
Per il 2012 la Yamaha YZF-R1 passa sotto i ferri del chirurgo estetico che sapientemente le dona uno sguardo ancora più cattivo, grazie a due luci di posizione a led ai lati dei fari (ora più distanti tra loro) e a un musetto più pronunciato. Per il resto dal punto di vista estetico cambia poco o nulla, se non la piastra di sterzo (ora anche più leggera) e una rivisitazione dei terminali di scarico, che per il solo mercato italiano sono Akrapovic in titanio. Le colorazioni disponibili sono tre, Yamaha blue, Competition White e il nuovo Matt Grey, a un prezzo di 17.190 € f.c.
Da novembre sarà anche disponibile la versione in serie limitata WGP 50th Anniversary, con i colori storici e la marmitta Akrapovic in titanio, a un prezzo di 17.690 € sempre f.c.
Guarda il video della nostra prova sul circuito di Valencia
Motore sotto controllo
Motore e ciclistica rimangono invariati, solo la molla del monoammortizzatore passa da 159,5 mm a 161 mm, con una rigidità che dai 98,1 Nm precedenti, scende ai 93,2 Nm attuali.
La vera novità è di natura elettronica, e riguarda il traction control, finalmente disponibile anche sulla superbike di Iwata, e una differente mappatura della centralina che ha portato a un miglioramento dell’erogazione ai bassi e medi regimi.
Il TCS della R1 si interfaccia direttamente con l'YCCT (Yamaha Chip Controlled Throttle - controllo elettronico dell'acceleratore), il sistema che tramite un motorino passo passo controlla l'apertura dei corpi farfallati (la chiusura è assicurata da un sistema meccanico) grazie al quale conosce in tempo reale i parametri riguardanti modalità e apertura del gas, oltre che il rapporto inserito e la velocità. Di suo, il TCS, ci mette due ruote foniche magnetiche con relativi sensori, montate sulle ruote, che segnalano la differenza di velocità di rotazione.
Il TCS ha 6 differenti livelli di intervento, selezionabili (a gas completamente chiuso anche se in movimento) tramite un comando posizionato sul blocchetto sinistro, mentre per disattivare completamente il TCS si deve per forza essere fermi.
Il quattro cilindri di 998 cc ha misure superquadre, 78,0 x 52,2 mm (alesaggio record per un 4 cilindri Yamaha), ed è dotato di un albero motore a “croce” che permette di utilizzare una sequenza di accensione 270°- 90° - 180°- 90°.
Ergonomia. Sportiva senza sacrificio
La posizione di guida è perfettamente identica al modello 2011, semi manubri belli larghi e pedane (dal disegno inedito) alte il giusto, mettono a proprio agio il pilota. I primi turni in pista li faremo con delle gomme semi-pistaiole, le Michelin Pilot Power Pure (pressione a caldo 2.5 anteriore, 2.7 posteriore), che come dicono gli uomini Yamaha, ci metteranno nelle condizioni ideali per saggiare il TCS.
“La vera novità è di natura elettronica, e riguarda il traction control, finalmente disponibile anche sulla superbike di Iwata”
Parto con il traction control su “6”, quello che sulla carta dovrebbe impedire sin dal nascere qualsiasi perdita di aderenza e la mappatura Standard (la B è buona per il bagnato e la A per la guida “spettacolo”). E così è.
Sotto la spinta poderosa del 4 cilindri Yamaha, il 190 posteriore fatica non poco a tenere a bada i 182 Cv erogati dal quattro cilindri di Iwata a 12.500 giri (la coppia massima è di 115,5 Nm a 10.000 giri), ed ecco che l’elettronica prende il sopravvento, e segnalando con il lampeggio di una spia sul cruscotto, riporta nei ranghi il pneumatico posteriore.
La parte tortuosa del tracciato mette in evidenza una buona rapidità di inserimento, aiutata anche dal profilo del pneumatico anteriore, che però tende a scomporre l’assetto quando si rilascia la leva del freno nella parte iniziale della curva.
In pratica, in fase di staccata la carcassa tende a flettere eccessivamente, e continuando a frenare anche nella fase iniziale di inserimento una volta che si scarica l’avantreno, rilasciando la leva del freno il pneumatico riprende “forma” troppo repentinamente, innescando degli ondeggiamenti fastidiosi che possono portare anche a un moderato sottosterzo.
