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IL CIRCUITO DI VALLELUNGA Opzioni · Visualizza
pigsurfnero
Inviato: domenica 25 gennaio 2009 01:44:14



Iscritto: 19/04/2005
Locazione: Roma
Premessa

Questo report è scritto da un appassionato solo per il puro piacere di farlo; pertanto le informazioni tecniche ivi contenute sono di carattere generale e indicativo . Le altre informazioni che vi si potranno leggere hanno il solo scopo di informare e nessun secondo fine pubblicitario. Qui tutto quello che vi si trova scritto è per passione pura.

Avendo iniziato a frequentare i circuiti da grande e non essendo un pilota ho pensato che trasferire le mie emozioni e sensazioni di questa bella esperienza potesse essere una cosa positiva per coloro che come me, non sono dei piloti e magari possono sentire e comprendere meglio il mio linguaggio.
Andare in un circuito come Vallelunga, allo sbaraglio, senza una benché minima preparazione tecnica, senza conoscere qualche fondamentale regola e soprattutto senza mai essere entrati in un circuito non ha molto senso è può essere pericoloso. Io personalmente lo sconsiglio. E’ più indicato fare delle prime esperienze in circuiti minori, più piccoli e meno veloci, per imparare qualche fondamentale e anche per un fatto psicologico, “per allenare” diciamo, il proprio controllo emozionale. Prima di entrare a Vallelunga , personalmente, ho fatto un po’ esperienza sia nel kartodromo di Latina “Il sagittario” che nel piccolo circuito dell’ISAM ad Anagni.

Con questo report ho avuto l’intenzione di dare ai lettori “non esperti” come me, una prima infarinatura di approccio al circuito, attraverso la mia esperienza. Però per evitare che la cosa diventasse impersonale e noiosa ho voluto un po’ romanzarla e farne un racconto con una connotazione emozionale; ho voluto comunicare le mie emozioni fresche, che ancora sento dentro, come fossero avvenute poco prima che le scrivessi.



Vallelunga è considerata una pista misto veloce. Infatti ha un tratto molto veloce ed un tratto molto lento e tecnico. Ho passato due sere a studiare le curve del tracciato a memoria cercando di percorrerle ad occhi chiusi; ho visto a ripetizione dei filmati con camera on board per studiare le curve, scoprire i punti di riferimento per le staccate e immaginare le velocità di ingresso e percorrenza… E’ già ! Le due sere prima del mio primo ingresso a Vallelunga ero proprio preso da una frenesia maniacale: il sogno di una vita si doveva concretizzare ed io con il mio maniacale perfezionismo non mi sentivo pronto e continuavo a studiare . La mattina del fatidico giorno arrivai con quasi un’ora di anticipo. La tensione era alle stelle; il momento più brutto fu quando mi trovai in fila con gli altri nell’attesa del mio turno, sotto il piccolo tunnel chiuso che accede alla corsia di immissione in pista; quando tutti ebbero acceso le moto sentii un rombo pazzesco e quasi volevo rinunciare, le gambe mi tremavano e non ero sicuro che sarei riuscito a infilare la prima. Dai si parte ! ….. La corsia di ingresso immette sul rettilineo principale poco prima di un cambio di direzione verso sinistra che precede il famoso “curvone” O “curva grande” a DX. Qui ci sono arrivato senza mettere le marce, si sono infilate da sole, perché io sinceramente non ho capito più niente. Che paura mamma mia. Pensavo : "Ma Dai ! Che sarà mai ! Ci sei ! Ci se dentro ! Sei finalmente in pista ; dopo il 1° giro di riscaldamento si può partire alla grande e aprire il gas ….. " e allora mi arrivò il coraggio di un leone, vinsi la mia gran paura e cominciai a girare.

Un po’ di storia personale è passata da allora .. Più che in termini temporali, in termini di turni vissuti a Vallelunga . Per me la pista di casa.

Ripartiamo dal rettilineo che fiancheggia i box dopo l’uscita dalla curva “Roma”; qui si va forte e si procede cercando di prendere il lato destro della pista perché, dopo il primo tratto, il dritto cambia direzione verso sinistra. Quando arriva il cambio di direzione a sx, se ti trovi sul lato destro, riesci ad infilare la linea di sinistra della pista e sei già largo ed in traiettoria per il famoso “curvone” a destra; se invece rimani al centro o a sinistra della carreggiata, non ti trovi sulla traiettoria giusta nel cambio di direzione e sarai obbligato a prendere il curvone troppo stretto e quindi a rallentare.

