Prova scooter

Vespa LX e Vespa S 3V, 125 e 150

 

65 anni e non sentirli!

Un nuovo motore a 3 valvole, un look leggermente rivisto e il fascino di sempre. Questi i punti di forza delle nuove Vespa 3V, disponibili in due motorizzazioni: 125 e 150 cc, con prezzi a partire da 3.620 Euro

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Vespa LX e Vespa S 3V, 125 e 150
Eccola qui, 65 anni dopo il debutto, come se per lei il tempo non fosse mai passato. Quantomeno in termini di stile, perché nel cuore e nella tecnologia è cambiata eccome, da brava icona fashion: sempre al passo coi tempi.
Nel 1946, anno della sua nascita, Vespa ha introdotto un nuovo modo di spostarsi, puntando su praticità e facilità d’utilizzo, il tutto racchiuso in un innovativo concetto di carrozzeria portante, completamente in acciaio. Ma è inutile soffermarsi a decantarne le doti di simbolo di mobilità e del miglior design italiano: i diciassette milioni di esemplari che da 65 anni scorrazzano per il mondo parlano de sé: Vespa è lo scooter più venduto e amato in Europa e, al tempo stesso, il veicolo europeo più venduto negli Stati Uniti.

«Vespa è ciò che di più prezioso ha il Gruppo Piaggio. Dal 1946 ne sono stati venduti 17 milioni di esemplari, ma non vogliamo definirla “un monumento” perché è uno scooter sempre in evoluzione, a livello di tecnica e innovazioni.

Vespa 3V (1)

Crediamo molto in Vespa: è un prodotto unico e tecnologicamente avanzato, per questo abbiamo significativi programmi di espansione, anche in India e Vietnam, di produzione per il mercato locale.»
Ci spiega Tommaso Giocoladelli, Senior Vice President Marketing. «La produzione per l’Europa, invece, rimarrà ovviamente a Pontedera».

I nuovi motori a 3 valvole
Su Vespa LX e Vespa S 2012 debutta il nuovo motore Piaggio, declinato nelle cilindrate da 125 e 150 cc a iniezione elettronica; studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera.
Si tratta di un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa che vede l’introduzione delle 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico).
Nella versione da 125 cc la potenza è di 8,5 kW (11,6 cv) a 8.250 giri; la coppia massima di 10,7 Nm a 6.500 giro. Il fratello maggiore, da 150 cc, eroga una potenza di 9,5 kW (12,9 cv) a 7.750 giri.

Per il raggiungimento di un miglior rapporto tra prestazioni e consumi, i tecnici toscani hanno optato per la soluzione a 3 valvole poiché favorisce l’aspirazione, aumentando l’efficienza del motore rispetto al convenzionale 2 valvole. La nuova distribuzione permette quindi di migliorare i moti di carica della miscela nel cilindro e il processo di combustione è affinato dalla nuova posizione della candela, che garantisce al contempo un migliore raffreddamento degli organi interni alla testa, oltre ad una più semplice manutenzione, in quanto posizionata ora in maniera più accessibile.
Nuovi sono anche i valori di alesaggio e corsa (rispettivamente ridotti e incrementati), a favore della coppia e della prontezza al comando dell’acceleratore.

Nel cuore e nella tecnologia è cambiata eccome, da brava icona fashion: sempre al passo coi tempi.

Anche il sistema di raffreddamento è stato oggetto di studio, mediante simulazioni termofluidodinamiche, al fine di migliorarne il rendimento, ottenendo una riduzione della rumorosità meccanica e della potenza assorbita.
Altre novità sono l’avviamento elettrico a ruota libera, quindi più silenzioso, e la trasmissione automatica centrifuga a secco, anch’essa tarata con l’obiettivo di massimizzare le prestazioni e minimizzare i consumi alle basse velocità.

