TEST SPORTIVA

YAMAHA YZF R1

Stoccata vincente

La superbike dei tre diapason, forte di quasi 190 cavalli, si conferma per l'ennesima volta protagonista tra le mille

Sono passati dieci anni da quando apparve per la prima volta la YZF-R1. Compatta, aggressiva e tagliente come uno spadino, per di più dotata di un quattro cilindri dalle dimensioni paragonabili a quelle di un seicento, ma con parecchia cavalleria in più. La Erreuno 07/08 è quella che, tra le versioni che si sono succedute nell'arco di questi anni, riprende appieno i concetti base che hanno portato alla definizione del primo modello.
A guardarla, pur se profondamente diversa nei contenuti, nelle apparenze è sempre lei, inconfondibile e personale in questa livrea bianco-rossa.
Un lifting agli occhi, una leggera liposuzione al posteriore, due deflettori al posto delle fiancate e la YZF-R1 è ancora al top per immagine. In cima alla classifica la superbike di Iwata ci rimane anche per l'elevato livello di finitura e per i contenuti tecnici decisamente conformati ad un prezzo di acquisto di 14.000 Euro.

La moto oltre ad essere bella deve andare bene
Il lavoro svolto dai chirurghi estetici è importante, ma diventa secondario se paragonato alle chicche tecnologiche nascoste dal quattro cilindri in linea e dalla ciclistica in generale.
Il primo è stato rivoluzionato e profondamente rivisto nell'elettronica. Comando del gas e cornetti di aspirazione ad altezza variabile (con escursione da 65 mm a 140 mm), sono entrambi gestiti elettronicamente, mentre la distribuzione abbandona uno dei capisaldi delle superbike di casa Yamaha, le cinque valvole per cilindro, per un più tradizionale schema a quattro, anche se in titanio. Queste modifiche hanno migliorato la risposta del propulsore su tutto l'arco di erogazione della potenza, che raggiunge il traguardo dichiarato, con air box in pressione, di 189 CV (132,4 KW) a 12.500 giri/min, mentre la coppia - 11,5 Kgm (112,7 Nm) a 10.000 giri/min - viene erogata in maniera più lineare.
Tanta cavalleria viene racchiusa in un recinto, il telaio, che pur ricalcando alcune caratteristiche del precedente modello, Deltabox in alluminio pressofuso, è stato riprogettato e migliorato dal punto di vista torsionale.
Le sospensioni, anch'esse totalmente rinnovate, prevedono una forcella anteriore a steli rovesciati da 43 mm di diametro ultraregolabile, mentre il forcellone posteriore è assistito nel movimento da un monoamortizzatore idraulico, anch'esso regolabile in tutte le funzioni.
Salto qualitativo anche per l'impianto frenante, ora griffato Brembo. Il doppio disco anteriore da 310 mm è lavorato ai fianchi da una coppia di pinze freno radiali a sei pistoncini, così come radiale è la pompa freno. Dietro viene montato un disco singolo da 220 mm.

In sella. Libero sfogo a quasi 190 cavalli

La posizione di guida dellaYZF-R1 è decisamente votata alla guida sportiva, e poco ci vuole a capirlo anche dopo una semplice occhiata. Semimanubri bassi e aperti il giusto, pedane alte e un pelo avanzate, cupolino funzionale solo se si prende in bocca la linguetta del tappo serbatoio, descrivono il quadro ergonomico della superbike giapponese.
Via il bloccadisco (problematica la sua collocazione sotto la sella, visto l'esiguo spazio a disposizione), accendiamo il motore.
Il cruscotto che si para davanti agli occhi del pilota, moderno nel look e nei contenuti, offre una discreta leggibilità solo per quanto riguarda il contagiri analogico centrale. I due display posti ai lati visualizzano tachimetro, contachilometri e altre informazioni con caratteri un po' troppo piccoli per essere letti rapidamente.
Scarsa visibilità in caso di giornata particolarmente soleggiata anche per la spia a led bianchi che indica l'approssimarsi della zona rossa del contagiri, poco utile su strada, ma decisamente funzionale in pista.