Si ! Il curvone prima dell’ingresso mette tanta paura e invita a frenare ma in realtà per farlo forte va solo tolto per un attimo il gas e appena la moto si aqquatta di sospensioni, ecco allora, ci si butta dentro a fionda; senza errori e senza ripensamenti perché qui ci si può far male (è una curva da quarta per me che ho rapporti originali).

Dopo il curvone la pista sparisce perché il rettilineo è oscurato da un altro cambio di direzione a sinistra; qui l’ingegnere che ha disegnato il curvone a dx e il cambio a sx è stato proprio ..stardissimo; spingere sul semimanubrio non è sufficiente infatti per dare l’indirizzo alla ruota anteriore; bisogna proprio letteralmente allargare il gomito sinistro, spingere e tirare forte; qui infatti il corpo non si fa in tempo a spostarlo più di tanto (parlo di me); è già tanto se dopo il curvone sono rientrato in carena e sono dritto affusolato nella moto col sedere bene in sella; appena riesci a dare indirizzo alla ruota anteriore il gas deve essere spalancato immediatamente perché ti devi fare a sparo un tratto di rettilineo abbastanza lungo prima della staccata per l’immissione nella Cimini 1 a dx.

Stai sul lato sinistro della pista e la moto arriva ad una velocità piuttosto sostenuta, la staccata è violenta ma non faticossissima perché la Cimini 1 è una curva dove si va forte e quindi ad un certo punto bisogna avere il coraggio di lasciare la pinza e buttarsi dentro; madonna ragazzi sta Cimini che goduria ! C’è un forte appoggio dovuto al suo parabolismo e poi il bello è che le chiamano la 1 e la 2 ma in realtà è un solo curvone da raccordare con in mezzo pure una apertura di gas. Una goduria incredibile sia all’inizio che dopo quando, con l’esperienza, arrivi a toccare la saponetta in due punti di corda … qualche volta può capitare di vedersi avvicinare rapidamente il cordolo di sinistra esterno della Cimini due e in tal caso bisogna mantenere inclinazione e sangue freddo perché la moto rientra. Nel punto di uscita della cimini due se ti ritrovi in seconda marcia, con i rapporti originali, stai quasi al limitatore e hai sbagliato tutto; E’ già ! C’è un cambio di direzione a sinistra; l’ingegnere progettista ti ha fatto credere che stavi su due curve paraboliche e che potevi godere come un suino invece quando finiscono le cimini ti devi buttare sulla sinistra e stai con il motore impiccato, devi buttarti anima e corpo sul lato opposto e devi contemporaneamente infilare la terza e non ce la puoi fare neanche se sei Mandrache. Quindi ricominciamo da capo !

Riproviamo finchè non abbiamo imparato ad infilare la cimini 1 in terza marcia; con meno freno motore in staccata non è facile; ci vuole più bravura. Quando saremo riusciti ad entrare forte in terza, senza andare lunghi e ci saremo ritrovati all’uscita della cimini due con la terza, questa ci consentirà un bell’allungo fino al limitatore e noi avremo modo di spostare tutto il sedere a sinistra aqquattarci in posizione di busto verso sinistra, ma sotto al cupolino, e tenere aperto. Questa è una condizione di equilibrio e compromesso tra il contrasto dei pesi in gioco e la necessità di essere aerodinamici quanto più possibile Infatti…

Siamo entrati nell’iperspazio, perché da qui in poi è un lungo rettilineo dove si arriva al limitatore della quarta e si butta pure la quinta … la pista diventa conica e stiamo arrivando a sparo sulla staccata più violenta e faticosa di Vallelunga, quella della curva a destra “Campagnano”; forse l’hanno chiamata così perché in effetti Campagnano “paese” non è poi così lontano e se vai lungo ci arrivi facile. Il punto di riferimento per l’inizio della staccata sono i due semafori che passano sopra le nostre teste oppure i cartelli dei 200 e 150 metri. Io dico sempre di iniziare a frenare sotto i semafori però un esperto mi ha invitato a rifletterci meglio … hemm! In effetti stacco quando li vedo una ventina o dieci metri prima al massimo; alcuni “Dei” staccano li sotto e pure dopo. Il guaio vero è quando non hai il punto di riferimento e prendi quello di un'altra moto in movimento; in questo caso 9 su 10 vai lungo. Dicevo la staccata è violenta, lunga e faticosa; ci vuole concentrazione perché non è facile interpretrare la traiettoria ideale della Campagnano , questa è una curva lunga e regolare, la saponetta arriva subito al contatto ma è difficile riuscire a riaprire il gas presto. In uscita dalla Campagnano c’è un rettilineo che porta alla curva “Soratte”; durante la percorrenza di questo rettilineo si fa in tempo a prendere un bel respiro profondo ed accorgersi che l’avambraccio destro è stracotto dalla staccata precedente.