Diamo i numeri
Le novità e le modifiche apportate ai nuovi propulsori Piaggio le abbiamo viste nero su bianco, ma come si traduce tutto questo su strada?
Il 125 cc migliora la sua potenza del 7,1% e la coppia massima del 10,3%; il tempo per coprire l’accelerazione da 0 a 60 metri diminuisce del 2%, mentre la velocità massima aumenta del 2,2%.
Per il motore da 150 cc potenza e coppia massima crescono rispettivamente del 6,3 e 7,8%, con una diminuzione nel coprire l’accelerazione da 0 a 60 metri del 5% e un aumento della velocità massima del 3%.
Il tutto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, con un importante calo dei consumi: secondo i dati dichiarati dalla Casa, alla velocità di 50 km/h si percorrono 55 km con un litro di carburante, quindi circa il 30% in più rispetto al motore 2V della precedente generazione.
E buone notizie arrivano anche sul fronte della manutenzione: gli intervalli tra un tagliando e l’altro, sui precedenti modelli previsti ogni 6.000 chilometri, salgono ora a 10.000. Una sicurezza che viene dal milione di chilometri, tra prove al banco e su strada, macinati dai nuovi propulsori in fase di sviluppo.

Tondo o quadrato? Classica o sport?
E’ sempre lei. E il suo punto di forza in tutti questi anni è probabilmente proprio questo: la linearità, la fedeltà alle forme di successo, la non ricerca spasmodica del nuovo a tutti i costi.
Vespa è così, ed è così da sempre. E per non tradire le aspettative si propone in due versioni che vanno a rispondere alle esigenze del cliente più classico, con la LX dal faro tondo, o a quelle dell’utente più sportivo: il faro quadrato di Vespa S raccoglie l’eredità più sportiva dei modelli degli anni ’70 come la 50 Special e o la Primavera, le “small body” pensate per il pubblico più giovane.
Il Centro Stile Piaggio, per entrambi gli allestimenti, si è concentrato in particolar modo sulla "cravatta", cioè quella copertura centrale in rilievo che corre dal manubrio fino al parafango, uno dei punti di distinzione di Vespa. Il frontale abbandona leggermente le rotondità della precedente versione, a favore di un tocco più moderno. Alcuni particolari cromati della LX, quali la mascherina che cela l’avvisatore acustico o la cresta fissata sul parafango, riportano alla memoria le Vespe storiche.
Su Vespa S, invece, le cromature hanno lasciato il posto a finiture nero opaco, proprio per sottolinearne il carattere più dinamico.

Rivista su entrambi i modelli anche la strumentazione
, ora più leggibile e che include tachimetro e contachilometri, indicatore del livello carburante, orologio digitale e tutte le spie luminose di servizio quali indicatori di direzione, fari anabbaglianti e abbaglianti, riserva del carburante e livello olio motore e lubrificante. Su Vespa LX 125 e 150 3V, dotata di serie dell’antifurto immobilizer, è presente anche il LED luminoso. Anche per la strumentazione, sulla versione S, il tutto cromato della LX è stato rimpiazzato da una cornice nero opaco.

Nel retroscudo troviamo un vano portaoggetti utile a riporre piccoli oggetti di uso quotidiano, il sottosella può ospitare un casco jet, e il gancio portaborse “aiuta” nello sfruttare una pedana non proprio ampia e pratica, ma che sfoggia una nuova copertura in plastica sulla quale fa bella mostra di sé un importante logo Vespa.

Tradizione e innovazione

Alla ciclistica, secondo la più classica delle tradizioni Vespa troviamo, per la sospensione anteriore, il monobraccio laterale con ammortizzatore a doppio effetto. Monobraccio introdotto “un tempo” per rendere immediata la sostituzione del pneumatico anteriore in caso di foratura. Al posteriore, invece, un ammortizzatore con molla a doppio effetto permette la regolazione del precarico su 4 posizioni. Immancabile anche su Vespa LX e S 3V la storica struttura portante in acciaio che funge da telaio. I cerchi sono in alluminio a cinque razze: l’anteriore da 11” calza pneumatici da 110/70, mentre il posteriore da 10” da 120/70, entrambi tubeless.
L’impianto frenante adotta un disco anteriore da 200 mm e al posteriore un tamburo da 110 mm.

