PROVA STRADALE

APRILIA Pegaso 650 Strada

Fun-bike

Durante la presentazione della Pegaso 650 Strada, gli uomini Aprilia hanno più volte fatto riferimento al concetto di Fun-bike per descrivere la nuova creatura di Noale

Non è una motard pura la Pegaso Strada, non è neanche una enduro, è una splendida moto da usare quotidianamente, per andare al lavoro, ma che all’occorrenza si sa trasformare in una duttile compagna di viaggio. Se il viaggio poi consiste in una sgroppata con gli amici, ecco emergere il concetto di fun bike.

Il look si avvicina alle ultime tendenze del mondo motard (per chi è a digiuno di gare, Aprilia è campione del mondo in carica Supermoto classe S2) ma senza le esasperazioni tipiche delle moto più specialistiche.

Personale nel design, la Pegaso sfoggia un bel cupolino di ispirazione classica, nel senso che il responsabile del design Maurizio Carbonara ha preso spunto dagli elmi dei soldati greci per definire l’estetica di questo particolare.
Piacevolmente “dinamici” i tratti che caratterizzano la fiancata, con una grafica, che in particolare nella colorazione con base arancio denominata Sunset red, mette in risalto il profilo stilizzato del Leone, simbolo di Venezia.
Svelto il posteriore con il gruppo ottico a Led ed il doppio scarico a incattivire quel tanto che basta senza sconfinare nel “troppo carico”.
Effetti speciali per i cerchi, che riprendono il design di quelli della RSV Factory e per l’impianto frenante Brembo che ostenta un bel padellone flottante da 320 mm con pinza a quattro pistoncini davanti, ed un disco da 240 mm con pinza a doppio pistoncino dietro.

Che i concetti delle motard più dure e pure, qui siano stati filtrati, lo si nota sbloccando elettricamente (tramite un comodo pulsante sul manubrio) il coperchio del vano portaoggetti posizionato sul serbatoio. Chicca irrinunciabile se si intende utilizzare quotidianamente la moto. Pensate solo al telepass, oppure al biglietto dell’autostrada per non dire al cellulare o al telecomando del cancello. Non contenti all’Aprilia sono riusciti a ricavare un vano sottosella di tutto rispetto (ci si riesce ad infilare anche un tuta antipioggia) cosa non semplice considerando la presenza degli scarichi alti.

Una splendida moto da usare quotidianamente
Una splendida moto da usare quotidianamente

Il livello di finitura è più che buono, tenendo conto in particolare di quello che offre la concorrenza. Ottime le verniciature e gli assemblaggi, più criticabile la scelta di qualche plastica. Nel complesso il rapporto qualità prezzo è decisamente vantaggioso, i 6.990 Euro rapportati ai contenuti ed alle prestazioni rappresentano tutt’altro che una richiesta esosa.

Il motore della “Strada”, non è più il conosciuto Rotax, bensì il Minarelli Yamaha (quello che monta anche la XT 660X per intenderci) con specifiche modifiche richieste dai tecnici di Noale.
Il monocilindrico quattro valvole raffreddato a liquido eroga 50 cv a 6.250 giri, potenza più che sufficiente, considerati i 170 kg di peso dichiarati.
L’alimentazione è affidata ad un moderno impianto ad iniezione elettronica, mentre la lubrificazione è a carter secco. Un contralbero ha il compito di attenuare le vibrazioni tipiche del monocilindrico.

Il telaio della Pegaso è un classico monotrave in acciaio, mentre per le sospensioni i tecnici di Noale hanno dotato la Pegaso di una forcella anteriore teleidraulica con steli da ben 45 mm, mentre dietro è stato montato un mono Sachs a gas regolabile nel precarico ed in estensione.

Decisamente stradale, l’impronta a terra fornita dagli pneumatici Pirelli Diablo nelle misure: 110/70 anteriore e 160/60 posteriore, montati su cerchi da 17 pollici.

La posizione di guida richiama alla mente…ma anche alle parti basse, il DNA enduristico della “Strada”. Sella ampia e ben imbottita, manubrio largo e pedane non troppo arretrate. L’altezza da terra della sella è di 780 mm, ma per i più attrezzati in cm è disponibile una versione da 820 mm.
Appena saliti il sella non si può non apprezzare il moderno quadro strumenti analogico-digitale, atipico per la categoria, con il contagiri ed il display multifunzione, comodamente gestibile da un pulsante posizionato sul blocchetto sinistro.