Se entriamo al bar e buttiamo lì una frase sulla “Soratte” ci arriva una sedia in testa; nascono discussioni infinite su questa curva; c’è chi l’ha capita, chi non l’ha capita e chi crede di averla capita. Io ho creduto di averla capita finchè un giorno non sono andato lungo e poi adesso credo di averla capita finchè non arriverà il momento di ricredermi. Sto sul rettilineo e vedo la Soratte a sinistra, rimango leggermente sulla destra ma non troppo e ritardo la staccata di 10/15 metri; mi allungo la frenata fino dentro la curva per volutamente sbagliarla; quindi non preparo l’ingresso come da manuale ma entro di prepotenza con la moto pinzata e poco inclinata; a questo punto ho fatto la curva e mi basta evitare di finire sul cordolo esterno con un’ultima botta di reni. La controindicazione è che rallento un sacco e ho difficoltà nella ripartenza che è esattamente il contrario che inserire lenti e ripartire veloci. Na’ curva fatta da ‘gnorante proprio ! Se la pennello da largo a stretto però perdo due secondi (credo). La Soratte è una “curva non curva” dove si può fare il tempo.

Stiamo ripartendo sul rettilineo e ci avviciniamo al rampino; così l’ho sentito chiamare molte volte in gergo; la curva sx in questione si chiama “tincea” ed è strana perché si arriva un po’ in salita con un lieve scollinamento, quanto basta per non scorgere il cordolo interno; con il solo cordolo esterno come riferimento si rischia di arrivare larghi, ritardare la staccata e finire nella sabbia (eccomi !). Uscire dalla sabbia poi è stata come una mezzora di palestra e sono tornato al paddok con un mc di ghiaia nella carena e fine del divertimento. La staccata della trincea va quindi intuita prima di vedere i cordoli. La trincea va inserita secca e rapida riaprendo il gas rapidamente e puntando dritti sullo spuntone che forma il cordolo esterno che alcuni saltano letteralmente.

Da questo momento in poi il gas rimane spalancato in seconda marcia fino alla staccata della famosa curva a destra del semaforo; qui per l’inizio della staccata uso come riferimento un pezzo di cordolo esterno; mi gusta non poco mettere il sedere fuori prima di iniziare a staccare, ancora in accelerazione, con le gamba interna chiusa che serra sulla carena. Quando la staccata inizia infatti spostarsi in sella diventa assai pericoloso perché la curva arriva in discesa e proprio nei primi metri di staccata si soffre una leggera contropendenza; ad un certo punto se tutto è andato bene ci si trova col il ginocchio rasente il cordolo destro e si deve seguire questa linea per diversi metri, anche dopo che la curva è ormai fatta; una vera prova di equilibrio, inclinati al massimo in contropendenza con il gas in mano (pelato come dicono i piloti) a tenere la corda così a lungo; infatti questa linea di cordolo porta dritti alla traiettoria per la curva a sinistra più lenta del tracciato “il tornantino”.

Siamo ancora in una leggera discesa ed il tornantino si trova sulla sinistra, lo si percorre lentissimi e il pericolo maggiore è mettersi la moto per cappello con la grande voglia che viene di ridare il gas quanto prima; l’unico periodo in cui questa curva mi veniva una meraviglia era dopo numerosi turni di allenamento al “sagittario”. Se si frequenta fissi solo Vallelunga il “tornantino” non si impara facilmente perchè è una curva che andrebbe provata e riprovata. Dove si può fare il tempo. Dopo il tornantino si riapre a fatica con la moto che pur in seconda risuona sorda, come affogata e si arriva sulla curva "esse"; una sinistra-destra che assomiglia più ad una variante che ad una esse. Per la prima a sinistra bisogna entrare da larghi a stretti e rimanere stretti finchè non si vede la luce della successiva curva a destra, quella dove cascano tutti; si qui si casca; in uscita la foga porta alla perdita di aderenza del posteriore oppure ad un vero e proprio salto del cordolo esterno. Dopo un breve rettilineo siamo arrivati all’ultima curva del tracciato; la curva Roma; è quella che mi gusta di più insieme alle cimini; è veloce; è regolare; è parabolica; qui l’ingegnere accorgendosi delle ...stardate precedenti ci vuole regalare una curva perfetta ed i suoi molti modi di interpretrarla; la staccata non è violentissima; la percorrenza è molto veloce e se si è entrati forte, dura quanto basta; l’uscita è la più progressiva che conosco in termini di accelerazione ed offre un vero e proprio brivido in corpo durante l’ingresso sul rettilineo. Mi farei un altro giro …………………………………………….