Chiusura di gas, un colpetto al pulsante di selezione sul blocchetto sinistro, e scendo a livello “5”. Cambia poco, ma qualcosa cambia, in uscita di curva a gas spalancato la R1 pattina quel tanto da non mettere in apprensione il pilota, ma senza trasmettere la sensazione di “non fare strada”. Il taglio di erogazione avviene in base alla situazione anche se solitamente la sequenza di intervento prevede la parzializzazione dei corpi farfallati, quindi una variazione dell’anticipo di accensione, per poi tagliare direttamente l’alimentazione quando si è andati davvero oltre.
Presaci la mano scendo con il TCS a livello “4”, e qui le cose cambiano decisamente. I sovrasterzi quando si spalanca il gas senza ritegno, iniziano ad essere consistenti, e la scarsa propensione pistaiola delle Power Pure emerge in maniera decisa. Un breve assaggio dei livelli “2” e “1” mi porta a tornare sui miei passi, prima di combinare un guaio!
La frenata
I trasferimenti di carico in staccata sono mitigati in parte dal nuovo assetto del posteriore, che risulta leggermente più alto, e soprattutto dall’intervento poco aggressivo del freno anteriore, che deve essere “strizzato” per benino prima di ottenere una decelerazione consistente. Questa sua modalità di intervento permette un trasferimento di carico meno repentino, con un vantaggio per il posteriore della moto che rimane più composto.
Tra i difetti annoverati dalla versione precedente avevo segnalato l’eccessivo calore del sottosella, e purtroppo nulla è cambiato, e l’indisponibilità dell’ABS che ancora non è possibile montare. Un passo avanti invece per la disponibilità del Traction Control e per la guidabilità in generale, che mi è parsa migliorata, ma in questo hanno avuto un ruolo fondamentale i pneumatici, come potete leggere qui di seguito.
Cambio scarpe
Il tempo di pranzare e subito dopo troviamo le nostre R1 gommate fresche. Sotto le termocoperte si intravedono però delle gomme molto più adatte alla situazione odierna. Rimaniamo in territorio Michelin, ma al posto delle Power Pure troviamo delle più prestanti Power One 2CT (pressione a caldo 2.3 / 2.1).
Il comportamento in pista della Yamaha R1 cambia diametralmente, ed in meglio. Il grip offerto dalle Power One 2CT permette di spingersi fino ai livelli più bassi del TCS senza rischiare di giocare a Shangai con le ossa. L’intervento è meno “palpabile”, e solo in pochi punti della pista notiamo con la coda dell’occhio la spia del traction che ammicca dal cruscotto, mentre sotto le terga l’intervento è davvero impercettibile.
Avendo provato recentemente la versione priva del TCS, posso affermare che un aiuto elettronico (con la funzionalità di quello Yamaha) psicologicamente, ma anche alla prova dei fatti, aiuta non poco.
Il poter agire sul gas senza troppi preamboli, ma soprattutto poter sfruttare fino in fondo gli oltre 180 CV del 4 cilindri a scoppi irregolari, derapando quel tanto che basta a fare andare la moto più forte… è davvero gasante!
Questo TCS, senza raggiungere la sofisticazione di quelli montati sulla BMW S1000 RR, ma soprattutto quello della Aprilia RSV4 APRC, funziona davvero bene con una logica di funzionamento paragonabile a quella del sistema montato sulla Kawasaki ZX-10R, e permette alla YZF-R1 2012 un incremento prestazionale alla portata di tutti.
Non si deve essere più dei piloti per avvicinare i limiti di questa superbike, l’importante è fidarsi dell’elettronica!
Pregi
Funzionalità TCS | Prestazioni motore soprattutto ai medi regimi | Finiture
Difetti
Calore sottosella | Mancanza ABS
Francesco Paolillo
14/10/2011

ZF 9HP: il primo automatico a 9 marce
Abbiamo provato in anteprima il primo cambio automatico a nove marce del mondo sviluppato per un’auto. Destinato per ora al Gruppo Jaguar-Land Rover, che lo monterà inizialmente sull’Evoque, si è rivelato un vero gioiello tecnologico
Controllo assoluto su quanto avviene intorno all’autovettura: e in versione bifuel la Nissan Qashqai 360, si rivela attenta ai consumi e parsimoniosa. Prezzi a partire da 21.160 euro
Sono stati inseriti 22 COMMENTI. Commenta »
1. Calore sotto sella
Salve Francesco, ha avuto modo di provare l'R1 dotata degli scarichi Akraprovic? Anche in questa configurazione il calore sottosella percepito è molto alto?
