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Ha corso in 250, 500 e MotoGP, ha visto nascere l'era Rossi. Ma Nobuatsu Aoki da un po' di tempo è un apprezzatissimo commentatore della MotoGP e noi di Moto.it leggiamo spesso le sue analisi su Young machine.
Siamo riusciti a contattare Aoki in Giappone ed ecco questa intervista esclusiva.
I fratelli Márquez sono vere minacce per il titolo? Ci sono anche Bezzecchi e Acosta nella lotta?
"Marc è il più forte come abilità pura di guida. Álex e Bezzecchi sono nella lotta. Acosta lo è a volte, ha la migliore tecnica di frenata in griglia. Purtroppo dipende tutto dalla performance della gomma posteriore: la RC16 è molto nervosa su questo aspetto"
Ducati è ancora un passo avanti? O Aprilia è più vicina adesso?
"Aprilia si è avvicinata molto a Ducati. Ha migliorato tantissimo sia l'aerodinamica che il controllo di trazione"
Qual è il limite tecnico più grande delle MotoGP di oggi?
"La centralina unica. Honda fa fatica ad adattarsi, ancora oggi"
L'anno scorso hai detto che la GP25 era difficile, quasi una moto 'solo per Marc'. Lo pensi ancora?
"Non è solo per Marc. La GP25 va bene su certi circuiti, su altri no. Marc non se ne preoccupa quando va male, Pecco e gli altri invece soffrono"
Che ne pensi della situazione attuale di Bagnaia?
"Mi dispiace davvero per lui, è un pilota che ha vinto due volte il mondiale. La sua situazione è cambiata da quando Marc è entrato in Ducati"
I piloti di oggi sono più atleti che piloti?
"Sì. Si allenano molto di più alla guida in fuoristrada. Il Ranch della VR46 è il posto migliore al mondo per questo"
Cosa hanno i piloti di oggi che la tua generazione non aveva?
"Devono essere intelligenti. Gestiscono le gomme, la pressione dell'aria, il consumo di carburante, il controllo dell'altezza da terra, tengono d'occhio il dashboard per avvertimenti e penalità. Non è facile guardare il display durante la gara"
Oggi il talento conta meno dell'elettronica?
"No, assolutamente no. L'elettronica non aiuta più di tanto, proprio per via della centralina unica. Ogni pilota deve controllare lo slittamento delle ruote con la mano destra, l'elettronica aiuta solo un pochino"
Che consiglio daresti a un giovane pilota giapponese che sogna la MotoGP? Gli diresti di essere più 'europeo'? In che modo?
"Gli direi: vai in Spagna"
La MotoGP moderna è meno spettacolare rispetto alla tua epoca?
"No, non la penso così. La MotoGP moderna ha battaglie vicinissime tra i piloti. All'inizio degli anni 2000 c'era tantissima evoluzione tecnica ad ogni gara e le velocità crescevano rapidamente. Guidare la 500cc era emozionante e difficilissimo, con la coppia brutale del motore due tempi"
Quale pilota della tua epoca si adatterebbe bene alla MotoGP di oggi? E viceversa?
"Sicuramente Vale, e anche Crivillé. Acosta e Ogura potrebbero guidare una 500. Acosta è molto, molto bravo in frenata. Ogura ha un ottimo controllo del gas"
Che ne pensi della situazione della Yamaha?
"Sono sulla strada giusta. La Suzuki ha impiegato circa cinque anni per rendere la V4 competitiva. Sono entrato come collaudatore Suzuki nel 2005, e dopo ogni test chiedevo agli ingegneri di aumentare la potenza e migliorare la fluidità della coppia"
Che pensi di Luca Marini come pilota? Lo vedresti in Yamaha? E Quartararo in Honda?
"Luca ha un ottimo feeling per migliorare la moto. Non riesco a credere che sia caduto solo tre volte l'anno scorso. Quartararo andrà forte su Honda"
Chi è il più forte tra Rossi, Márquez, Stoner, Lorenzo e Pedrosa, e che valutazione fai delle loro carriere?
"Tutti hanno avuto carriere straordinarie come piloti da corsa. Rispetto moltissimo Rossi, perché ha costruito il Ranch VR46 e si è allenato senza sosta per correre in MotoGP fino al ritiro a 42 anni. Stoner aveva una tecnica di scivolamento del posteriore eccezionale e ha vinto il mondiale sia con Ducati che con Honda"