Circuito di Vallelunga Informazioni generali
-Il circuito è lungo 4110 metri.
- Il circuito è largo 11/14 metri
-Costo turni 50 euro 25 min
-Costo giornate intere (variabile) circa 270 euro/giorno
-Sul circuito si trova il bar tavola calda , il gommista e vari negozi
-Fuori dal circuito c’è il ristorante e si possono trovare alberghetti anche entro5/10 km
Giro in pista virtuale: http://www.vallelunga.it/index.php?id=154%20title=

Curva Roma


Uscita cimini uno



Il vero problema non è imparare ad andare forte ma è imparare ad andare piano !

xfred17
Inviato: domenica 25 gennaio 2009 04:06:53



Iscritto: 13/12/2008
Locazione: Cascina (PI)
Grandissimo pig, sei unico

SV 650 K8 - GSX-R 750 K7 - Bandit 650S K9 - SV 1000 K6 - CBR 600 F K2

Ciò che distingue la maggioranza degli uomini dai pochi è la loro incapacità a vivere secondo il proprio credo.

Bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri. Molière.

Memento mori.

UN VERO MOTOCICLISTA SE NON VEDE LA STRADA DI TRAVERSO NON E' FELICE.

E' il motociclista a rendere grande una moto.
Monsteromane
Inviato: domenica 25 gennaio 2009 12:20:48



Iscritto: 16/09/2002
Locazione: Civitavecchia - RM
Grande report PIG, spettacolare!!!

TUTTI PER UNO... = TUTTI...se la matematica non è un'opinione...
omar gabriel
Inviato: domenica 25 gennaio 2009 17:41:04


Iscritto: 11/12/2008
Grandissimo Pigsurf!! Bellisima descrizione dell'intera pista! Bravo!!
Daniel 86
Inviato: venerdì 30 gennaio 2009 09:21:32



Iscritto: 22/08/2007
Locazione: PE
E dai mettici un altro pò di foto fccele vede faccel tocca... Skerzo... Gran bel Reportage, complimenti, se volete io vi posso fare quello del mio vialetto Angel Angel

SE SEI INCERTO TIENI APERTO... SALUTI IN PIEGA A TUTTI !!!

Chiedo scusa ad Xfred da cui ho preso l'idea......

BY Argo16

Daniel 86: la sua Ducati – guai a chi tocca il marchio! – è la sua vita. Pare abbia contattato un luminare di cardiologia per farsi sostituire le valvole atriali del cuore con valvole desmotroniche, tutto a beneficio dell’erogazione.

DUCATI SBK WORLD CHAMPION 2009


Allievo Kapra
corrado32
Inviato: mercoledì 11 febbraio 2009 16:30:42



Iscritto: 04/02/2008
Locazione: TR
bella l'introduzione, mi sembrava di rivedermi nel luglio 2007 (mia 1a volta a vallelunga e 2a in pista9, averne di tempo....
fabio200533
Inviato: venerdì 13 marzo 2009 01:21:14


Iscritto: 16/11/2005
Locazione: RM
abbravo abbravo.
sono contento che siamo stati contagiati dallo stesso morbo....
la prima e più importante raccomandazione è che in pista bisogna andarci con il cervello acceso, preparati un minimo fisicamente e conoscendo i significati delle bandiere e dei comportamenti da tenere quando si gira.
le prime volte in pista sono quelle che ti emozionano fin da quando stai nel piazzale in attesa del turno.
la fila di moto rombanti nella corsia box, sono un buon punto di partenza per testare il nostro sangue freddo, per non parlare della curva grade.... le prime volte che la percorrevo avevo il cuore in gola e continuavo a ripetermi:" ora arrivo a viterbo!"

eccomi all'uscita della "Esse"
okkiolino
Inviato: venerdì 13 marzo 2009 07:55:41



Iscritto: 08/11/2008
Locazione: roma
Ho inviato un messaggio sul "focus"
Grande Luca, sei veramente un Maestro, soprattutto nel trasmettere adrenalina!!!
Sei fortunato che sono un "fermone" sennò ti avrei chiesto di insegnarmi a portare una sportiva!!!!
Grande, grande grande!!!!Angel

... E vendo casa per un motore, la soluzione è la migliore, un motore certamente può tirare ... (I. Fossati)
otto
Inviato: venerdì 13 marzo 2009 09:04:58