Il video


La prova

«A me Roma piace moltissimo: una specie di giungla tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene».
Così la definiva Marcello Mastroianni ne “La Dolce Vita”.
Non è così che l’abbiamo trovata. Una giungla sì, ma dal caldo soffocante e trafficata come non mai. Perfetto: terreno di battaglia ideale per la nostra prova. Se da ferma sul cavalletto sembra piccina sì, ma cicciotta quanto basta, in sella la sensazione è quella di esser poggiati su una libellula: fattore indubbiamente a favore della maneggevolezza, ma che va a discapito dell’abitabilità per chi proprio minuto non è. Il manubrio è stretto, basso e un po’ troppo vicino al guidatore. Problema risolvibile spostandosi indietro sulla lunga sella, ma che si ripropone nel momento in cui ci si ritrova a viaggiare in due.
Lo scudo è vicino alle ginocchia e la pedana non è particolarmente spaziosa: il tutto si traduce, coadiuvato da una sella decisamente bassa (785 mm da terra), in una scarsa dose di comfort per chi supera il metro e settanta.
Ma, come premesso, una delle peculiarità di Vespa è proprio quella di essere piccola, compatta e di divincolarsi quindi nel traffico con l’agilità di un insetto! In una Roma particolarmente congestionata è stato un piacere zigzagare tra le auto incolonnate e poter godere, al contempo, delle meraviglie che la Città Eterna riserva a ogni angolo e che per tutta la durata del test ci hanno sfilato accanto. Del resto il connubio Vespa e Roma pare non voler accennare a perdere nemmeno un minimo del suo storico fascino.

Come va?
Le due nuove motorizzazioni risultano, come da promessa, più scattanti rispetto alle precedenti soluzioni a 2 valvole, soprattutto il 125 per quanto riguarda lo spunto, il 150 invece per l’allungo.
L’impianto frenante pecca leggermente di fruibilità: nonostante il peso da fermare sia esiguo, gli spazi d’arresto sono lunghi, a meno che non si vada ad agire in maniera decisa su entrambe le leve.
Il rischio di bloccaggio però è nullo e, a ben guardare, le caratteristiche di frenata vanno a favore dei neofiti, evitando spiacevoli situazioni di panico.
A quando un bel sistema ABS di tutto punto anche per la Vespa, che fino ad ora è andato ad equipaggiare solo la GTS 250? L’abbiamo chiesto ai tecnici di Pontedera, che ne giustificano l’assenza con la scarsa richiesta da parte del pubblico italiano.

La prova del sampietrino
Proprio per il vincolo che da sempre la lega a Roma, la nostra Vespa non poteva esimersi dalla temuta prova del sampietrino. La scocca in acciaio e le sospensioni (soprattutto quella posteriore) svolgono un buon lavoro nell’incassare le asperità del terreno, ma le piccole ruote, nelle buche più dure, soffrono un po’.  A velocità più sostenute l’anteriore non trasmette la sicurezza che si vorrebbe ma, del resto, Vespa rimane un mezzo dall’uso prettamente cittadino e quindi forse, ad onor della tradizione, potremmo chiudere un occhio riguardo alla ormai obsoleta forcella monobraccio… Qualche piccolo difetto lo si può perdonare, alla più bella del Reame.

La gamma

La nuova gamma Vespa LX è formata da 4 modelli: il 125 3V, il 150 3V e due motorizzazioni di 50 cc, una a 2 tempi, l’altra a 4 tempi e 4 valvole, entrambe raffreddate ad aria.

E’ sempre lei. E il suo punto di forza in tutti questi anni è probabilmente proprio questo: la linearità, la fedeltà alle forme di successo, la non ricerca spasmodica del nuovo a tutti i costi

La gamma colori prevede (per tutti i modelli) cinque tonalità differenti: Nero Vulcano, Montebianco, Rosso Dragon, Blu Midnight, Verde Portovenere. Le stesse caratteristiche tecniche di Vespa LX si trovano immutate sulla serie speciale più protettiva e adatta agli spostamenti fuori dalla metropoli, denominata Touring, disponibile nella variante cromatica Marrone Terra di Toscana.

