Tutto su: Attualità | Sicurezza | Nico Cereghini
Ciao a tutti!
Quante strade facciamo con la moto! Tra quelle che mi avete indicato qualcuna la conosco: Vernasca, la Cisa e l’appennino tosco-emiliano, il Penice, il passo Giau, le Gorges di Verdon in Francia e qualche altra. Ma naturalmente molti di voi hanno sottolineato che per andare a manetta c’è la pista. Su strada non si fa, manco a pensarci.
Tutto giusto, però a questo punto voglio cercare di capire cosa intendiamo per andar forte, andare adagio, andare in pista e non andare affatto. Perché c’è dell’esagerazione in certe uscite di qualcuno di noi: adesso sembra che sulla strada non ci si possa nemmeno divertire un po’, e a me non sembra del tutto vero.
Autostrada. Chiaro che non possiamo superare i 130, secondo i miei calcoli diciamo i 140 indicati. Qualcuno sostiene che il sistema Tutor non rileva le velocità effettive inferiori ai 150 addirittura, l’ha scritto anche la Gazzetta dello Sport, ma sono voci e di verificarlo non lo consiglio. Troppo oneroso. In ogni caso l’autostrada non è mai stata divertente, manco a 250 all’ora, e dunque niente di nuovo.
Statali di pianura. A cento all’ora viene sonno, certo, ma, con il traffico che c’è, l’unico divertimento possibile sarebbe lo slalom tra le macchine. Penoso, mai interessato. E quanti ne ho visti impastati.
Strade di collina e di montagna. Ecco, qui viene il bello. Potessimo essere del tutto liberi, come non siamo stati mai perché anche senza i radar c’erano comunque le pattuglie e le multe per “velocità pericolosa” (a totale discrezione dell’agente), pare che per molti sarebbe bello tirare sempre in zona rossa e piegare fino a consumare le saponette della tuta.
Io dubito che siano numerosi quelli capaci davvero di farlo, e quei pochi provvisti di tutto quel talento possono serenamente andare in pista a mostrarlo.
Gli altri: sicuri che occorra andare a 150 per piegare sull’Appennino o sulle Alpi? Mi pare che tra i 40 e i 100 all’ora ci sia una bella gamma di curve divertenti da fare: dal tornante da prima alla curva secca da seconda fino alla esse aperta da terza. E se una volta l’ago del tachimetro scappa a 120 non penso che la sfiga sia tale da incarnarsi in una pattuglia.
Il fascino della moto è la curva, non il rettilineo. E quando una successione di curve ti viene particolarmente bene, con una piega decisa e la traiettoria rotonda e fluida che le raccorda tutte senza correzioni e spigoli, è una bella soddisfazione.
Tirare le marce al 50% o anche meno, cambiare puliti, sfruttare il freno motore con delle belle scalate progressive: questo è guidare. Invadere le corsia opposta e andare a 200 all’ora non aumenterebbe il divertimento, ma soltanto il rischio.
A me pare, e a voi?
Ascolta l'audio di Nico
Nico Cereghini
03/02/2010
Sono stati inseriti 37 COMMENTI. Commenta »
1. Sarà questo il motivo del successo vintage
Secondo me hai ragione, ed è da un po' di tempo che mi chiedo se sia questo il motivo del successo di nude e riedizioni in chiave vintage. Che i motociclisti si stiano ricordando quanto sia piacevole sentire il vento addosso, e quanto sia poco influente la reale velocità di percorrenza se paragonata all'affrontare una bella curva con la giusto "rotondità" di guida?
Deiex - 03/02/2010 17:35
2. in accordo su tutto ma...
Pienamente d'accordo Nico; aggiungo che i limiti di 90 km/h extraurbani (passi compresi) sono più che sufficienti per divertirsi, solo che guidando come dici tu qualche "ginocchiata" in terra la dò e la spalla della gomma la pulisco tutta; in compenso non sono capace a staccare (perchè non è proprio che serva per pennellare le curve)..nè a spalancare oltre i 120-130 che dici.