Iscritto: 16/05/2008
Locazione: Milano
Originariamente inviato da okkiolino
Ho inviato un messaggio sul "focus"
Grande Luca, sei veramente un Maestro, soprattutto nel trasmettere adrenalina!!!
Sei fortunato che sono un "fermone" sennò ti avrei chiesto di insegnarmi a portare una sportiva!!!!
Grande, grande grande!!!!Angel


davvero bravo!
MOTO.IT ha pubblicato il Focus qui: http://www.moto.it/focus/focus01.asp?ID=385
Applause Applause Applause

mi è rimasto del gas nel sangue e non so come smaltirlo... e adesso mi sta tornando la scimmia
Argo16
Inviato: venerdì 3 luglio 2009 16:21:13



Iscritto: 11/04/2009
Locazione: Milano
Premessa

Il report è scritto da un divertito lettore di questo argomento, appassionatosi tra le righe al mondo della pista. Pertanto le informazioni tecniche ivi contenute, non vi sono contenute. Le altre informazioni che vi si potranno leggere hanno il solo scopo di divertimento e nessun secondo fine serioso. Tutto ciò che qui si trova scritto è pura passione.

Il nostro eroe inizia a leggere di esperienze velocistiche sul forum e, non avendo mai frequentato i circuiti, ed essendo tutto fuorché un pilota, decide che sì, è giunta l’ora di affacciarsi lì, dove il gioco si fa duro.

“Andare in un circuito come Vallelunga, allo sbaraglio, senza una benché minima preparazione tecnica, senza conoscere qualche fondamentale regola e soprattutto senza mai essere entrati in un circuito non ha molto senso è può essere pericoloso.” In virtù di queste parole, ovviamente ignorate, il nostro improvvisato velocista si presenta in pista senza la minima esperienza di circuiti.
Ha passato, in compenso, serate intere davanti alla play station a “studiare” le curve del tracciato cercando di percorrere ad occhi chiusi, con joystick dietro la schiena e mega hamburger in cottura, il tanto agoniato circuito; ha visto qualche filmato con camera on board su yuotube, senza capire bene ciò che gli altri facevano - unto del suddetto panino, deglutito durante i turni di prove libere, virtuali. E’ già! Le due sere prima della sua iniziazione a Vallelunga era proprio preso da una frenesia maniacale: il sogno di una vita si doveva concretizzare: al bar, tutti, ma proprio tutti, dovevano saperlo. A quale altro tipo di preparazione credete facesse riferimento la mente del nostro futuro velocista?

Arriva il grande giorno, e la sua coscienza inizia a farlo riflettere su una preparazione che proprio non sembra esser stata delle più efficaci. Ma ormai ci siamo! E’ il suo turno. Sotto il piccolo tunnel chiuso che accede alla corsia di immissione in pista, quando tutti accendono le moto, avverte un rombo carico di adrenalina.
Due cilindri contro quattro, in un unico coro in cui le voci si contrappongono e si fondono allo stesso tempo.
Solo un grassoccio omino di mezza età, posizionato davanti all’orda selvaggia per garantirne il corretto ingresso in pista, sembra non sentire questo climax di tensione che circonda tutto intorno.
La direzione di pista dà l’ok, pista libera.

Rettilineo che fiancheggia i box dopo l’uscita dalla curva “Roma”; qui si va forte e si procede cercando di prendere il lato destro. Nella mente del nostro beniamino l’attributo “forte” è stato rispettato; purtroppo però le affettuose frasi degli altri piloti, tipo: “arimettije le rotelle alla bicicletta che vai morto mejo!”, non sembrano concordare con le sue impressioni.

Si arriva al curvone che, prima del suo ingresso, mette tanta paura e invita a frenare. Infatti lui frena, e frena, e frena ancora; frena così tanto che un fotografo, impegnato nel tentativo di ritrarlo, pare sia andato al bar, ordinato cappuccino e cornetto, abbia acquistato un “gratta e vinci”, si sia girato e fumato una sigaretta consultando il responso del tagliando-scommessa, abbia scambiato quattro chiacchiere con alcuni passanti, sia tornato nella sua postazione, per ritrovare il nostro eroe ancora impegnato nella curva.

Dopo il curvone la pista sparisce, e con lei ogni certezza dello spavaldo improvvisato pilota. Calma però! Non essendo uno sprovveduto, ha portato con sé il navigatore satellitare che fedelmente gli indica la sua posizione nel sistema celeste. Da lì, il gioco è presto fatto: basta guidare con mano destra sulla manopola del gas, e col dito indice della mano sinistra seguire le indicazioni, sul display, del fido suggeritore informatico. Grazie ai consigli del satellite si arriva alla staccata per l’immissione nella Cimini 1 a dx.