Saluti Simone
bayless - 14/10/2011 13:23
2. ultimo step
evolutivo....poi dovranno inventarsi qualcos'altro per questo mezzo che ormai è a fine carriera. La linea personalmente non è bellissima ma per quel che conta per chi la usa in pista e' sicuramente la facilità di portarla al limite....per il resto, acquistarla per girare su strada non ha un gran senso.
alias02 - 14/10/2011 14:29
3. Un errore imperdonabile :D
Non chiamate questo tipo di motore "Big Bang", in quanto questa configurazione delle combustioni è stata sempre e solo utilizzata sui motori due tempi, e risulta INAPPLICABILE sui quattro.
Inoltre, appunto, si parla di motore a combustione (e non a scoppio), poiché se la miscela aria-benzina "scoppiasse", dovremmo buttare i motori dopo duecento Kilometri.
"COMBUSTIONI IRREGOLARI" è la dizione giusta (ed infatti anche la Yamaha Italia ha tradotto male il nome della tecnologia...)
BalthasarDESMO - 14/10/2011 15:32
4. POST SCRIPTUM
Ancora meglio: accensioni irregolari.
BalthasarDESMO - 14/10/2011 15:40
5. tubi dei freni.. O.O
in gomma..mmm..nuova R1 2012. 17.000 e rotti euro, tecnologia a non finire, superba impressionante cattivissima potentissima bellissima e con i tubi dei freni....in gomma -.-" ..in gomma u.u ...in gomma, ma li volete usare sti benedetti tubi in treccia?
rho01 - 14/10/2011 16:33
6. Per
quanto mi sforzi, questa moto non riesco a farmela piacere.
Il calore sotto sella poi era già insopportabile nella vecchia versione. Almeno in estate.
Alberto.Ferrari - 14/10/2011 18:08
7. la piastra di sterzo..
l'hanno menata tanto, non facendola mai vedere fino ad ora..ed è un pezzo in fusione? mah... speravo almeno in un pezzo al cnc
techmaz - 14/10/2011 19:11
8. meglio la precedente
continuo a preferire il modello precedente, e poi basta con gli scarichi alti.
luker4985 - 14/10/2011 19:18
9. ...posso aggiungere....
17.190€...come diceva il nostro amico, i tubi in gomma..poi aggiungo, ancora le classiche freccie sulle carene laterali e non sugli specchietti come molte delle concorreti, calore sotto la sella, e poi l'estetica...
ok non è che sia brutta, ma gira e ri-gira è sempre la solita R1..
ok il TCS (ormai ce lo hanno tutte, quasi) pero' rimangono sempre 17.190€..almeno metti gli akrapovic compresi...
cambiano poco ma il prezzo aumenta..
angelo.brozzi - 14/10/2011 19:49
10. Mi piace troppo il motore a scoppi irregolari.
L'R1 è una bellissima moto, ma c'è una cosa che non mi è mai andata giù in tutte le versioni; è la grandezza della moto nella zona del cupolino. Chi è seduto in sella ha la sensazione di guidare una moto ENORME!
Però l'architettura del motore è spettaolare, forse inutile... ma spettacolare.
Marco.Consumi - 14/10/2011 19:57
11. Grandi freni grande motore...........
ma GRANDE anche il prezzo per me costa troppo ne venderanno poche.
Renato.Capuzzo - 14/10/2011 21:03
12. YAMAHISTA
PURTROPPO COSTA TROPPO!!!
abdul01 - 14/10/2011 21:30
13. Sistema dissimile da quello di Kawasaki
Il sistema TCS adottato da Kawasaki (S-KTRC) per la sua ZX-10R 2011 dispone di logica definita predittiva, in grado di intervenire prima che avvenga lo slittamento. Inoltre è previsto anche della funzionalità anti-wheeling (anti-impennata). Dalla cartella stampa Yamaha non mi sembra che queste due funzionalità siano presenti.
CrisG - 14/10/2011 22:40
14. Sempre spettacolare...
Io ho avuto la versione 2005 e 2007,e mi sono sempre trovato più che bene,rapida nelle curve,ottima nei trasferimenti di carico,solo il motore mi risultava un pò fiacco sotto,rispetto al Gixxer...
Comunque anche in questa versione non credo deluda mai le attese,tra le jappo è quella che preferisco,poi in questa livrea è stupenda!
