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La storia della moto Gori 

A quasi trent’anni dalla sua scomparsa dalla scena motociclistica il non dimenticato marchio toscano torna a far parlare di sé con un interessante evento. Di impronta fuoristradistica, ovviamente | M. Clarke

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La storia di questa casa motociclistica è cominciata nel 1968 a Firenze, ma già negli anni precedenti il nome Gori era diventato famoso per le sue trasformazioni e le sue parti speciali destinate alle allora popolarissime Lambretta e, in seguito, anche alle Vespe. La grande passione ha portato ben presto Giancarlo Gori a realizzare delle moto proprie, iniziando dai cinquantini da cross, azionati da motori Minarelli. Nel 1969 l’azienda ha esordito al Salone di Milano con un proprio stand e ben presto ha cominciato ad adottare i motori Sachs, debitamente preparati dall’abile tecnico-imprenditore e dai suoi assistenti. Il telaio a doppia culla veniva abbinato a quanto di meglio poteva offrire l’industria della componentistica dell’epoca. Il pezzo forte della produzione Gori era il 50 da cross, col quale tutto aveva avuto inizio, e che ben presto è stato affiancato da versioni destinate alla regolarità agonistica e a un impiego entrofuoristrada (Scrambler).
 

L’azienda, però aveva già iniziato a pensare alle cilindrate maggiori. E infatti i primi anni Settanta hanno visto la gamma ampliarsi alla classe 125, con il famoso motore con testa dotata di alettatura a ventaglio prodotto dalla tedesca Sachs, dapprima nella versione a cinque marce e subito dopo in quella a

125 Valli
Una 125 da velocità destinata alle gare juniores più volte condotta alla vittoria da Guido Valli

sei. Questi monocilindrici a due tempi erano robusti e avevano ottime prestazioni; inoltre si prestavano assai bene a essere elaborati, cosa che alla Gori facevano con eccellenti risultati.  Mentre continuava la produzione di modelli di 50 cm3, dotati di motori Franco Morini nelle versioni più tranquille (come la Scrambler) e di motori Sachs in quelle più spinte, si è intensificata anche l’attività sportiva, che ha visto la casa toscana conquistare importanti affermazioni nel campionato italiano cross cadetti. Addirittura la Gori è arrivata a realizzare una 125 da velocità, destinata alle gare juniores e, specialmente, alle salite, che è stata più volte condotta alla vittoria da Guido Valli nel 1974 e nel 1975. Il suo motore era stato elaborato portandolo a erogare una trentina di cavalli.


In quel periodo e negli anni successivi la casa fiorentina è stata una grande protagonista delle gare di regolarità, nelle classi 50, 75 e 125, conquistando anche due medaglie d’oro alla Sei Giorni e imponendosi nel campionato italiano, classe 75. Nel 1975 era iniziata la collaborazione col pilota Fausto Oldrati che, oltre ad andare molto forte era anche un ottimo tecnico. È stato il periodo di massimo fulgore per la Gori, che è arrivata a produrre 1500 moto l’anno. I problemi sono iniziati quando la Sachs ha sostituito il formidabile 125 a sei marce con il nuovo sette marce, un motore grosso, pesante e che non è riuscito neanche lontanamente a ripetere il successo del suo predecessore. Mentre i cinquantini continuavano ad avere un buon successo commerciale, in larga misura grazie alle esportazioni, il nuovo125 stentava e ben presto Giancarlo Gori ha dovuto volgere altrove le proprie attenzioni.
 

Grazie a un accordo stipulato con la SWM, nel 1980 hanno fatto la loro comparsa alcuni nuovi modelli di notevole interesse dotati di monocilindrici Rotax, tra i quali un 250 e un 350. Sembrava che la situazione stesse volgendo al meglio quando il mercato è entrato in una notevole crisi, che ha colpito fortemente proprio la SWM. Il collasso della azienda lombarda è stato un colpo durissimo per la Gori, che è stata costretta a cessare l’attività nel 1984, dopo avere prodotto circa 15000 moto, lasciando un profondo vuoto tra gli appassionati.

Il raduno si svolgerà il 14 e 15 luglio a Chiusdino in provincia di Siena. Per informazioni, si può telefonare allo 0577-939933. Le immagini della gallery ci sono state cortesemente fornite da Stefano Morini del registro storico moto Gori.
 

Massimo Clarke


11/07/2012

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono stati inseriti 10 COMMENTI. Commenta »

  • 1. mitiche Gori

    caspita, che "tuffo" nella mia adolescenza! Quando ero un ragazzino le Gori da regolarità erano sinonimo di "pronto gara"

  • 2. GRANDE FAUSTO

  • 3. Grandissimo Giancarlo

    Ho avuto la fortuna di incontrarlo di persona e di intervistarlo.. Una gran persona!!

  • 4. i cinquantini

    Gori e Ancillotti erano il sogno di tutti, come lo erano state le Lambretta di qualche anno prima che andavano a 140.
    Quando capitava di salirci sopra perché arrivava l'amico ricco dalle colline di Fiesole, quel manubrio che ci sembrava larghissimo, le sospensioni rialzate, le gomme tassellate e l'espansione allo scarico ci davano la sensazione di essere padroni del mondo ...

  • 5. Grande...

    Quando in Italia si costruiva moto da cross in Giappone...Grandissimi i costruttori italiani degli anni '70/'80. Spero, ma non credo, che qualcuno ritorni a "fare moto".

  • 6. fausto......

    .....Oldrati zio di Luciano pilota anche lui della Gori e papa' del piu' famoso Thomas Oldrati.

  • 7. a 14 anni i primi giocattoli da grandi....

    Nel 1970 abitavo a 200 metri dalla Gori factory ed ho sognato i Gori forse più delle ragazze. Passavo ore ed ore appiccicato alla vetrina di via Rocca Tedalda vrdrndomi sopra uno di piccoli bolidi che sfrecciavano nelle vie di Firenze.....

  • 8. Bellissime

    che fortuna averne una!

  • 9. mamma mia...

    ma siete grulli? m'è venuto le lacrime a gli occhi.... I' Gori , l'Ancillotti i' Beta e per finire il caballero 50 erano i sogni di noi ragazzini d'allora, io fortunatamente (avendo un fratello più grande ) ho avuto un beta 50 mx6 con il serbatorio argento.....che poi sfortunatamente mi fu rubato....

  • 10. che ricordi fantastici!!!

    mio padre mi regalò una Gori 50 con serbatoio arancio e motore sachs e fu l'inizio di una esperienza bellissima... vinsi molte gare di regolarità ed è rimasta sempre nel mio cuore.
    Gian Luca

 
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