Il bello di questa curva è che le chiamano la 1 e la 2 ma in realtà di curve su quel tratto di strada ce ne saranno una mezza dozzina abbondante…almeno a giudicare da quante volte il nostro eroe: piega la moto, dà gas, chiude il gas, rialza la moto, tira fuori il ginocchio, mette la freccia – una vera chicca in pista che non poteva lasciarsi sfuggire -, ri-piega la moto per ri-alzarla nuovamente, finche il comparto sospensioni e distribuzione non decidono di fermarsi per un briefing col futuro campione per decidere una strategia comune. Una goduria incredibile; soprattutto per chi lo guarda.
Nel punto di uscita della cimini due se ti ritrovi in seconda marcia, con i rapporti originali, stai quasi al limitatore e hai sbagliato tutto. E indovinate lui in che marcia si trova? In prima, è ovvio.

Siamo entrati nell’iperspazio, perché da qui in poi è un lungo rettilineo dove si arriva al limitatore della quarta e si butta pure la quinta. Stavolta l’opinionista non è stato chiaro: non indicando l’esatto numero di giri motore – il limitatore è un’indicazione troppo generica: “limitatore de che? Non bastava il moderatore!?” -, finisce per istigare il giovane velocista a buttare pure la sesta, a poco meno di 2000 giri/min, chiaro; ma vuoi mettere la soddisfazione di poter dire di aver affrontato la staccata più violenta e faticosa di Vallelunga, quella della curva a destra “Campagnano”, con una marcia in più dell’opinionista?!

In uscita dalla Campagnano c’è un rettilineo che porta alla curva “Soratte”; durante la percorrenza di questo rettilineo si fa in tempo a prendere un bel respiro profondo, a guardarsi intorno e ad accorgersi che per volontà divina si è ancora al mondo e che gli abitanti di Campagnano non hanno dovuto ricevere la solita visita improvvisata e inaspettata, del solito motociclista “lungo”. Veloce segno della croce con avambraccio dolorante per la pseudo-staccata e pronti per un’altra curva.

Soratte. Se entriamo al bar e buttiamo lì una frase sulla “Soratte” ci arriva una sedia in testa; nascono discussioni infinite su questa curva; c’è chi l’ha capita, chi non l’ha capita e chi crede di averla capita. Il nostro eroe non l’ha capita – però, almeno, lo ammette con candore -, non riesce a capirla, vorrebbe però capirla ma non fa niente in tale direzione. Sta sul rettilineo, vede la Soratte a sinistra, rimane leggermente sulla destra ma non troppo e ritarda la staccata di 10/15 metri. Tutto ciò involontariamente, manco a dirlo; a questo punto si ritrova con una moto perplessa tra le gambe che sembra rombargli: “se non lo sai te, che stai lassù, cosa tocca fare adesso, figurati se lo posso sapere io.”

La “trincea”. Si arriva un po’ in salita con un lieve scollinamento, quanto basta per non scorgere il cordolo interno, ritardare la staccata e finire nella sabbia. A meno che, non si affronti questa curva a spinta, in tal caso la reperibilità del cordolo interno diviene un vero e proprio gioco da ragazzi. E il nostro eroe esegue la suddetta manovra “da manuale”.

Da questo momento in poi il gas rimane spalancato in seconda marcia fino alla staccata della famosa curva a destra del semaforo; si potrebbe stare ore a disquisire sul concetto di gas spalancato, ma perché angustiare il cervello con domande spinose e di difficile risoluzione? La sua percezione è la nostra sicurezza che qualcosa, intorno a sé, si sta muovendo ad una buona velocità. La curva arriva in discesa e proprio nei primi metri di staccata si soffre una leggera contropendenza; ad un certo punto se tutto è andato bene, e per ora non si ravvedono guerre e morti all’orizzonte, ci si trova col il ginocchio rasente il cordolo destro e si deve seguire questa linea per diversi metri.
“Leggendolo, sembrava così semplice…”.

Siamo ancora in una leggera discesa, da affrontare con moto in folle – “tanto è in discesa e alla curva ci arrivo lo stesso, anche senza bisogno di consumare e inquinare” - ed il tornantino si trova sulla sinistra, “lo si percorre lentissimi” (mai parole dell’opinionista furono prese tanto sul serio e rispettate ossequiosamente da un membro del forum): il pericolo maggiore è mettersi la moto per cappello con la grande voglia che viene di ridare il gas quanto prima, e il nostro condottiero si guarda bene da incorrere in questa leggerezza. Dopo il tornantino si riapre a fatica con la moto che pur in seconda risuona sorda - finalmente un rumore goffo della mezzo non causato dal pilota - come affogata e si arriva sulla curva "esse"; una sinistra-destra che assomiglia più ad una variante che ad una esse.