Vespa S è disponibile nelle cilindrate di 50 cc (con motore a 2 tempi o a 4 tempi e 4 valvole), 125 e 150 cc, queste ultime due dotate dell’innovativo motore a 3 valvole alimentato a iniezione elettronica.
Quattro le varianti cromatiche a disposizione: Nero Lucido, Montebianco, Rosso Dragon, Azzurro Mediterraneo. La versione speciale Sport è disponibile in Nero Abisso.

I prezzi franco concessionario
Vespa LX 125 3V: 3.620 euro
Vespa LX 150 3V: 3.820 euro

Vespa LX Touring 125 3V: 3.790 euro
Vespa LX Touring 150 3V: 3.990 euro

Vespa S 125 3V: 3.770 euro
Vespa S 150 3V: 3.970 euro

Vespa S Sport 125 3V: 3.850 euro
Vespa S Sport 150 3V: 4.050 euro

Gli accessori
Di seguito un elenco degli accessori disponibili per personalizzare le nuove Vespa 2012:
Bauletto in tinta con il veicolo e dotato di logo Vespa cromato in rilievo, ha una capacità di 32 litri.
Borsa interna per bauletto realizzata in pelle e cotone intrecciato.
Poggiaschiena per bauletto. Disponibile sia in abbinamento alla sella di serie, sia a quella in pelle, prevista come accessorio.
Parabrezza realizzato in metacrilato antiurto e antischeggia, da 4 mm di spessore.
Cromature: disponibili diversi accessori cromati, come il portapacchi anteriore e posteriore, la protezione perimetrale delle scocche e quella del parafango anteriore. Tutti arricchiti dal logo Vespa inciso a laser.
Cupolino con vetro trasparente o fumé.

Vespa 3V (10)


Tappetino per proteggere la pedana e per assicurare aderenza.
Telo copriveicolo per proteggere Vespa quando non viene utilizzata.
Sella in vera pelle, realizzata artigianalmente con materiali di qualità, disponibile in rosso scuro o tabacco.
Manopole realizzate in alluminio ricavato dal pieno e rifinite con eco-pelle, disponibili nei colori rosso, nero e marrone.
Telo coprigambe per proteggersi dal freddo. È dotato di coprisella e antifurto integrato.
Antifurto elettronico con cablaggio dedicato.
Antifurto meccanico: sistema di blocco del manubrio. Quando non utilizzato rimane fissato tra sella e pedana, senza togliere spazio al sottosella.


Pregi
Maneggevolezza | Estetica | Finiture
 

Difetti
Abitabilità | Capacità di carico


19/06/2012


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Sono stati inseriti 14 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Mi dispiace ma...

    ... non riesco a "digerirla". Sarò un inguaribile romantico ma per me lei rimane quella di una volta, l'ET3 o la PX, la Primavera o le altre ma con "quel" telaio lì. Capisco che siamo nel 2012, ma quando vado in giro con la mia PX 125 (classe 1979) la gente la guarda. La nuova... forse tra 40 anni, chissà! Cmq FORZA VESPA!

  • 2. La vespa è sempre lei??

    Ma dove??
    Io non sono mai stato un grande estimatore della Vespa, ma cavolo, almeno quelle vecchie avevano le marce a mano.
    Queste nuove senza più nemmeno quelle sono una tristezza.
    La Vespa senza le marce NON è una Vespa.
    A questo punto preferisco la Lml. Tolto il nome, quella si che è una Vespa.

  • 3. 65 e non sentirli?