Il lavoro svolto dai chirurghi estetici è importante, ma diventa secondario se paragonato alle chicche tecnologiche nascoste dal quattro cilindri in linea e dalla ciclistica in generale

Un primo assaggio cittadino permette di gustare la corposità del quattro cilindri ai medi e bassi regimi l'acceleratore controllato elettronicamente soffre per una leggera ipersensibilità alla quale però ci si abitua abbastanza velocemente. La frizione non è leggerissima da manovrare, e lo stacco ha una progressività solo discreta, ma l'elasticità del motore permette di limitarne l'utilizzo.
L'agilità della ciclistica e le dimensioni contenute permettono di districarsi nel convulso traffico cittadino senza patemi, anche se non bisogna essere degli esperti per capire che la Erreuno è decisamente fuori posto tra i marciapiedi cittadini, e lo fa capire anche mandando segnali, per così dire, termici. Lo splendido scarico posteriore e la scarsa carenatura del propulsore, non sono il massimo per contenere il calore che investe il pilota in maniera costante e fastidiosa, soprattutto se la temperatura esterna non è proprio invernale.

Fuga dalla città
Traffico più leggero e strade più veloci, mettono in risalto la grande guidabilità e la rapidità ciclistica della YZF-R1. Facile e accomodante, questa Yamaha permette di divertirsi nel misto medio veloce, mentre il motore gira sornione (non pensate che sia possibile sfruttare su strada anche solo parzialmente la potenza del propulsore).
E proprio per non sentirsi chiusi in gabbia, tra limiti di velocità, lame di guard rail e asfalti rattoppati, siamo andati a sgranchire le sospensioni della R1 in pista. Primo appuntamento all'Autodromo di Franciacorta e secondo appuntamento al Mugello.
Il circuito lombardo è servito a mettere in evidenza le capacità della giapponesina nel misto medio lento, mentre il tracciato toscano si è riservato il giudizio per quel che concerne il veloce.
Dopo entrambi gli appuntamenti è scaturito un giudizio decisamente positivo. Rapida e precisa nel misto stretto di Franciacorta, la R1 si è distinta per la rapidità dei cambi di direzione, dove l'avantreno preciso e coerente permette di disegnare le traiettorie preferite. A tanta rapidità non corrisponde un comportamento nervoso sul veloce. I curvoni vengono digeriti con grande incisività e le traiettorie impostate vengono percorse senza che la ciclistica evidenzi fenomeni fastidiosi. Logico non aspettarsi miracoli dalla taratura standard delle sospensioni, ma è stato sufficiente lavorare sulle numerose regolazioni consentite sia dalla forcella che dal mono, per ottenere un comportamento efficace e redditizio.
, si ispessisce ai medio alti, con una spinta perentoria agli alti. Spinge e allunga fin sopra i 13.500 giri/min, permettendo, se necessario, di tenere il rapporto anche con il limitatore che rattella.
Ottima la trazione offerta dal 190/50 posteriore, che permette di aprire in uscita di curva potendo sempre contare su di una notevole impronta a terra. In questo frangente emerge anche una scarsa propensione dell'avantreno a sbacchettare. In frenata, al contrario, gli eventuali bloccaggi sono tenuti a bada da una frizione antisaltellamento ben tarata e poco invasiva.
Ottimo il cambio, sia per rapidità e precisione negli innesti, che per resistenza ai maltrattamenti che inevitabilmente vengono perpetrati nell'uso in pista.

R1 si è distinta per la rapidità dei cambi di direzione
R1 si è distinta per la rapidità dei cambi di direzione

Il motore si può definire gustoso e forte ai medi

Che freni!
Da plauso il comportamento dell'impianto frenante. Pur se chiamato a un super lavoro, visto il prolungato utilizzo in pista e le temperature estive, la triade si è dimostrata instancabile e sempre pronta. La coppia di dischi anteriore ha messo in mostra oltre che un'ottima potenza decelerante, anche una più che buona manovrabilità. Il freno posteriore, particolare solitamente utilizzato il minimo indispensabile, si è dimostrato così ben tarato (potente quanto basta e poco incline al bloccaggio) da indurre a un suo maggiore utilizzo.