Dopo un breve rettilineo siamo arrivati all’ultima curva del tracciato – sia lode al Signore! -; la curva Roma; è veloce; è regolare; è parabolica; qui l’ingegnere accorgendosi delle ...stardate precedenti (agevolmente superate con l’utilizzo delle sole prime due marce, dal nostro condottiero) ci vuole regalare una curva perfetta. Regalo gradito a chi di curve ne capisce e ne mastica. Ma provate a immaginare questo disgraziato, a termine di una pista in cui il complimento migliore ricevuto è stato: “r.i.n.c.o.g.l.i.o.n.i.t.ooooooooooo!!!!!”, dove le braccia sono rimaste alla staccata della Cimini 1 – curva tra l’altro, in cui non è prevista una grossa staccata -, con lingua penzolante fuori dal casco, con moto che ha finito di invocare tutti gli angeli protettori della meccanica, delle tre religioni principali, riconosciute; che con sguardo perplesso si avvicina a quest’ultima, perfettamente circolare fatica, cosa può pensare.

Purtroppo sì. Purtroppo per voi, seri fruitori dei velodromi, il suo pensiero fisso è proprio quello che voi tutti state paventando: “Mi farei un altro giro…………………………………………….”

Circuito di Vallelunga Informazioni generali
-Il circuito è lungo 4110 metri. Ma il navigatore ha indicato qualche scorciatoia, una rotatoria e due bivi, per cui la lunghezza potrebbe risultare variabile.
- Il circuito è largo 11/14 metri, se fossero stati 30 – con apposita corsia d’emergenza -, sarebbe stato molto meglio, almeno lo si sarebbe potuto emarginare a lato della pista.
-Costo turni 50 euro 25 min. “25 min basso” Best Lap del nostro eroe, nei box c’è chi ha parlato di un record, con somma soddisfazione del pilota.
-Costo giornate intere (variabile) circa 270 euro/giorno
-Sul circuito si trova il bar tavola calda, il gommista e vari negozi.
-Fuori dal circuito c’è il ristorante e si possono trovare alberghetti anche entro 5/10 km. Ristorante che ricorderà le imperiture gesta mangerecce di un vero professionista della tavola.
Suo giro in pista virtuale: Davvero volete vederlo?! La visione è sconsigliata ad un pubblico di motociclisti facilmente impressionabile.

Voglio pubblicamente ringraziare Pigsurfnero per aver tracciato un così nitido dipinto della pista di Vallelunga e per avermi concesso la possibilità di “cannibalizzarlo” in termini così dissacratori.
Alla prossima.
pigsurfnero
Inviato: venerdì 3 luglio 2009 16:54:34



Iscritto: 19/04/2005
Locazione: Roma
Originariamente inviato da Argo16
Premessa

nella Cimini 1 a dx.
Il bello di questa curva è che le chiamano la 1 e la 2 ma in realtà di curve su quel tratto di strada ce ne saranno una mezza dozzina abbondante…almeno a giudicare da quante volte il nostro eroe: piega la moto, dà gas, chiude il gas, rialza la moto, tira fuori il ginocchio, mette la freccia – una vera chicca in pista che non poteva lasciarsi sfuggire -, ri-piega la moto per ri-alzarla nuovamente, finche il comparto sospensioni e distribuzione non decidono di fermarsi per un briefing col futuro campione per decidere una strategia comune. Una goduria incredibile; soprattutto per chi lo guarda.




Mi sono scompisciato . hahahahahahahahah . Il pezzo più bello, per me, è questo qui sopra perchè è molto realista; infatti ogni tanto si vede qualche iprovvisato amatore che segue "varie" ed improbabili traiettorie ... Applause Applause

Il vero problema non è imparare ad andare forte ma è imparare ad andare piano !

bocho
Inviato: venerdì 3 luglio 2009 17:09:35



Iscritto: 30/07/2008
Locazione: La Marca TV
:d/ Applause Angel

The really best outsider!!