    Ti credo che dopo 65 anni non li sente,queste "vespa" non hanno nulla in comune con la vera Vespa Piaggio.Si hanno le linee i fari che le ricordano fortemente,ma in sostanza nulla è come prima.Come difetto date l'abitabilità e la capacità di carico,e gia qui si può disquisire per ore,la vespa è famosa per la sua abitabilità e comodità ,e con l'ausilio dei portapacchi diventa una monovolume,e gia qui non c'entra nulla con la vera vesione della vespa.Il motore come l'attaccocco della forcella anteriore erano a destra e non a sinistra,il motore era a marce manuale,e non automatico.Adesso ditemi che sono retrograda,antico,conservatore, e vi rispondo che è così e ne sono orgoglioso,vengo da un paesino della Basilicata di poche migliaia di persone,nato in una famiglia di contadini,che con la vespa ci viveva tutti i giorni e ci faceva di tutto.Di tutto intendo che mio nonno ci andava a lavorare in campagna tutti i giorni 365 gioni l'anno,e ci tornava carico come un mulo di legna da ardere,e di frutti della terraper mangiare,poi la sera si usava per andare a giocare a carte in paese con gli amici reduci della guerra,sempre se uno dei figli non glie la prendeva per andarci in giro a divertirsi.Poi arrivarono gli anni 80 e di vespa in casa ne avevamo due,quella stanca del nonno,ma sempre presente,e quella di mio zio un PX 200,che quando arrivava l'estate,si girarva in tre e con l'angurie nel portapacchi posteriore e la legna per fare il falò al mare,nell'anteriore.Questo è la vespa per noi nostalgici,mezzi indistruttibili,comodi,in arrestabili,e pieni di bei ricordi di vita vissuta intensamente con poco,perchè la vespa era il simbolo della gente che lavorava e si divertiva con poco,perchè all'epoca s'aveva poco e ci bastava.Io oggi possiedo ancora la vespa PX 200 anno 81 e quella del mio nonno la possiede mio zio ancora funzionano e le usiamo con lo stesso spirito di allora,e le facciamo lavorare come allora.Adesso faccio una domanda a chi le ha testate queste "vespa" di oggi secondo voi riuscirebbero a sopportare in un anno quello che sopportavano le vespa piaggio che possiedo io con la stessa intensita e la stessa frequenza d'uso,e senza tralasciare che la vespa di mio nonno e di mio zio andavano in mano ad adolescenti scalmanati?
    In conclusione a mio modesto parere,e ripeto a mio modesto parere,senza voler offendere nessuno,ma chi ha pubblicato questo articolo,o lo ha fatto a scopo di lucro perchè ci deve vivere ed è giusto,o non ha mai posseduto una vespa,perchè non ha nulla a che vedere con la vespa di 65,50, e 30 anni fa sotto tutti i punti di vista.
    Spero di ricevere delle risposte da chi ha effettuato il servizio,solo per curiosità e per vedere se i punti di vista sono gli stessi o siamo agli antipodi,nel fratempo chiedo scusa se ho offeso qualcuno,sono solo un appassonato che la vespa la vissuta veramente.
    Un lampeggio
    Maurizio

  • 4. Maurizio

    Caro Maurizio,
    nessuno "scopo di lucro", semplicemente l'esigenza di contestualizzare il mezzo in una situazione che non è più quella che descrivi tu.
    Le esigenze sono cambiate, e il mercato con esse, inevitabilmente.
    Quando parlo di richiami al passato e tradizione mi riferisco principalmente all'estetica, al voler mantenere quelle linee guida tanto amate dai vespisti come te.
    Il resto invece è cambiato eccome, come darti torto?
    Lo sottolineo nel pezzo e ripeto... inevitabilmente.

    Un caro saluto,
    Cristina Bacchetti

  • 5. manca il disco dietro...

    dopo tanti anni ancora il tamburo dietro, con 1 leva durissima da azionare per ragazzine e donne, ragazzi ..bella la vespina..ma che ci voleva mettere il disco dietro... molto più sicura e con meno sforzi per le dita. anche i cinesi fanno meglio....

  • 6. Sinceramente...

