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Italian Volt svela "Lacama", la moto elettrica sartoriale

- Svelata ieri a Milano la prima moto elettrica custom made. Design ricercato prestazioni altissime, segmento... luxury

L'elettrico è una scelta. Che sia per coscienza ecologista o per fare il primo passo in un futuro certo, guidare un mezzo elettrico è sempre una presa di posizione che spesso si porta appresso rinunce e compromessi. Pensando ad esempio alle due ruote elettriche ai più viene in mente uno scooter con poca autonomia e prestazioni di poco superiori a una bicicletta elettrica.
 

Ieri invece Italian Volt ha illuminato una nuova strada, presentando una moto elettrica che non rinuncia alle prestazioni e non scende a compromessi con la cura delle forme. Un prodotto smaccatamente esclusivo in cui ogni dettaglio è curato e ogni componente è si altissima qualità.
 

«La missione di Italian Volt è quella di portare il mercato delle moto elettriche ad un livello superiore, offrendo motociclisti una E-Bike  custom made impareggiabile in fatto di tecnologia, design ed esperienza di guida».


Dietro a questo progetto ci sono Nicola Colombo e Valerio Fumagalli che, insieme al loro amico Adriano Stellino, nel 2014 hanno fondato Italian Volt. L’idea, semplice quanto rivoluzionaria, era di realizzare una moto elettrica con le prestazioni di moto supersportiva a propulsione tradizionale e un design che si adattasse alle richieste del committente. Lacama infatti è un camaleonte perché sarà infatti possibile non soltanto scegliere le finiture, ma la struttura e la forma stessa della moto. Il futuro proprietario potrà disegnare lo stile che preferisce e Italian Volt, grazie alla tecnologia di stampa 3D, gli cucirà addosso la moto dei suoi sogni. Ognuno dei 12 componenti è disponibile in 5 diverse versioni e varianti cromatiche. Le combinazioni sono praticamente infinite.

 

Sotto alle carene tanta tecnologia e altissime prestazioni. La moto avrà un peso di 250 kg sarà spinta da un motore da 95 cv con una coppia di 208 N/m in grado di portarla da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi. La velocità massima è autolimitata a 180 km/h. Lacama utilizza batterie LI-io da 15 KW/h che possono essere ricaricate completamente in 4 ore (presa da 6 kW) oppure all'80% in soli 40 minuti con presa combo. L'autonomia (in modalità eco) è di circa 180 km.
 

«Guidare una moto elettrica è un'esperienza senza precedenti, paragonabile alla ricerca della felicità: la guida è silenziosa, facile e divertente - dice Nicola Colombo, uno dei fondatori di italiano Volt. - Crediamo fortemente nelle potenzialità del mercato della motoelettrica, ma siamo consapevoli che per la conversione ci vorrà molto tempo e molto lavoro. Ecco perché il nostro obiettivo si è concentrato sulla ricerca di alta qualità, di design raffinato e di funzionalità innovative. Lacama è un oggetto del desiderio, uno status symbol dedicato a chi ama le sfide e l'innovazione ».

 

I primi ordini saranno evasi dal quarto trimestre 2017. Il prezzo? Lussuoso!

  • Bonds, Palaia (PI)

    L'energia e quindi la capacità di una batteria, al limite, si esprime in Kwh, non Kw/h.
    Il Kw/h tecnicamente non rappresenta proprio nulla.
  • Paolo.Fortini della Bruna, Firenze (FI)

    Un paio di considerazioni che nessuno fa.
    Avete presente cosa succede quando scoppia la batteria di un cellulare?
    Riuscite ad immaginare cosa potrebbe succedere se a scoppiare fosse la batteria di una moto (strutturalmente del tutto simile) con una capacità 1.000 volte superiore?
    Cosa pensate potrebbe rimanere dello sventurato alla guida?
    Quanto poi all'idrogeno: l’esplosione di una bombola di metano per uso domestico è in grado di distruggere un condominio e l’idrogeno non è da meno (pensate alla tragedia del Hindenburg).
    Se tutti i mezzi in circolazione fossero dotati di una bombola di idrogeno sotto pressione, cosa succederebbe in caso di incidente?
    Inoltre, già oggi l’incendio di un distributore di benzina può essere molto pericoloso; l’esplosione di un deposito di idrogeno (come di metano) potrebbe radere al suolo una cittadina (basti pensare alla strage di Viareggio), quindi, dove potrebbe essere conservato tutto l’idrogeno necessario ad alimentare tutti i veicoli in circolazione e come potrebbe essere trasportato dal luogo di produzione a questi depositi?
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