Trentamila al raduno dello Stelvio




Sono stati almeno trentamila i motociclisti che hanno invaso la Valtellina. Il punto di partenza è stato il paesino di Sondalo quello di arrivo, ovviamente, il Passo dello Stelvio. Una strada bellissima e celeberrima per tutti gli amanti delle due ruote, che nella giornata di domenica si sono goduti i tornanti in tutta sicurezza senza le auto, bandite dal passo per un giorno.
Noi siamo partiti sabato pomeriggio da Viale Sarca, a Milano, vicino alla sede Pirelli\Metzeler. Curioso, ma non certo strano, il fatto che tutti i presenti avessero una “zavorrina” con sé.
Le moto a disposizione erano la Yamaha Super Ténéré Worldcrosser, l’Honda Integra e il mega-scooter T-Max. A noi è stato assegnata l’enduro stradale della di Casa Yamaha.


Sabato


Via, tutti in sella. Al posto di scegliere la sempre trafficata e piuttosto noiosa strada che passa da Lecco e Sondrio, si è deciso di imboccare l’autostrada, uscire a Seriate (BG) per poi proseguire verso Costa Volpino, quindi su per l’Aprica e giù fino a Bormio, nostra destinazione del primo giorno. Una breve sosta in albergo e si riparte nuovamente, questa volta per Sondalo, il cuore del raduno.

La folla dei partecipanti è come al solito una delle più eterogenee. Motociclisti di tutte le età, di tutti i generi e con ogni tipo di moto: dall’harleysta con il gilet in pelle, alla coppia vestita in coordinato seduta compostamente su una BMW, fino ai “corridori” più accaniti con tanto di cresta sul casco e saponette limate.


Ad un primo sguardo quest’insieme così eterogeneo pare un un’accozzaglia di motociclisti senza stile né senso. Ma basta allargare il campo e osservare questo quadro nella cornice di una giornata in moto su una delle strade più belle d’Italia e allora, allora si capisce che c’è un’armonia d’intenti e un comune sentire legati dalla passione per le due ruote.


La festa

delle luci


Gran parte dei presenti tenevano legate alla cintura delle caraffe di plastica color verde acido. Di tanto in

tanto la ricaricavano di birra o di qualche altra bevanda. Caraffe, che poi sono diventate anche souvenir, dato che nel viaggio di ritorno più di una moto le aveva legate dietro.


L’evento clou della serata è stata sicuramente la “festa delle luci”: una sfilata di ogni tipo di moto. I partecipanti, la maggior parte dei quali totalmente sprezzanti delle norme di sicurezza, sfrecciavano tra la folla curiosa, cercando di stimolarli con urla e soprattutto facendo ben udire il rombo dei motori.
Probabilmente, più che chiamarla festa delle luci, sarebbe stato meglio optare per “festa della marmitta” o “festa del rombo”, dato che sembrava una gara a chi avesse la moto più rumorosa.
La cosa che ha colpito particolarmente è quanto fosse partecipe e coinvolto il pubblico di tutte le età.

Al termine della sfilata, che al dire il vero non è mai veramente finita, di nuovo tutti in albergo.


Domenica

Il giorno dopo ci attendeva la gita sullo Stelvio. E così, partenza alle 9.30 e via verso il Passo. Tornante dopo tornante la temperatura scende e il fresco rende ancora più piacevole il paesaggio ci si presentava. Qualche anno fa, i presentatori del programma britannico “Top Gear”, a bordo dei loro bolidi, avevano definito la strada che porta allo Stelvio come “ la strada più bella del mondo” e forse non avevano tutti i torti.


Dopo una breve sosta su al passo, si ritorna in fretta giù a Sondalo, il “villaggio” è ormai quasi

deserto e quel che rimane del raduno sono pochi stand, e tante caraffe di plastica.

Ad attenderci a Sondalo c'è una sorpresa: una gita in elicottero. Il paesaggio visto dall’alto fa tutto un altro effetto e sembra quasi di poter toccare le montagne che circondano la vallata.

Atterriamo con sorrisi da bambini stampati in volto. Tutti a pranzo, poi in sella, si torna a Milano, la vacanza è finita.


In questo fine settimana, insieme a motociclisti di tutti i tipi abbiamo celebrato il mito della moto. Ci vediamo alla trentasettesima edizione.

 
Fabrizio Partel

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