Al momento sono quì per ricordarvi che a volte non ci vedono!!!
okkiolino
Inviato: venerdì 3 luglio 2009 18:20:35



Iscritto: 08/11/2008
Locazione: roma
Very very nice, my friend.
See the PM and think about it!!!!
:d/ :d/ :d/

... E vendo casa per un motore, la soluzione è la migliore, un motore certamente può tirare ... (I. Fossati)
Argo16
Inviato: sabato 4 luglio 2009 09:53:19



Iscritto: 11/04/2009
Locazione: Milano
Originariamente inviato da okkiolino
Very very nice, my friend.
See the PM and think about it!!!!
:d/ :d/ :d/


E qui scatta la bottiglia in compagnia. torna presto okkio, ti sto aspettando.
Wormbike
Inviato: sabato 4 luglio 2009 12:50:20



Iscritto: 13/06/2008
Locazione: RC
vuoi mettere la soddisfazione di poter dire di aver affrontato la staccata più violenta e faticosa di Vallelunga, quella della curva a destra “Campagnano”, con una marcia in più dell’opinionista?!


:d/ :d/ :d/ Brick wall Brick wall Brick wall
In questa frase c'è tutta l'essenza del "righellismo".

"Io cerco le curve anche nei rettilinei" Tonino Guerra
Argo16
Inviato: sabato 4 luglio 2009 13:06:52



Iscritto: 11/04/2009
Locazione: Milano
Originariamente inviato da Wormbike
vuoi mettere la soddisfazione di poter dire di aver affrontato la staccata più violenta e faticosa di Vallelunga, quella della curva a destra “Campagnano”, con una marcia in più dell’opinionista?!


:d/ :d/ :d/ Brick wall Brick wall Brick wall
In questa frase c'è tutta l'essenza del "righellismo".


Worm, cos'è il "righellismo"?
Scusa l'ignoranza.
Wormbike
Inviato: sabato 4 luglio 2009 23:13:09



Iscritto: 13/06/2008
Locazione: RC
Dicesi righellismo di un forma simtomatologica dell'ansia da prestazione, unita alla fobia da confronto. Le due forme conosciute sono il "righellismo penale" (o "penoso") ed il "righellismo pneumatoide". Il primo caso si può verificare nei soggetti di età puberale e può perdurare, nei casi cronici, all'adolescenza. Si sostanzia con la continua misurazione del pene, al fine di accertarne le dimensioni rispetto ai parametri canonici e, sopratutto, alle relative misurazioni effettuate da altri soggetti appartenenti allo stesso contesto sociale. Il "righellismo pneumatoide", presente in alcuni soggetti di qualsiasi età, financhè senile, si sostanzia in una sintomatologia con identiche caratteristiche di quella su descritta. Unica differenza è l'oggetto dell'attenzione patologica, che nel soggetto del secondo tipo è lo pneumatico posteriore del motociclo; nello specifico, nella continua misurazione della parte ancora intatta della spalla dello pneumatico.
Si può facilmente dedurre un rapporto conseguenziale e/o sostitutivo tra le due patologie.
La profilassi consiglia, nel primo caso, il costruirsi una sana consapevolezza della propria sessualità; nel secondo caso, invece, dello verificarsi dello motociclismo.


Per maggiori chiarimenti sulla profilassi relativa al "righellismo pneumatoide", si attende adeguato intervento del docente Zeljko o del rettore Nicola66

"Io cerco le curve anche nei rettilinei" Tonino Guerra
pigsurfnero
Inviato: lunedì 6 luglio 2009 10:52:45



Iscritto: 19/04/2005
Locazione: Roma
Originariamente inviato da Wormbike
[i] il "righellismo penale" (o "penoso") ...... si può verificare nei soggetti di età puberale e può perdurare, nei [size=9]casi cronici, all'adolescenza.


Ho fatto una verifica sabato. Un pò di allungo ci vuole. Tutto regolare !

Il vero problema non è imparare ad andare forte ma è imparare ad andare piano !

Argo16
Inviato: lunedì 6 luglio 2009 17:19:48



Iscritto: 11/04/2009
Locazione: Milano
Chiarissimi.
Grazie.
Daniel 86
Inviato: martedì 7 luglio 2009 12:18:17



Iscritto: 22/08/2007
Locazione: PE
Argo Sei un mito, l'ho detto e ripetuto, ma la staccata al limite, con una marcia in più, la passegiata con il navigatore installato sulla moto, sono eccezionali....

Worm, poi c'é lo misuriamo???? :d/ :d/ Scherzo.... ahahahahahahahhaha

SE SEI INCERTO TIENI APERTO... SALUTI IN PIEGA A TUTTI !!!

Chiedo scusa ad Xfred da cui ho preso l'idea......

BY Argo16

Daniel 86: la sua Ducati – guai a chi tocca il marchio! – è la sua vita. Pare abbia contattato un luminare di cardiologia per farsi sostituire le valvole atriali del cuore con valvole desmotroniche, tutto a beneficio dell’erogazione.

DUCATI SBK WORLD CHAMPION 2009


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