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Mondiale Enduro

EnduroGP GB. Holcombe (Beta) a un passo dal titolo

- Enduro Sprint e Cross-Country si incontrano nel penultimo week end dell’Enduro Mondiale. Steve Holcombe vince la prima giornata di gara, Watson la seconda. Per l’assegnazione dei titoli bisogna pazientare fino al GP di Germania
EnduroGP GB. Holcombe (Beta) a un passo dal titolo

Hawkstone Park, 24 Settembre. Il Mondiale di Enduro, o Enduro GP, torna in Inghilterra, dove mancava da quasi un decennio, e sbarca a Hawkstone Park per disputare un Gran Premio del tutto nuovo e inedito. In programma, infatti, c’è un mix di discipline che derivano o ispirano forme diverse di fuoristrada. Sabato, quindi, si corre un Enduro Sprint, e domenica è la volta di un Cross-Country. L’evento è organizzato da un mito d’oltremanica, Paul Edmondson, e l’idea è quella di proporre qualcosa di nuovo sulla falsariga dell’inedito programma della stagione mondiale, che prevede ben tre eventi fuori… dal comune. Il primo è stato il Rally del Lago Päijänne, disputato in Finlandia per la prova di apertura della stagione iridata, e l’ultimo sarà il conclusivo Gran Premio tedesco, niente di più e niente di meno che l’Enduro di Zschopau.

Un bel programma, ma il problema è un altro. Il Mondiale non attira più un gran numero di partecipanti e, vittima della propria crescita tecnica, rischia di andare seriamente in crisi. Così com’è si trova in un vicolo cieco, poiché è impensabile che possa regredire fino a spessori agonistici e tecnici più abbordabili, e perché anche l’ultima evoluzione delle classi, basata sull’istituzione di una “prevaricante” classe regina, la EnduroGP appunto, non sembra essere l’espediente in grado di rilanciare la disciplina e, comunque, di rivitalizzare il paddock. Così, mentre la Sei Giorni Internazionale di Enduro vola verso picchi di successo inauditi, il lavoro del promoter del Mondiale, Alain Blanchard, è a un crocevia difficile. Ma, d’altra parte, il merito della crescita di una disciplina che nel 2004 pareva su un binario morto è pure di Blanchard, così è arrivato probabilmente il momento di fare quadrato e definire un nuovo senso di marcia, possibilmente quello buono. Ben vengano le iniziative inedite, dunque, come appunto il Gran Premio del Regno Unito dalla formula quasi rivoluzionaria.

Se sabato l’Enduro finisce per imparentarsi con il Motocross, domenica si trasforma in una prova non-stop di Cross-Country, su un largo anello invece che in un… deserto, ma con un risvolto spettacolare enormemente accresciuto e molta suspense. Steve Holcombe, Ufficiale Beta, è l’eroe dell’EnduroGP di sabato, e un altro inglese, ma in forze al team Ufficiale KTM, Nathan Watson, è il protagonista del Cross-Country, americanizzato GNCC, di Domenica.

Nathan Watson

Sull’altro fronte, quello dell’Enduro E2, l’Inghilterra manda in archivio la sesta vittoria dello strabiliante spagnolo Josep Garcia, KTM, sabato, e la prima di Pascal Rauchenecker, Husqvarna, domenica, primo austriaco della storia. Ancora un grande successo inglese nella doppietta di Bradley Freeman, Beta, vincitore di entrambe le giornate della Junior e ora a soli quattro punti dal leader della Classe. Davide Soreca, Honda, è infatti secondo domenica, ma non va oltre il quarto posto sabato, e non potrà più permettersi di amministrare il proprio vantaggio nella prova conclusiva della stagione mondiale.

Doppietta anche per il cileno Ruy Barbosa, anch’egli al primo successo stagionale nella Youth World Cup. In questo caso, tuttavia, la categoria che assiste la crescita dei giovani ha meno mordente, poiché è già stata vinta da Andrea Verona, Campione del Mondo già dal Gran Premio di Portogallo disputato due mesi fa. A proposito di Mondiali e di graduatorie, restano dunque ancora aperte sia la Classe Regina che la Enduro 2. Per quanto riguarda la EnduroGP, il mezzo passo falso, se così si può dire, di Holcombe tiene ancora in corsa per il titolo il solo Loic Larrieu, ma i 40 punti di vantaggio dell’inglese della Beta rendono la materia piuttosto teorica. Più realmente aperto è il mondiale della E2, che vede ancora “papabili”, oltre all’attuale leader Josep Garcia, anche Jamie McCanney e il Campione in carica Eero Remes, in ritardo di 38 punti.