Finite le sessioni in pista, il rientro a Milano in moto non è stato un problema. Una piccola digressione sul passo della Futa è l’occasione giusta per continuare a godere delle doti della nosta compagna di viaggio.


Pregi
Guidabilità - Freni

Difetti
Calore dallo scarico e dal motore - Esiguità vano sottosella
 

Sono stati inseriti 20

Commenti

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  • 1. Aggressiva nel motore

    molto aggressiva nel motore leggendo i dati ma, in quanto a stile, beh, direi che siamo un po' lontanucci dal far nascere l'innamoramento al primo sguardo. Forse una colorazione a tinta pastello che richiami i colori dell'estate, della natura, del vivere la moto tutti i giorni, le gioverebbe molto. Coaì è un po' anonima.
    alias02 -
  • 2. r1 2007

    la r1 2007 è molto bella da guidare però convince poco l'acceleratore elettronico che da reazioni non sempre uguali, comunque una volta provato un suzuki k5 o k7 si è proprio su un altro pianeta motore molto più potente e sfruttabile pensate che in seconda con l' r1 si arriva a circa 198 km/h con suzuki 212, anche sul fronte impennate non c'e paragone suzuki impregna il cuore di uno smanettone...ciao a tutti
    remi_2 -
  • 3. SUFFICIENTE

    Voglio solo dire che il solo richiamo alla prima versione di R1 a carburatori è inopportuno. Quella era una moto a se, le versioni successive ad iniezione , seppur con piu cavalli, non ricordano nemmeno lontanamente quella mitica r1.. Io ne ho avute due, la prima del 2002 con 152 cv, emozionante, potente e ciclisticamente ottima, unico neo il cambio rumoroso e impreciso. La seconda del 2004 forte dei suoi 180 pony è stata semplicemente la moto piu deludente che abbia mai posseduto. La ciclistica, le finiture, il cambio e l' estetica erano da riferimento ma il motore a mio avviso deludeva. Spaventoso dai 9000 ai 14000 giri, inesistente da 0 a 9000giri. Questa ultima r1, con le sue 16 valvole , non l' ho mai provata ma dicono che vada forte e che è quasi al livello della gixer.. Per quanto mi riguarda, pur essendo affezionato al marchio di Iwata, mi permetto di criticare l' estetica di questa ultima R1. Ricordo che quando la vidi al salone di milano rimasi deluso, e non fui l' unico. A mio avviso era molto piu bella la versione 04-06, e non è una questione di colori. Per il resto, mi affido al giudizio di amici che l' hanno provata e che ne hanno parlato bene. Voglio infine ribadire che sono daccordo con chi ha sostenuto la superiorità del suzuki gixer k5-8. Anche io l' ho guidato e fa davvero paura, confermo che decolla spalancando il gas quando il motore è in tiro, anche di terza . All' epoca dei fatti il confronto con la mia r1 del 2004 era schiacciante. Aspetto con ansia la r1 del 2009 con la speranza che la facciano almeno piu bella. lamps
    mach02 -
  • 4. Parere

    Sono un felice ed orgoglioso possessore di una R12002. Estetica, potenza ed emozioni adrenaliniche, il cambio SOLO a secondo degli usi può risultare rumoroso, ma è una pecca a cui ho fatto volentieri abitudine considerato i tanti altri pregi. Secondo un mio modesto punto di vista, come linea ancora oggi può dire la sua. L'ultima R1 è proprio una bella moto.. Il giudizio estetico è sempre soggettivo. Esteticamente non ha avuto un cambiamento radicale rispetto agli anni precedenti (a partire dal 2004) però è molto bella. Portatarga regolabile + frecce piccole e diventa una chicca... Consiglierei di aggiungerci solo una cosa di cui la concorrenza ne è già provvista, "il contamarce". Saluti a tutti..
    R1 0201 -
  • 5. Regina

