Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
il termine "hyperbike" viene abusato un po' da tutti. Basta che un costruttore prenda una supersportiva da venticinquemila euro, ci schiaffi sopra un turbocompressore o un paio di alette in carbonio e voilà, ecco l'hyperbike di turno. Ma a Monaco di Baviera, sponda Diamond Atelier, hanno deciso che era il momento di ridefinire completamente le regole del gioco.
Svelata sotto i riflettori del Goodwood Festival of Speed 2026, la nuova DA#22 (conosciuta internamente come Project ULTRON) non è una moto qualunque. È un'opera d'arte stradale che ribalta il classico concetto ingegneristico: qui non si è partiti da un motore o da un telaio, ma da un foglio bianco e da un'idea di silhouette. L'ingegneria ha dovuto piegarsi allo stile.
Tutta la carrozzeria è stata realizzata a mano da un maestro del settore, Marvin Diehl di KRT Framework.
Oltre 800 ore di lavoro per modellare a colpi di martello ogni singolo pannello di alluminio.
La silhouette: Ha proporzioni ridotte all'osso, quasi minimalistica, dominata da una sezione posteriore fluttuante che sembra letteralmente sospesa sopra il gommone posteriore. Tutta l'elettronica è stata nascosta alla vista, e la strumentazione è celata sotto un pannello di vetro incassato nella carrozzeria. Pulizia visiva totale.
Sotto quel vestito d'alluminio così futuristico batte però un cuore che noi motociclisti conosciamo bene, il bicilindrico a V LC8 di KTM, derivato direttamente dalla 1290 Super Duke.
Grazie a una cura vitaminica, il V-Twin austriaco è stato portato a erogare oltre 205 CV. Capite bene che su una moto così compatta e leggera, una potenza del genere garantisce prestazioni da capogiro.
Per tenere a bada questa cavalleria, la ciclistica è da mondiale, forcella Wilbers TYPE 46 RR (roba che arriva dritta dal Campionato Mondiale Superbike) abbinata a un ammortizzatore posteriore costruito su misura. La chicca? Nonostante il design compatto, i componenti sono stati disposti in modo da garantire una manutenzione e una riparabilità facili.
Grazie alla collaborazione con specialisti del settore, la moto è infarcita di chicche tecnologiche:
L'intero impianto di scarico e la piastra di sterzo superiore sono in titanio stampato in 3D da Aconity3D.
Tutta la componentistica dei comandi al manubrio è firmata DKB Special Parts (ispirata al circus della F1), così come il carter frizione trasparente e illuminato, che permette di vedere i dischi in movimento. Pedane e comandi arretrati sono invece della Gilles Tooling.
Il Diamante, sì c'è un diamante vero. Incastonato in una montatura in argento sterling proprio al centro della piastra superiore della forcella. Quando si dice tener fede al proprio nome...
La vernice "magica": Il tocco finale è da fantascienza. Sviluppata da Alex Bloch di Stilbruch Lack, la verniciatura non si limita a riflettere la luce: si illumina di rosso quando viene attraversata da una carica elettrica. Ne è stato prodotto un solo litro in tutto il mondo ed è stato usato fino all'ultima goccia su questo prototipo, il che significa che questa moto non potrà mai essere replicata identica.