Ma non sono un pazzo scatenato nè tanto meno un fenomeno nè uno che scende dalla moto pur di "grattare" (anzi visto i costi degli slider tendo ad evitarlo).
Spero, e credo, che non capiti solo a me e che tu abbia voluto evitare le contestazioni con quella frase un pò "limitante e limitata!"
pacco999 - 03/02/2010 17:53
3. Per me...
...è come dici tu...
impostare una traiettoria nella curva giusta anche a velocità umane è sempre e comunque una grande soddisfazione...
anche perchè la velocità in assoluto non è assolutamente nulla, dipende dal contesto in cui la velocità è inserita...secondo me andare a 120 all'ora con una ZX12R in provinciale e andare a 120 con uno ZipSP preparato in un piccolo autodromo sono due cose ben distinte... e in questo caso penso che in quanto ad emozioni vinca lo Zip...
Dovrebbero fare un "indicatore di emozione" che indica quanto stai godendo...il punto piu alto di questo indicatore è il punto in cui stai andando forte, in base alle tue capacità, alla moto, alle condizioni esterne ecc
L'andar forte è soprattutto un nostro limite secondo me...infatti...
lo ammetto..sono un gran fermo, ho una moto difficile da apprendere e sono troppo inesperto per andare forte quanto meriterebbe lei, ma quando vado in moto sto bene, sposto i miei limiti ad ogni uscita ma senza mettermi nei guai...
quindi secondo me CONTESTO, LIMITI e CONFRONTO determinano l'andare forte o no di un qualsiasi oggetto in velocità
e scusate la riflessione :)
Ciao!
Tobitaka61 - 03/02/2010 17:57
4. Dr jackie Mr hyde...le due facce del motociclista
Ciao Nico,
ormai da anni giro su due ruote, ne ho viste di tutti i colori.
Dagli emuli di Rossi, in piega su per l'Appennino alla ricerca della " sfregata " della saponetta, con la moto dritta e loro appesi come pappagalli al trespolo, ai signori in giacca e cravatta alle prese con la loro mega enduro da 380 kg...
Adoro la moto, guido con prudenza su strada, mi sfogo in pista.
Devo dire che una volta che hai saggiato le tue capacità in pista, ti rendi conto quanto rischiavi su strada...
Mototurismo con giudizio, con andatura " allegra andante ", gas a martello solo in pista.
Ciao
Gambax74 - 03/02/2010 18:02
5. Un mio amico dice
Un amico carissimo dice che il segreto è tenersi sempre un palmo al di quà. Un palmo al di quà del proprio limite, un palmo al di quà di quanto le condizioni di strada e traffico consentano.
A me piacerebbe fare le curve toccando con le orecchie, ho visto amici fare cose incredibili con grande disinvoltura, ma semplicemente ognuno deve conoscere se stesso, capire quello che può fare quando esce con la moto.
Un altro mio amico, fiero fermone, dice, l'unico motociclista bravo è il motociclista vivo. Detto ciò confesso che sono il primo a non tener fede a quanto dico, spesso neppure nel casa ufficio. Sono fatto di carne e malgrado molte culate a terra continuo a far c.... , cose imprudenti
sevenvallet - 03/02/2010 18:58
6. di fondo hai ragione pero'...
Caro Nico,
apprezzo e condivido il discorso del guidare puliti e senza fretta...pero'purtoppo ci si ammazza anche alle ragionevoli velocità che tu hai citato: se non si ha la testa e soprattutto l'umiltà giusta nei confronti della moto e della strada non c'è velocità che tenga.
L'esperienza di anni su varie statali (quali la Val Trebbia ) mi ha portato a questa conclusione forse un po'paradossale: ho meno paura del
vero "smanettone" che gratta a ogni piega (con l' immancabile carenata e abbigliamento da pista,spesso non più giovanissimo) che del motociclista "gasato" ( e qui l'età non conta),che magari va a stuzzicare al limitatore per la prima volta la sua tranquilla naked...
