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Viaggi

Viaggi in moto. Da Milano a Londra

- Era da qualche mese che stavo rimuginando l'idea di questo viaggio per andare a trovare un amico in cerca di lavoro nella grande Londra, e finalmente mi sono deciso a pianificare il tragitto. Ma nulla di più, non mi piace pianificare troppo...
Viaggi in moto. Da Milano a Londra


Da Monza a Calais 1016 km attraverso tre paesi, Italia, Svizzera ma il grosso del viaggio sarebbe stato in Francia, bellissima per tutti noi motociclisti ma assolutamente imprevedibile per il tempo che se bello regala dei paesaggi veramente spettacolari con distese immense di colori primaverili, se brutto rende tutte le cose molto meno gustose. Poi altri 130km da Dover a Londra.

La settimana prima della partenza mi attrezzo di tutto punto, sia per me che per la mia fedelissima Benelli Tre1130K del 2008, precedentemente dotata di valigie laterali rigide per contenere il necessario per 9 giorni di permanenza all'estero, qualche attrezzo per effettuare le eventuali manutenzioni, la tuta da pioggia, il telo coprimoto e i vestiti, non manca nulla.

26 Aprile, giorno della partenza, la notte non ho dormito neanche un minuto per via della tensione del viaggio (in fin dei conti ho solo 22 anni e questo potrei definirlo il mio primo grande viaggio) e alle 5 in punto aspetto il suono della sveglia trepidante e impaziente di saltare in sella e macinare tutti quei chilometri in giornata. Purtroppo per potermi godere tutto il soggiorno londinese non ho potuto spezzare il viaggio in due tappe, perciò mi sono solo limitato a partire con un orario ben preciso di arrivo (quello della chiusura del check in per il traghetto di calais) e alle 6 di mattina in punto dò fiato al poderoso tre cilindri, che tempo di mettersi il casco e i guanti ha già raggiunto la temperatura di esercizio, ingrano la prima e finalmente il contachilometri comincia a fare lentamente il suo duro lavoro.

Imboccata la Milano-Meda fino alla fine entro sulla Autostrada dei laghi che abbandonerò solamente a Mulhouse in Francia, per ora il tempo tiene (visto che le previsioni non erano delle più rosee) e mi permette di godermi una meravigliosa alba sui laghi svizzeri e alto-lombardi. Prima ancora di imboccare il tunnel del San Gottardo il cielo rannuvola e una pioggerella sottile comincia a bagnare tutte le parti esposte, mi fermo per mettere la tuta da pioggia ma dopo pochi chilometri mi accorgo che non è servita a nulla, nel tunnel del San Gottardo ci sono circa 30° mentre fuori ce ne sono 5°, un bel salto considerando che siamo a fine aprile. Ma terminato il tunnel la grande sorpresa, un sole meraviglioso mi accompagnerà fino alle porte della Francia e nell'occasione della prima sosta benzina ripiego la tuta da pioggia tutto felice e riparto verso la frontiera. Mentre i chilometri vengono minuziosamente contati dalla strumentazione tra me e me non posso fare altro che compiacermi della bellezza della Svizzera, che se non fossi stato così di fretta sarebbe stato magnifico visitare attentamente in più giorni.

Una volta superato Mulhouse abbandono l'autostrada e comincia il tratto non-autostradale programmato dal navigatore, che ben presto mi renderò conto essere totalmente uguale a quanto fatto in precedenza poichè la Francia del nord ha un sacco di statali a due corsie a scorrimento molto veloce. Ma da qui in poi il peggio deve ancora arrivare, prima di Nancy e per circa 300 km sarò accompagnato da una pioggia piuttosto fastidiosa che non mi impedisce di continuare a viaggiare, ma rende le cose molto più difficili moltiplicando più volte il livello di attenzione. Tolto un breve excursus di circa 30 km per aver sbagliato un'uscita nei pressi di Reims proseguo imperterrito verso la mia meta, e una volta imboccato il tratto finale di autostrada per Calais proseguo spedito verso il porto francese, accompagnato per fortuna da un sole tiepido ma sufficientemente caldo ad alleviare il freddo preso con tutta l'acqua.


Passano i chilometri e finalmente giungo al porto, sono le 18.30 e sono in viaggio da 12 ore e mezza, ma vanno sottratti in totale un'ora al massimo per le svariate soste benzina, bagno e cibo. Sono giusto in tempo per il check in del traghetto che partirà in orario e mi sbarcherà sulla grande isola inglese alle 8.30 locali facendomi guadagnare un'ora con il fuso orario. Sbarcati sulla grande isola si presenta un'altra sfida impegnativa, la guida a sinistra, complicata ulteriormente dalla sera che inesorabilmente scende rapida sulla verdissima inghilterra. Ultima sosta benzina dopo poche miglia (ora qui si ragiona in miglia) e riparto spedito verso la grande metropoli che mi accoglie fortunatamente con un cielo limpido e meravigliosamente stellato, poco traffico (sono comunque le 10 di sera) e mi permette di raggiungere la destinazione alle 10 in punto. Ora in cui spengo definitivamente il motore nel piccolo giardinetto dove ripongo la moto.

