se c'è da vergognarsi di più a vendere certe cose o a comprarle.
    Io francamente mi vergogno di avere in italia imprenditori senza nè scrupoli, nè morale, nè buongusto come questo signore. E ce ne sono tanti purtroppo...

  • 5. Stiamo a vedere

    Onestamente credo anche io che la soluzione Nuova Garelli non sia il massimo.Certo è che forse è meglio questo che il nulla visto che comunque nessuno aveva presentato un minimo cenno di interesse.Quindi, o la Nuova Garelli o l'oblio.
    Spero anche che, a differenza di quanto scrive rosso 04, il nuovo proprietario, capisca cos'è una moto e la passione che alimenta questo business e quindi si comporti di conseguenza.
    Sperem....

 
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