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate a riguardo!
Lampsss
Fangio
fangio82 - 03/02/2010 19:43
7. Purtroppo ci si fa male spesso per cause esterne
Bello ciò che è stato scritto e pienamente condivisibile ma dopo aver percorso centinaia di migliaia di km in moto, in fuoristrada, a fare pieghe, in autostrada...ho subito 2-3 incidenti e tutti per cause esterne, normalmente a bassa velocità in città...centrato in pieno da automobili...io rilassato e loro presi da istinti omicidi!
Quindi questo è un enorme pericolo slegato dalla velocità. L'altro grosso problema è nelle strade extraurbane ma spesso mi chiedo dove abbiano preso la patente automobilisti e motociclisti...fare lo slalom tra 3 birilli non significa saper guidare la moto e fare un parcheggio con l'auto non significa saperla guidare. Purtroppo le auto vogliono venderle e ugualmente vogliono che vengano stipulati contratti di assicurazione e consumati carburanti...più siamo in giro e più "loro" guadagnano... il rovescio della medaglia è che in giro è pieno di PATENTATI INCAPACI indipendentemente da età, mezzi guidati e velocità!
Quindi stiamo particolarmente attenti!
peimontiafoco - 03/02/2010 23:21
8. ogni volta c'e sempre il ma...
Non è facile essere coerenti sempre quando si va in moto: dovremmo essere dei robot (e non godremmo dell'emozione che la moto ci da..). In strada non nego che in alcuni tratti dove "la conoscevo" qualche sgasata l'ho pur fatta... in pista, sono andato per provare il gusto di aprire a "sbragare" il motore senza la paura di essere fermato, ed il gusto che mi ha dato la pista, mi è servito "male" a farmi sentire troppo pilota in strada... morale: sono caduto per terra e per un pò ho leccato le ferite. Sono ritornato in pista e... ho voluto esagerare per ri-caricare l'emozione che in strada avevo "inibito" (per ovvie ragioni di rispetto e sicurezza e della caduta che ho fatto) ma la moto mi ha fatto capire che anche in pista i limiti ci sono e mi sono ri- sdraiato.. Al di la di 1000 morali che se ne possono trarre, io il mio personale piacere ad andare in moto l'ho vissuto breve ma intenso (3 anni) in zone vicine a dove vivo, ma comunque il sapore di un'uscita in compagnia all'insegna del sano allegro/andante che ne derivava inevitabilmente..... lo rifarei , chiaro, solo correggerei un po' la viabilità stradale.
mixsil01 - 03/02/2010 23:34
9. ma gli smanettoni.......
caro Nico ti scrivo perchè mi sento preso particolarmente in causa quando viene trattato questo argomento...
preciso subito che io appartengo a quella generazione che ha avuto il 125 a 16 anni e sin da allora ho sempre sognato di girare in pista, e per fortuna all'età di 27 anni ho avuto la possibilità di girare nei più belli circuiti italiani... ora che di anni ne ho 37 ancora la voglia è intatta però forse per l'età , non mi va tanto più bene dover spendere un patrimonio per girare in pista, lasciando stare il fatto dei soldi persi per colpa del tempo..., mi ritrovo un'altra volta per strada e logicamente sempre andando con il casco ben allacciato e oltre a i fari accesi anche di giorno come dicevi nel tuo mitico slogan ho sempre acceso il cervello, infatti lungi da me di fare il "cretino" nei centri abitati o nell'attraversamento di paesi.... chiaro però che quando arrivano dei bei tratti guidati dove magari si vede in lontananza... la manetta va a fine corsa del gas è inutile negarlo e con un mille di oggi si arriva in men che non si dica ai 200... e per questo motivo magari vengo subito preso per un "pazzo" motociclista dalla gente e da un quasi bandito dalla polizia.... in parole povere non vedo una via d'uscita... di sicuro bisognerebbe far qualcosa per abbassare i prezzi dei turni in pista (e delle gomme...) altrimenti tutti quelli che sono al mio livello (e siamo tanti) saremo sempre destinati ad esser: ne carne ne pesce... mi dispiace di essermi dilungato ... in ogni modo saluto te Nico e tutti gli appassionati!!!