Totale 1146 km da casa, 5 soste benzina e 17 ore di viaggio compreso il traghetto, non male direi.

30 Aprile:
dopo qualche giorno di pioggia e umidità il tempo concede la possibilità di utilizzare nuovamente la moto, colgo così l'occasione per fare un bel servizio fotografico alle attrazioni principali di Londra con la moto: Westminster e Big Ben, Tower Bridge e Buckingam Palace. Il centro della grande città è molto trafficato, ma in moto ci si muove sufficientemente rapidi, e il traffico non è assolutamente congestionato, scorre fluido e organizzato.

1 Maggio: ulteriore giornata di bel tempo, sfruttata per visitare la splendida cittadina di Cambridge, a circa 50 miglia dal nostro alloggio, famosa per le svariate decine di College e le sue università che permettono alla popolazione di mantenere un'età media estremamente bassa, circa 30 anni. La vitalità perciò è palpabile nell'aria e ad ogni angolo del centro si vedono solo studenti e professori. In fin dei conti potrei quasi chiamarli miei "colleghi", infatti di fronte all'ingresso del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Cambridge è d'obbligo fare una foto visto che sono impegnato in Ingegneria Meccanica a Milano.

2 Maggio: ultima giornata di "quasi" bel tempo, la sfruttiamo per scovare la sede di registrazione del famosissimo programma televisivo inglese di Top Gear, e dopo un tragitto di circa 40 miglia e svariati tentativi e cambi di strada riusciamo ad arrivare all'ingresso (sbarrato e controllato) della famosa pista che si trova a Dunsfold Park, nel Surrey. Purtroppo la guardia non ci ha lasciati passare ma con la coda dell'occhio siamo riusciti a sbirciare in lontananza il circuito.
Sulla strada del ritorno ci aspetta ancora un'ulteriore tappa, che non poteva mancare visto che è un luogo icona per noi motociclisti: l'Ace Cafè, bar dove si riunivano i motociclisti di una generazione precedente alla nostra e famoso per essere stato (così sembra) il luogo in cui lo stile Cafè Racer ha preso vita. Si trova sulla North Circular Road di Londra a non più di 15 miglia dall'alloggio e una volta arrivati notiamo subito una bella fila di moto d'epoca con semi manubri e faro tondo, sellino mono posto e scarichi artigianali. Beviamo solo un caffè ma lo spirito motoristico e la passione per i motori trasudano da ogni centimetro quadro del bar, e da una barista italiano che ha riconosciuto la nostra targa scopriamo che il proprietario è il signore in casacca gialla fluorescente che ci ha fatto parcheggiare la moto.


4 Maggio: viaggio di ritorno. Fortunatamente il tempo è stato più clemente dell'andata perchè tolta l'umidità da Londra a Dover e i 9 fastidiosissimi gradi che mi ricordano che sono le 6 del mattino, per i primi 700 km di viaggio il sole l'ha fatta da padrone, permettendomi di gustare la Francia e la Svizzera in tutto il loro splendore. La pioggia s'è fatta sentire solo per qualche breve scroscio di circa 20km nei pressi di Reims, Basilea e subito dopo il tunnel Gottardo (con ulteriore sbalzo di temperatura da 18 gradi esterni a 34 all'interno). Giungo alla porta di casa alle 10.30 in punto esattamente 11h 40m da quando sono sbarcato dal traghetto. Più breve dell'andata perchè ho eliminato le soste superflue e le tappe erano solo quelle di 200km circa per fare benzina.
Spengo il motore per l'ultima volta con ancora il sapore di quasi 2500 km trascorsi lontano da casa,ed insieme all'indolenzimento del fondoschiena e alla tensione dei muscoli cervicali mi ricordano quanto è bello vedere il mondo.

Direi che è il modo migliore per spendere poco meno di 500 € (compresi di tutto) messi da parte con qualche lavoretto occasionale no?

Lorenzo

 

  1 di 8  
  • luigi.cardia, Brembate (BG)

    quest'anno tocca alla mia fazerona

    certo che ci arrivi con la hornet 600...vai tranquillo se la moto è ok...avevo pure io la hornet 600 e la giapponesina va come un treno...HONDA è una garanzia....quest'anno vado pure io con l'FZ6 Fazer.ciao a tutti
  • giraingiro.Catalucci, Cannobio (VB)

    pensate che una hornet 600 depotenziata possa sostenere lo stesso tragitto?
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