Bastano pochi chilometri in sella alla Pegaso Strada per coglierne il profilo di moto amichevole, cioè facile per chiunque. Leggera ed agilissima, con un motore dall’erogazione lineare, la “Strada” difficilmente può creare disagio, anche al neofita.
La posizione di guida, permette un controllo della moto perfetto, anche per i meno dotati di manico.
Gli smaliziati, invece, noteranno una ciclistica molto equilibrata e dai tempi di reazione nulli.
Bastano poche curve in sequenza, per accorgersi della rapidità con cui la “Strada” si fa sbattere di qua e di la, senza soffrire della ben che minima incertezza. L’appoggio garantito dalle coperture stradali permette di fresare letteralmente le pedane, senza che si evidenzi qualsivoglia perdita di aderenza. L’equilibrio espresso dalla Pegaso permette di correggere le traiettorie (non tutte le ciambelle vengono con il buco!) anche quando, a moto inclinata, potrebbe sembrare che ci sia poco da fare. Una toccatina al freno dietro e lei si lascia condurre su nuove linee senza batter ciglio. Aprire o chiudere le curve, con lei è un gioco da ragazzi. Aprilia conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la grande capacità nella definizione della ciclistica delle proprie moto.
Il motore da parte sua, mostra di avere carattere, e sui percorsi misti permette una “condotta spigliata” senza per forza dovergli tirare troppo il collo. L’erogazione risulta pulita dai 2.500 giri, regime dal quale si po’ spalancare senza troppe remore. L’accensione di una spia luminosa (registrabile) avverte l’approssimarsi dell’intervento del limitatore posto a 7.000 giri. 

L’impianto frenante durante tutto l’arco della prova, si è comportato egregiamente, in particolare l’anteriore che ha mostrato di non soffrire in alcun modo i maltrattamenti a cui l’ho sottoposto. La leva è priva di regolazione (optional quella registrabile) e per i miei gusti è un filo lontana, mentre la modulabilità non è al top, mostrando un intervento abbastanza brusco, ma sono due particolari a cui si fa l’abitudine nel giro di pochi chilometri. D’altro canto la potenza del disco anteriore permette spazi d’arresto limitati e costanti, pregio molto importante. Dopo svariate ore alla guida di questa Aprilia, non posso che apprezzare la leggerezza dei comandi, in particolare la frizione si distingue per la dolcezza nell’utilizzo, così come il cambio che si dimostra leggero, rapido e preciso negli innesti.

Il look si avvicina alle ultime tendenze del mondo motard

Il freno posteriore è decisamente più modulabile sia nella prima parte della frenata che durante tutto l’arco di utilizzo. Unico difetto che gli si può attribuire è il posizionamento molto alto della leva, che costringe il pilota a dover alzare troppo il piede per servirsene.

 I chilometri percorsi in sella alla Pegaso Strada, fanno emergere anche uno dei difetti tipici di questo genere di moto, la scarsa protezione dall’aria. Difetto a cui si può porre rimedio, montando il cupolino rialzato (regolabile in altezza) optional pensato per chi vuole utilizzare questa moto anche per viaggi più impegnativi. A riguardo nella lista degli optionals, per trasformare in compagna di vacanza la Pegaso Strada, figura un set di borse semirigido, un copri serbatoio con relativa borsa ed un bauletto.

Pur essendo in presenza di un monocilindrico, motore che produce quantità industriali di vibrazioni, devo ammettere che il propulsore della Pegaso Strada si comporta davvero bene. Il contralbero svolge il suo compito al meglio e le uniche vibrazioni fastidiose sono presenti sul serbatoio, mentre la situazione per quanto riguarda pedane – sella – manubrio è alquanto positiva.

 

Pregi
  • Estetica piacevole | Rapporto qualità/prezzo | Doti dinamiche
  •  
Difetti
  • Posizionamento delle leve
Al semaforo
  • Una moto dall’estetica attraente e dai contenuti evidenti...guardatela ferma al semaforo, perchè dopo due curve sarà sparita
  •  

 

Sono stati inseriti 3

Commenti

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  • 1. pegaso

    ok
    robigno -
  • 2. per i più alti?

    qualcuno sa come si trovano in sella centauri oltre i 190cm? sarei grato di una risposta...
    rostellaro -
  • 3. per i più alti?

    io sono 1.90 e la sto usando x prendere la patente. non te la consiglio: gambe rannicchiate, pedale del freno in posizione acrobatica e pedale delle marce non molto comodo.
    jack6966 -

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