buona moto a tutti
ms36 - 03/02/2010 23:50
10. Ho provato la pista. Ma la moto?
Essendo un possessore ventitrenne di un cbr 600 f s ho voluto togliermi lo sfizio della pista.
All'inizio andavo decisamente piano,un pò per paura di scivolare e un pò per godermi pienamente la simbiosi tra me e la moto.. devo dire che nei primi turni ne sono uscito mooooolto deluso.
Girando mi rendevo conto che il piacere della pista nn è l'asfalto curato e le curve ben progettate,ma l'unica soddisfazione ricavata veniva nel gareggiare con gli altri ovvero.
La moto non me la godevo affatto.
L'unica adrenalina era battere gli altri piloti,cosa che mi rattrista veramente tanto.
Caro nico sai come ne sono uscito?
Con una fiancata "molata"codino spaccato, scarico accartocciato, pedana destra spaccata ecc..
Bhè si dopo che andavo mi divertivo e mi prendevo tante soddisfazioni, ma non per la mia moto, ma solo xkè superavo gli altri..
Ovviamente mi son fatto un giudizio molto personale e molti non la penseranno come me.
Ma per me la moto è una cosa, la pista è un'altra! E se entrerò dinuovo in pista lo farò con una moto da poter distruggere solo li, non con la mia bambina.
La moto si ama viaggiando, superando migliaia di km arrivare al cima al mondo e dire: Ce l'abbiamo fatta piccola, oppure farti quella passeggiata domenicale sul misto stretto per poi andare in una qualche sperduta trattoria ad'assaporare pasti tipici della zona.
Spero di aver reso l'idea.
Slash03 - 04/02/2010 04:15
11. Ci sono delle regole, che è saggio rispettare.
Ciao Nico, buongiorno a te e a tutti i lettori di Moto.it
Se esiste un argomento nel mondo mediatico e dei vari forum tematici del "mondo delle due ruote" che non tramonterà mai, come quello di come si allineano due carburatori della Moto Guzzi, è proprio quello dell'approccio di guida del motociclista in strada.
L'editoriale di Nico è volutamente provocatorio, nel senso buono del termine, questo ci vuole far riprendere lo scottante argomento che tiene divise diverse categorie di utenti della strada tra il fare e non il fare, tra il sarà ben fatto e lo sbagliato.
Disquisire se la strada vada affrontata con un approccio sportivo, da malcelato "gentlemen", della serie "io il gas ce lo do ma sempre con il cervello acceso", oppure con la coscienza e la consapevolezza di trovarsi in un luogo pubblico dove tutto ed il suo contrario può accadere, è fuorviante.
Personalmente ci tengo a sottolineare che a ragion veduta e con tutte le esperienze del senno di poi, la strada è un luogo dove gli atteggiamenti che pongono in essere una qualsiasi situazione a rischio devono essere assolutamente evitati, per la propria e del prossimo nostro incolumità.
Quando vado in moto per strada mi scoccia, e non poco, il pensare di "essere tirato giù in terra" a causa di qualcuno che ha scambiato la succitata per una pista, oppure esce da una curva a quel pelo di gas in più che a suo giudizio non poteva essere pericoloso.
Ci sono delle regole che è saggio rispettare, ci sono delle regole che esistono proprio perché è necessario che chi va per strada sia tutelato al pari di tutti gli altri.
