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Massimo Clarke

- Il profilo professionale di Massimo Clarke, prestigiosa firma tecnica di Moto.it
Massimo Clarke

Dopo aver lavorato a lungo nell’industria, Massimo Clarke è passato alla divulgazione tecnica e storica collaborando con varie testate e realizzando oltre quindici libri di argomento motoristico per Mondadori, Giorgio Nada editore e Giunti. Tra di essi: Manuale della Moto (del quale esiste anche una edizione inglese), Manuale dell’Auto, Motori a due tempi di alte prestazioni, Moto Morini, Guida alla revisione delle moto storiche.

È vicepresidente della associazione culturale CEMI e membro della commissione cultura dell’ASI. Svolge attività didattica a vari livelli. Di recente è stato il relatore in tre seminari organizzati dalla SAE e svoltisi presso il Politecnico di Torino.

  • umberto.zampini@tin.it, Lisciano Niccone (PG)

    Carissimo Ing. Massimo, tanti, anzi tantissimi anni fa la contattai tramite Mototencina per un problema di carburatori DELLORTO PHM 40, montati su una Elefant 900 che in condizioni di bassa pressione atmosferica è alta umidità, la moto rimaneva accelerata a regimi di giri piuttosto alti creando situazioni di pericolo. Mi consigliò di montare valvole più pesanti e molle "dure", devo dire che la situazione migliorò molto ma senza risolvere del tutto il problema. Bene, attualmente questa Elefant non esiste più, mentre i due PHM stanno vivendo sull mia Supertwins Ducati 940, che uso solo in pista. Le volevo dire che ho trovato una buona carburazione e non ho mai avuto problemi di sorta come sull'Elefant, ci ho girato in qualsiasi condizioni, pure qualche giro sotto una pioggia leggera, momento delicatissimo per questi carburatori, ma tutto è funzionato perfettamente. Ho pensato di complicarmi un po' la vita, alesando da 40 a 41 i due PHM, lavoro che un tempo era molto in voga e visto che sono tornitore/fresatore di professione ho fatto la modifica io stesso. Su consiglio di un mio caro amico, ho alesato il foro decentrandolo qualche decimo verso l'alto, per permettere alla valvola una chiusura sempre corretta. Rimontando il tutto è senza toccare nulla alla carburazione, ho avvertito un certo "incattivìmento" del motore e anche un pelo di allungo in più, nota dolente per questi tipi di motori, comunque molto divertenti, sono contento del risultato. Una cosa negativa però credo sia successa, un certo "irruvidimento" del gas, ovviamente la prima cosa che ho fatto, la sostituzione di corde e guaine nuove, montando di quelle al altissima scorrevolezza, ma il problema rimane e diciamo che mi sto abituando. Poi se ricordo ad una gara del Trofeo Stw del 2007 a Magione, sentii, chiedendo il,permesso al Guaro il gas della sua MGS con la quale vinse la gara, bene il gas andava a scatti e era durissimo!!!! Aveva dei corpi farfallati di una Munstang, roba da piloti veri!!! Allora perché lamentarsi?? Ma se Lei avesse una spiegazione logica a tutto questo sarei meccanicamente più soddisfatto a guidarla. Con affetto Umberto zampini " zampino"
  • Shaka_Zulu1

    Massimo Clarke

    Tempo fa mi capitò per le mani un vecchissimo fascicolo di Motociclismo del 1969 (se non sbaglio), aveva un resoconto del Salone di allora e in particolare parlava di un prototipo Gilera 500 bicilindrico ad aste e bilancieri e di una Ducati Desmo anch'essa bicilindrica forse di 350.
    Approfittando della sua competenza e dei suoi archivi sarebbe possibile leggere un suo articolo e sul destino che ebbero quelle due belle proposte?
    Grazie in anticipo e cordiali saluti.
    *********************Risponde Massimo Clarke:
    Alla fine degli anni Sessanta la Gilera ha realizzato una bicilindrica 500 con distribuzione monoalbero, che però è rimasta allo stadio di prototipo. Del bicilindrico Ducati si è forse parlato, ma si trattava di voci infondate. Il primo 750 a L, con distribuzione comandata da alberelli e coppie coniche, è del 1971. I 350/500 a cilindri paralleli sono stati presentati nel 1975. ****************
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