    180/190 cv: io con la mia RSV1000R '06 (più di 40 cv in meno) se non stavo attento a Misano ne tamponavo alcune; sorpassate all'interno ed all'esterno, qualcuna anche in rettilineo.
    corradosanse -
  • 6. r1

    meravigliosa la migliore delle giapponesi.
    van881 -
  • 7. yzf r1

    Sentire parlare non bene di questa moto, è un vero e proprio peccato. Chi possiede o abbia provato questa moto, deve capire che la yamaha a differenza di tante altre moto, è una moto da esperti e da fegato molto forte.Io parlo cosi perche dalla prima r1 del 1998, a quella del 2007 che possiedo adesso sono sempre rimasto molto molto soddisfatto, e non la cambierei con nessun'altra moto. E poi cosa molto importante che dobbiamo capire: non siamo tutti(Valentino Rossi).Io direi che ci dobbiamo divertire sempre nel migliore dei modi, epiù che altro: non dobbiamo dimostare niente a nessuno. RIcordatevi sempre che la yamaha r1 è una vera e propria bomba, e solo per pochi.
    torero02 -
  • 8. parere

    per rispondere a corradosanse. per cortesia.......... quella moto aprilia è deludente su tutti i fronti è sempre arrivata ultima a tutti i test vedi In moto e motociclismo. che adesso a te piaccia perchè è tua è un discorso ma come moto è un elefante
    conry01 -
  • 9. Parere personale

    Leggevo che alcuni hanno scritto chre il suzuki K7 sia una bomba,io posso solo dire che avendo posseduto sia il k7 che ho venduto dopo tre mesi e 2000 km sia R1 2008 la vittoria è schiacciante per quest'ultima.il k7 è stato un vero flop e se siete persone informate sapete sicuramente che addirittura la suzuki partecipo al mondiale superbike 2007 con delle K6 mettendogli su solo il doppio scarico per ingannare.Di bomba quella moto non ha proprio nulla.Lunica suzuki che comprerei dopo averla provata è stata il k5 quella si che strappava le braccia.R1 2008 è un'ottima moto molto ben bilanciata con un buon motore che in basso ha ancora bisogno di coppia anche se è un'altro pianeta rispetto alla versione 20040506.Se vedete in giro e soprattutto in pista vedrete in maggioranza solo R6 ed R1 quindi non penso che tutte queste persone che le hanno aquistate siano tutte matte.Ciao
    calabrone198201 -
  • 10. Anche le pulci anno la tosse..

    Nessuno può negare l'orgoglio personale per qualsiasi moto essa sia, ma dire di: "rischiare di tamponare R1 in pista" e una affermazione allucinante.. Poi da una RSV..! Noi dei tre diapason ci siamo capiti...
    R1 0201 -
  • 11. io credo che bisognerebbe

    Provarla ,prima di parlare ne posseggo una ed è una bomba ,vero, il k8 forse va un pelo più forte ,ma non si può guardare ! con i due scarichi
    granapad -
  • 12. yamaha r1

    come sempre la numero uno in tutto
    van881 -
  • 13.

    Ho una rsv factory 05 e non me ne parlate male. Moto stupenda e non capita come molte moto, vero affare sull'usato ma vero problema a rivenderla di conseguenza. Di veocità massima mi segna 282km\h che paragonati con uno strumento jap supera i 299. Ci ho fatto piu di 33mila km mai un problema.
    fabtkd_1 -
  • 14. Nonno volante con R1

    Mella mia vita motociclistica ho cavalcato tante bestie (Ducati Pantah, 860 GT, 860 GTS, Darmah 900, Honda 750 four, Yzf 600, Honda cbr 600 f), ma oggi, a 65 anni1. l'amore dalla moglie l'ho rifuso alla mia fantastica R1 del 2005. Che belva docile con le sue cinque valvole per cilindro; fa tutto quanto chiedi col gas. potenza a iosa ed immagine spettacolare. Fermato ad un posto di blocco, ai CC, meravigliati, ho confessato che la porterò con me nella tomba. Anche aldilà voglio stupire.
    nonnovolante -
  • 15. Wonderful R1