    ...Meglio così!!!! Io sono felice possessore di una Vespa 50 r del 1977 e di una gts stracarica di km del 2005: Premesso che la prima è stato il mito dei miei 14 anni e mi ha portato un po' ovunque nei dintorni di torino ( non la venderei neanche a peso d'oro), con la gts ho fatto cose eccezionali come viaggi in 2 stracarichi per la corsica e quest'anno si andrà in camargue, il tutto stando sui 30 con un litro e potendo usarla come uno zip in città per andare all'uni, senz contare che l'unico problema avuto è stato la sostituzione della batteria dopo 7 anni di onorato servizio! Stile, comodità, resistenza meccanica e di carrozzeria, semplicità di manutenzione (tranne cambiare la cinghia e le massette del variatore gli altri interventi di manutenzione programmata li ho fatti io!!), economia d'esercizio e versatilità d'uso.... le stesse caratteristiche della vecchia, tranne la comodità che era un'utopia. Credo che il variatore sia stato una manna invece perchè le ha permesso di continuare ad avere un alto volume di vendite, altrimenti a marce sarebbe stata acquistata solo da qualche nostalgico... insomma, per me che ho 25 anni la vespa giusta per questi anni è proprio questa, e non mi si venga a raccontare che è uno scooter come altri perchè gli altri ce li mangiamo a colazione...

  • 7.

    Questa roba qua non è una Vespa... la Vespa vera è il PX, la Primavera, il TS, il Rallye, la Sprint Veloce, il GL, il GS... questa non è una Vespa. Lo dice uno che ha avuto molte moto... ma il mio P200E è sempre l'ammiraglia... semplice, va sempre, si ripara con poco, trasporta di tutto, sempre CON STILE. Gli indiani di LML l'hanno capito, ed hanno sviluppato il 4T. Colaninno quando si sveglia?

  • 8. vespa si

    mi fa sempre sorridere l'accanimento contro le nuove vespa, non capisco cosa ci sia da lamentarsi visto che il px è tornato in produzione e c'è anche lml
    per esempio io che non carico legna o angurie sugli scooter apprezzo l'automatico, in città molto meglio che smanettare in continuazione col cambio, ricordo che automatico non è monomarcia ma fa lui il lavoro sporco di dover adattare il rapporto, non mi sembra che il cambio della vecchia vespa possa trasmettere chissà quale piacere di guida, certamente è più robusto e non richiede praticamente manutenzione..
    la scocca metallica poi, anche se con qualche plastica in più, da continuità nella filosofia e distingue la vespa dagli altri scooter moderni..
    per non parlare poi della miscela che è fascino su un mezzo prestante ma solo puzza su uno scooter...
    senza offesa naturalmente ognuno ha il diritto di preferire il mezzo che vuole!

  • 9. Nostalgia pura

    Sono un appasionato vespista, ma non di quelli che girano davanti ai Bar. Ho viaggiato con qualunque condizione climatica (da -8 a +44). Ho percorso più di duecentomila chilometri con quattro Vespe, due PX , una Gt 200 l' attuale Gts 250. Bene, posso dire, con cognizione di causa, che le Vespe di nuova generazione vanno molto bene, reggono le andature richieste dal traffico di oggi, sono ecologiche, sicure e soddisfano per la qualità delle prestazioni.
    Il motore laterale, il cambio manuale, le ruotine da 10" sono solo nostalgia pura, che comunque si può soddisfare comprando una nuova Px ancora in produzione.
    Tuttavia, la Vespa è nata come un mezzo moderno, e deve continuare a rimanere tale, altrimenti non avrebbe un futuro. Sarebbe roba per nostalgici e foto seppiate.
    Ben vengano le nuove tecnologie! Faranno aumentare le quotazioni delle Vespe d' epoca.

  • 10. la Vespa è sempre la Vespa

    è sempre la più bella. sarò un nostalgico (visti anche i miei 46 anni compiuti) ma se vedo in giro una ET3 mi volto e l'ammiro. lo stesso per un 50 special. vedo una tanto discussa ET4 e concludo che ha una linea ancora al passo con i tempi (forse perché la Vespa è al di la dei tempi).
    Insomma, la Vespa è intramontabile.
    Se solo costasse un pochino meno (ma forse diverrebbe come i suoi cloni del far-east)