Non mi piace la standardizzazione della massa, ma a differenza di tanti anni fa, la gente che frequenta le strade è aumentata a dismisura e così esponenzialmente anche le occasioni di potersi far male a causa di qualche "schiocchino" che pensa di essere un pilotone.
Chi scrive queste righe che avete letto, ha in gioventù fatto le sue gran sciocchezze, non è uno stinco di santo ed è "sopravvissuto a se stesso".
Oggi, avvedutosi che in passato ha sbagliato, cerca di portare un nuovo messaggio.
Vuoi correre vai in pista,... per strada comportiamoci in modo coerente.
ErreONE03 - 04/02/2010 09:10
12. Lovely Smooth Riding
"quotando" in toto Nico potrei "provocare" dicendo che chi non ama le curve "lente" forse prende la vita in genere un po' troppo in fretta e non si gode proprio quello che e' la strada ed il viaggio in se', che sono in fondo l'obbiettivo del giro.
Fattoriale - 04/02/2010 09:52
13. saponette e curve
Ciao Nico
Ma è proprio vero che per il puro divertimento bisogna trovare la giusta armonia tra le curve? oppure dare a fondo alle saponette della tuta?
Sarà che sono un po "bradipo" anche se la moto la guido da 27 anni e un po' di strade ne ho fatte ma , e parlo per me , trovo veramente bello poter fare qualsiasi strada, ovvio che l'autostrada è noiosa ma penso che l'idea di dove ti porta la fa sembrare già più bella.
La collina con le sue curve dove puoi goderti il paesaggio, magari senza cercare la perfezione ma semplicemente godendotela con i suoi paesaggi.
Forse ho una filosofia della moto più pacata rispetto agli altri , io posso assaporare la ricerca della serie di curve perfette ma ragazzi che bello gustarsi le curve in spensieratezza senza pensare ai limiti o alla perfezione, che bello gustarsi la noiosa autostrada con la tua lei dietro e pensare magari che in fondo si apriranno posti nuovi.
Per me la moto è piacere , anche se posso capire a chi cerca il limite estremo in ogni sua forma , però che stress.
Lamps
aguzzino - 04/02/2010 10:04
14. Completamente d'accordo
Il pensiero di Cereghini è anche il mio.
Tre sportive, tante soddisfazioni ma giusto perché amavo possederle, in realtà non ero e non sarei tutt'ora in grado di gestirle al 100%. Poi passo a una nuda con la metà dei cavalli e trovo finalmente la vera gioia di andare in moto, fra quelle curve di cui parla Nico. Di certo non nei limiti di velocità, ma a un'andatura ragionevole sia per me che per gli altri.
Su strada servono coppia, agilità, versatilità. I cavalli hanno la loro importanza, ma vengono dopo.
Davide2009_4025358 - 04/02/2010 10:26
15. A me pare...
UGUALE.
Anche se a volte , qualche volta l'ago del contagiri in zona rossa ci scappa.
piega996 - 04/02/2010 11:15
16. bla,bla,bla...
E vero che l'età porta consiglio e si diventa più prudenti, io non ho mai avuto il piacere di conoscerti Nico, ma chi ti conosce bene dice di tè che sei un matto per strada, capace ma sempre matto.
La pista come ho letto su un commento precedente è un'altra cosa, l'ho provata, ma alla fine ti fissi sul tempo e sulle curve sempre uguali da percorrere, sempre meglio, dopo un pò mi stufo, preferisco una bella strada di montagna(tipo passo del Tonale) dove senza rischiare per forza la vita ti diverti e ti emozioni per curve sempre nuove e diverse.
Mi sono anche divertito in autostrada (a suo tempo) a velocità doppie se non triple del codice, ora non mi attirano più queste cose ma non mi sento di condannare i giovani che vogliono provare queste emozioni.
Ora preferisco l'enduro soft e le moto d'epoca, ma penso che il percorso di vita di un vero motociclista non possa escludere vizi e virtù, motociclisticamente parlando...
Una cortesia, se mi pubblichi fallo integralmente e non in parte.