    Ormai l'ho acquistata da circa un anno e mezzo e devo dire che e' una moto veramente notevole.Prima di tutto e' bellissima esteticamente e ben rifinita,ciclisticamente e' bilanciatissima e molto intuitiva, perfetta anche per andare in giro con calma.Il motore e' una belva,con una regolarita' in basso da riferimento per un'unita' con un tale potenza specifica.Suzuki? Mi hanno sinceramente scocciato con quelle colorazioni abominevoli e sempre uguali...
    R1ossano -
  • 16. macho2

    sono pienamente daccordo nel dire che la R1 del 04-05 è molto lenta sotto i 9000 giri, spero che questo motore 07-08 sia un po più allegro magari come la mia attuale Gsxr K7, ricordo però che il 04-05 dopo i 9000 è da spavento. La R1 con gli anni (ne ho avute 3) non cambia molto di estetica o carenature, rimane cmq il fascino caratteristico della casa. 170 o 180 o 190 non importano, già difficile da sfruttare, poichè in curva si apre poco e il rettilineo dura pochi secondi, nel frattempo consiglio a tutti la massima prudenza,sia in strada che in pista, vi voglio sempre bene fratelli.
    max.musa -
  • 17. rsv

    sono un possessore di una r1 my 08 del 2010 e nn riesco, anche se a distanza di molto tempo dal suo intervento, a nn rispondere a corradosanse,allora, che tu con la tua aprilia possa avere superato in curva moto come la mia e' possibile, visto che dipende dal manico,ma che ci sia riuscito anche in rettilio e' assolutamente impossibile, prima di avere la r1 avevo una gixer 750 k7 (150cv) e in pista a moto come la tua in rettilineo ci passavo letteralmente sopra e visto che la mia r1 va MOLTO di piu' del mio ex 750 quello che dici e' assolutamente utopistico
    cris7401 -
  • 18. una moto da preparare per la pista

    Ce l'ho. solo uso pista. Il motore fa paura (se preparato a dovere), la ciclistica e l'impianto frenante sono pessimi. In staccata la forcella originale saltellava. Se stressati molto i freni vanno in crisi, qualche vuoto con i tubi in gomma (com'è ovvio che sia...). Insomma, gran motore su una moto da sistemare per un uso sportivo. Esteticamente è carina ma niente di entusiasmante . Leggendo l'articolo deduco che siano andati a spasso sia in Franciacorta che al Mugello...
    Napolus -
  • 19. Ancora al top!

    Secondo me questa R1 è la migliore mai prodotta,anche esteticamente e comunque anche considerando le maxi attuali,ce ne sono poche palesemente più performanti e se volessi un'ottima moto sportiva usata sicuramente la scegliereri. Difetti?Scalda come una stufa,ma ormai lo sanno tutti!Per quanto mi riguarda le colorazioni meno entusiasmanti sono quella bianca 2008,ma anche la 2007 bianca dopo un po'può stufare ed anche la Santander con tutti quegli sponsor è un po'eccessiva.Preferisco le colorazioni classiche in blu,specialmente con cerchi oro,ma anche quelle nera e nero opaco. I terminali originali sono davvero molto belli e ben fatti:peccato che i paracalore ne appesantiscono un po'la linea. Per il resto,vista anche la posizione di guida lodevolmente comoda per una sportiva,difficile pretendere di più.
    Paolo7297 -
  • 20. Ancora al top!

    Secondo me questa R1 è la migliore mai prodotta,anche esteticamente e comunque anche considerando le maxi attuali,ce ne sono poche palesemente più performanti e se volessi un'ottima moto sportiva usata sicuramente la scegliereri. Difetti?Scalda come una stufa,ma ormai lo sanno tutti!Per quanto mi riguarda le colorazioni meno entusiasmanti sono quella bianca 2008,ma anche la 2007 bianca dopo un po'può stufare ed anche la Santander con tutti quegli sponsor è un po'eccessiva.Preferisco le colorazioni classiche in blu,specialmente con cerchi oro,ma anche quelle nera e nero opaco. I terminali originali sono davvero molto belli e ben fatti:peccato che i paracalore ne appesantiscono un po'la linea. Per il resto,vista anche la posizione di guida lodevolmente comoda per una sportiva,difficile pretendere di più.
    Paolo7297 -

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