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l'editoriale di nico

Nico Cereghini: “Pirovano, che passione!”

- Fabrizio si fa voler bene: basta guardarlo per capire quanto ha amato e ama la moto. E’ stato campione mondiale Supersport e tra i primi italiani a correre nella SBK dopo aver esordito nel motocross

Ciao a tutti! Fabrizio Pirovano è un pilota che si è fatto molto apprezzare soprattutto in SBK: vincente con la Yamaha fin dalla prima edizione del campionato mondiale, anno 1988, e campione della Supersport (Suzuki) dieci anni dopo. Oggi sta facendo una gara molto più impegnativa, contro una malattia che però non lo ha piegato di un millimetro: i suoi occhi azzurrissimi e il suo sorriso sono lì a dimostrarlo. Fabrizio ha tre figli, l’ultimo di 21 mesi, e per festeggiare il compleanno numero 56 gli abbiamo fatto una bella festa a “Ciapa la moto”. Con Cadalora, Gramigni, Haga, Falappa e tanti altri. E la faremo anche l’anno venturo.


La moto preferita?
«La FZ col telaio di ferro dell’88, la prima, manubrio rialzato perché venivo dal cross e andavo meglio così. Secondo posto nel mondiale e vittoria a Le Mans in gara 1. Avevo provato anche il telaio d’alluminio per la SBK, ma non mi piaceva. Peccato che così restava lo spazio solo per i carburatori piccoli, e pagavamo qualcosa in potenza».


La vittoria preferita?
«Tutte quelle di Monza». E pensa alla doppietta ‘90 e ’92.


Il suo preparatore storico, Peppo Russo, ricorda l’esordio di Donington ‘88
«Prima gara della storia SBK e quarto posto in gara 2 davanti a Joy Dunlop con la RC 30. Vinse Lucchinelli con la 851, e pensa che il sabato sera eravamo ancora lì a inventarci il link posteriore. Perché bisognava adattare il retrotreno al telaio di ferro, e le biellette le abbiamo costruite lì sul posto».


Che tempi! Giancarlo Falappa conferma che in pista erano spallate, ma poi si andava a bere una birra insieme. Cadalora e Gramigni sono andati un paio di mesi fa con Fabrizio al Ranch, invitati da Valentino. «I medici –dice il Piro- non mi han lasciato correre, ma la prossima volta lo faccio. Troppo bello». Gli altri due ci hanno preso gusto, al punto che Luca si è già fatto una Yamaha 450 da flat track e Alex conferma: «All’inizio ci davano trenta secondi al giro, logico, sono lì tutti i giorni. Ma adesso il gap è sceso a sei secondi».


Tutti e tre concordano: “in Valentino Rossi ritroviamo la nostra passione”. Per farli contenti, Vale si è inventato lì per lì la classifica degli “over 40” e mandare la coppia Gram-Cadalora subito sul podio, fin dall’esordio al Ranch.

Chiedo a Fabrizio: cosa pensi del finale di stagione 2015 in MotoGP? “Fossi stato io – sbotta - Marquez lo avrei buttato direttamente nel fosso”. Nori Haga invece si sottrae: “Non guardo quasi mai la tivù, solo il golf”.

Vi racconto qualche flash della bella serata per dire una cosa sola. Questa genuina passione per la moto, qualche volta è capace di trasmettere pura felicità. Grazie Piro!

Pirovano
  • bymaxx, VIGEVANO (PV)

    Viste le foto del Piro col magone, forza Piro.
  • Pacco1198, Genova (GE)

    ghero; credo che uno che è stato spinto fuori su un rettilineo a 250 kmh a 2 metri da un muretto rispondendo con un dito medio si sarebbe leccato le dita per una spinta in una larghissima via di fuga a un quarto della velocità per giocarsi un primo posto e mantenere l'etica di cui sopra come un valore.
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