  • 11. Precisazione

    Volevo dire grazie alla Signorina Cristina Bacchetti,per la gentile precisazione.
    Rispondendo al commento 8,ci tenevo a precisare che il mio non è accanimentio contro la vespa nuova,è solo un precisare che a mio modesto parere non c'entrano nulla l'una con l'altra.Giustamente viviamo in una società diversa da allora con esigenze diverse molto diverse.Che somaticamente si assomiglino è vero,ma è anche vero che sono cambiate radicalmente tra loro,le nuove vespa.Sulla comodità del cambio ti garantisco che era tutto,ma tranne che comodo e funzionale,anzi dovevi vedere quando si rompevano i cavi e se non conoscevi " l'anatomia" del mezzo era dura mettergli la seconda direttamente picchiando sul cambio.Non parliamo della miscela che quando non la trovavi,te la dovevi fare tu con olio e benzina.Sto solo dicendo che era un mezzo eccellente, che a differenza di quello di oggi era molto comodo ed aveva un'ottima capacità di carico e dopo 65 anni non si possono paragonare perchè sono totalmente diverse.Però ci provano a propinarrmela come se fosse allora con le foto della nuova vespa sullo sfondo di Roma che è un classico.Io avrei capito se per esempio la nuova vespa avesse in dotazione la ruota di scorta,variatore,motore a destra freno a disco è giusto ti rimane un'impronta che ti distingue che richiama il mito ma contestualizzata nell'era che viviamo.Ma ha il motore a sinistra forcella a sinistra non ha la gomma di scorta,non è spaziosa e comoda,non ha una grande capacità di carico,hanno perso il DNA eil filo conduttore con il passato,per me sono due mezzi diversi.Guardate la Porsche sono anni che vive di luce propria è sempre al passo con i tempi e le innovazione,come ne vedi una sai che è lei,ma non ha mai perso il suo carattere,il suo DNA,la filosofia di una linea che è diventata un marchio,un icona.
    Ecco io la vedo così,o meglio mi sarebbe piacioto che fosse così
    Un lampeggio a tutti
    Maurizio

  • 12. sempre e comunque...

    Ho avuto tre Vespe "nuova epoca" (una gt200 e due lx150, ultima che uso tutt'ora): con loro fatti a oggi 80mila km e parecchie vacanze d solo e in due.... piene di difetti cronici, forse, ma resta un mezzo soprattutto bello e per chi ama le due ruote tutto l'anno (non possiedo la macchina!) non ce n'è per nessun altro scooter (pur avendo avuto un Honda sh150...); per curiosità ho tenuto per qualche mese una vecchia px125.... ma ragazzi, già quelle nuove sono discretamente ballerine sulle meravigliose strade di Torino: simil Beirut post bellica! ma la vecchietta era davvero, come dire per non offendere nessuno, imbarazzante: mi chiedo ome mio babbo sia andato fino a Parigi, ma forse un tempo quello c'era e di quello ci si doveva accontentare!
    Vespa sempre e comunque ;-)

  • 13. Con la vespa ti girano gli occhi......

    A me piace...
    Ho un primavera, un et3 e due px (150 e 200). Ci ho fatto un mare di km!! (tra cui 6 elefantentreffen, qualche volta in croazia e quasi ogni domenica al mare..) e continuo a guidarle sempre volentieri ma capisco pure che viviamo nel 2012!! Per un utilizzo quotidiano, questi nuovi vespa automatici sono ottimi!! e lo stile, sia pur diverso.. resta inconfondibile! Tutte ste critiche proprio non le capisco..

  • 14. Nuova Vespa, ma basta Tamburo

    Riprendo e sottolineo quanto detto sopra da TM, nuovo motore nuova vespa e vecchio TAMBURO posteriore...che azionato a mano è più duro rispetto del freno a pedale. Delle due l'una o si mette il pedale o - soluzione migliore- si mette un Bel disco dietro, e tantoi che ci siamo aumentiamo in diametro di quei cerchi almeno portiamoli entrambi a 12' piuttosto che 11'ant e10' post.
    Capisco che così facendo il gts nn lo vendon più a nessuno, però la vespa "a da esse 1a sola!"

 
IN BREVESono stati utilizzatiCasco Caberg Riviera
Giacca Tucano Urbano
Guanti Alpinestars
Scarpe Forma

Maggiori informazioniScooter: Vespa LX e Vespa S 3V, 125 e 150 cc
Data pubblicazione: Giugno 2012
Luoghi: Roma Meteo: sole, 30°C

Foto Milagro
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