Josep Garcia

A proposito di Campioni in carica, infine, c’è da notare che esce di scena mestamente Matthew Phillips, primo Campione del Mondo della storia dell’EnduroGP, ovvero del Mondiale nuova formula. L’australiano della Sherco è quarto e fuori gioco, insieme all’inglese Nathan Watson, terzo ma non più in grado di dare l’assalto al Titolo. Sottotono gli italiani. Redondi è due volte ottavo, Salvini guadagna un sesto posto ma esce di scena Domenica. Nella E2 Guarneri è generoso come sempre, ma non va oltre il quinto posto in entrambe le giornate. Oldrati, dodicesimo Sabato, è costretto dal dolore al polso infortunato alla Sei Giorni al ritiro Domenica, proprio quando sembrava in grado di giocarsela in testa al gruppetto dei fuggiaschi; Monni e Moroni galleggiano tra il settimo e l’ottavo posto come miglior “raccolto” del week end.

Forse un poco caotico l’Enduro Sprint, nell’alternanza senza sosta tra Cross ed Enduro Test, è sembrato assai più convincente; e decisamente più avvincente il Cross-Country della domenica, sfortunatamente “interpretato”, per quanto riguarda la suspense della EnduroGP, dal protagonista del Sabato, Steve Holcombe. Partito deciso a bissare il successo della prima giornata di Gara, l’inglese della Beta metteva ben presto una certa distanza tra sé e gli inseguitori, ma era costretto a “trattenersi” più del previsto al primo e quindi ai successivi pit stop a causa della rottura di alcuni raggi della ruota posteriore, così da favorire indirettamente il successo del connazionale Watson, finalmente osannato dal proprio pubblico.

Thomas Oldrati

Il Mondiale di Enduro resta dunque aperto fino alla conclusione del Campionato. Non è una novità, poiché l’ultimo appuntamento di stagione è sempre stato, per un motivo o per l’altro, cruciale, ma è una grande novità il fatto che la risoluzione delle corse ai Titoli di Entrambe le Classi… dominanti della Specialità, avrà per terreno di battaglia un Enduro già famoso per una storia propria, e andrà in scena in un Paese diverso dalla Francia. Parliamo del Gran Premio Acerbis di Zschopau, Germania, in programma il penultimo week end di Ottobre.

  • Gian6601, Torino (TO)

    Mah....ho già espresso in passato le mie perplessità. Si vuol cercare di rendere l' Enduro un prodotto mediaticamente fruibile ma è impossibile.
    Io ho iniziato quando si chiamava regolarità e continuiamo ad pericolare nei boschi.
    Nel bosco il pubblico e la televisione non arrivano.
    Se riduci le classi fino alla formula odierna , non arrivano neanche i piloti e si rischia di fare la fine del trial dove corrono in sei e poi ci sono una decina di piloti di contorno che ,pur essendo bravissimi , fanno la figura dei pellegrini.
    Io continuo a pensare che una suddivisione in 3 classi due tempi e tre classi 4 tempi più una assoluta stimolerebbero maggiormente il movimento. D'altronde anche noi vecchi rottami lenti che facciamo i campionati minori saremmo scoraggiati se esistesse solo una classe unica.
    Ma qualcuno di voi se li ricorda Gagni e Signorelli con i cinquantini impegnati nell' allora Europeo o alla sei giorni insieme a Taiocchi ed Andreini che guidavano le 500 ?
    Avevano la stessa dignità e lo stesso blasone e per un quattordicenne era facile immedesimarsi e sognare le gare a bordo dei cinquantini con cui si andava a scuola. Adesso bisogna fare la classe "Supermegacampionenoncenèpernessuno" perchè è più comprensibile per i non addetti ma i non addetti non sanno neanche cos'è l' Enduro. Sono 40 anni che alla decima volta che spiego cosa faccio ,dico : Motocross !!
  • giama107, Treviso (TV)

    Se Blanchard vuole "rivitalizzare il paddock" potrebbe chiedere a noi italiani ed in particolare al presidente Copioli come si fa'!!! Ah, dimenticavo che Blanchard è francese, e quindi non chiederà mai aiuto agli italiani!!!
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