Corra81 - 14/10/2011 23:25
15. Akrapovic
Ho un modello 2011, con gli scarichi Akrapovic perde tantissimo in coppia. I grafici di Akrapovic non dicono il vero!!
matrix35 - 14/10/2011 23:55
16. MMHHhh no!!!
Anche a me continua a non piacere quella linea e sopratutto tutti i controlli elettronici che gli sono stati applicati.La moto perfetta è potenza brutale e basta.Poi ci vuole il manico...
emmodena - 16/10/2011 16:42
17. 2 PROVE IN UN MESE
Due prove in un mese.
Risponde la redazione
Caro Matteo,
il motivo è presto detto (nella prima nostra prova). Ai tempi del primo test in pista nel 2009 il sottoscritto - mea culpa! - si era sdraiato, rovinando la moto. Appena Yamaha è stata in grado di fornirci un'altra moto, abbiamo replicato la prova in circuito. Peccato che la nuova versione con controllo di trazione fosse già quasi pronta. Ecco perché trovi due prove della R1 nello stesso mese.
Un saluto
Andrea Perfetti
rockn'roll - 17/10/2011 09:50
18. Yamahaaaaaaaaaaaaaaaa!
QUAND' E' CHE CI FAI UNA NUVA THUNDERCAT?????
mswans - 19/10/2011 21:16
19. L'ho .....
..appena comprata. E' stupenda in questa livrea. Ho fatto solo 300 km per cui è presto per dare un giudizio . Non vedo l'ora di poterla testare per bene. Una cosa però ho notato:il cupolino ripara meno di quello della gsx-r 1000 che ho avuto. Il motore ha un rombo bellissimo e scalcia come un puledro. BELLISSIMA!!!!!!!!!!!
varamolo - 11/02/2012 20:59
20. Grande R1 ma manca ancora un pelino..
Costo adeguato a livello di finiture e tecnologia:motore,oltre che unico,più costoso da realizzare(..e mettiamolo anche sulla nuova fz1 per ammortizzare no!!?).Ricordate poi cornett altezz variabile,ride by wire,3 mappe,fari poliessiodali ed il prezzo appare più sensato! Anche l'utente stradale giova della caratteristica erogazione,quanto e più di chi va in pista,proprio grazie a bassi e medi ben più consistenti rispetto ad uno screamer,oppure girate per strada a 11000rpm? Per me il pacchetto elettronico va completato con abs sportivo,schiftgear e perchè no un wheeling/lounch control. Tubi in gomma non certo per economizzare ma per la concezione jap della moto che per quanto hypersport,per loro è innanzitutto un mezzo omologato per andar per strada:il tubo in gomma,deformandosi,restituisce più modulabilità,lo stesso vale per le sospensioni mai vere racing..a mio parere è ora di abbandonare questa concezione allineandosi alla concorrenza europea:sportiva senza compromessi!Per il turismo,compro un'altra moto!
DocSantalena - 18/02/2012 16:04
21. Parafrasando Verdone...
......un zacco bbbbella! ma costa un rene e d'estate devi avere le chiappe d'amianto per guidarla seduto, ergo......... buona per i masochisti
ristef - 10/03/2012 20:06
22. amore a prima vista
redazione,ragazzi..ciao bella la passione moto e propio per questo penso che la scelta di quest'ultima sia data dall'effetto visivo in primis che dà.insomma amore ed emozione a prima vista.io ho avuto sempre yamaha dall'r6 al modello r1 motore scoppi irregolari che comprai un anno fà e ho rivenduto per l'amore del 50th! che dire moto stupenda,divertente,in pista si guida davvero bene,in strada è perfettissima e alcuni "difetti"si possono oviare come gomme o freni mentre altri ce li teniamo come caldaia sotto le chiappe :)però per me resta la moto più bella del mondo! bello che la redazione provi pregi e difetti ma ovvio che ci saranno sempre pareri discordanti tra qual' è la migliore,la più potente,la più rifinita ecc ecc ma a questi livelli nonostante siano molto diverse tra loro,si assomigliano tutte in mano nostra,insomma ci si abitua e una volta avuto il "feeling" giusto sembra che la tua(mia)moto sia la migliore al mondo...bè per me è così,la moto si compra col cuore e allora si che la vedrete la più bella ma rispetterete tutte le altre per passione.ps:pastiglie e gomme stok son più stradali,basta un cambio veloce e tutt'altra moto...scusate il dilungarsi ma concludo dicendo che....VI Dò VIA A TUTTI! ahaaha scherzo! lampsss e grande andreaaaa :)
oscass68 - 20/10/2012 10:39