Grazie,ciao.
luca.campo dall orto - 04/02/2010 11:57
17. pare che sia vero...
Nel 2008 sulla A1 ho toccato i 260 per vedere se il tutor funzionava... risultato: niente multe!
ovviamente l'ho fatto con l'immaginazione ;-)
harvey - 04/02/2010 12:55
18. @fangio82
Pienamente d'accordo con te, forse perchè corrispondo alla descrizione (compreso ahimè il "non più giovanissimo") forse perchè anche io spesso frequento la val Trebbia evitando possibilmente i week end proprio per la presenza dei troppi esagerati che, sono proprio come dici tu.
Aggiungiamoci qualche motardista (uno in particolare) convinto di essere un fenomeno (e in realtà lo è ma del circo) e completiamo l'esatta fotografia che hai fatto.
Ti quoto al 100%
pacco999 - 04/02/2010 13:16
19. Bravo Nico.........
Sono pienamente d'accordo con te........ma mi sa che siamo in pochi a pensarla cosi'........un saluto!!!!!
kap - 04/02/2010 13:25
20. 1000 modi
Ciao a tutti, io penso che ci siano 1000 modi di divertirsi in moto, tutto dipende dalle circostanze del momento e dal tipo di approccio che vogliamo avere. Mi spiego meglio: il mio ideale sarebbe poter fare strade di montagna ad andatura allegra ma che mi consenta di essere anche rilassato e poter godere del panorama circostante, col motore sempre in coppia ma mai al limite, con le curve che si raccordano una dopo l'altra (odio i tornanti e ciò è dovuto anche ai miei 60 anni...).
Però se mi capita che quel giorno sono su una strada che non mi permette di essere a mio agio non mi faccio problemi (sia da solo che in compagnia) a tenere una velocità di "sicurezza" senza rischiare nulla. Per me il bello della moto non è la meta, ma il tempo che ci passo sopra per andarci, e me lo voglio godere tutto.
Lamps, Icaro.
icaro12 - 04/02/2010 19:27
21. pubblicità occulta
"Tirare le marce al 50% o anche meno, cambiare puliti, sfruttare il freno motore", questa è pubblicità occulta di motori bicilindrici (o mono), magari quelli prodotti dalla casa in foto dell'articolo... scherzo! Bell'articolo: sarebbe bello correre con giudizio, ma la velocità ha sempre il suo fascino e sopravvento ad ogni pensiero razionale, vince la ricerca del limite.
Michele.Lodi - 04/02/2010 20:51
22. per strada ci si diverte e come
ciao a tutti, penso che per strada logigamente non si puo' far i funamboli come in pista ma vedo che a me basta la mia Ducati e una strada di montagna tutta curve e tornanti e mi sento un'aquila anche se non vado tanto veloce pero a volte qualche smanettata la do "e che se ciave tutti"; in fin dei conti è il bello della moto avere quel po di adrenalina che ti fa sentire liberi , naturalmente sulle strade che lo permettono.
La moto è liberta'.
Guidate tutti con prudenza e divertitevi, ciao a tutti
desmoiose - 04/02/2010 22:01
23. condivido in pieno!
Mi sono avvicinato alla moto molto tardi e ho pochissima esperienza però già sapevo, prima ancora di salire per la prima volta in moto, ciò che per me vuol dire adare in moto: libertà, contatto con la natura, "parlare con la strada"...e portarle rispetto! Non dubito che l'andare in pista sia estremamente andrenalinico e utilissimo per capire i limiti, propri e della moto che si posisede, ma per me ciò che mi da più soddisfazione è entrare in sintonia nel triangolo uomo-moto-strada, facendo "dialogare" al meglio possibile tutti e tre...tenendo il dialogo su toni allegri in base a ciò che il nostro giudizio ci suggerisce, cercando sempre di non alzare troppo la voce, che poi qualcuno dei tre si arrabbia e ci si fa male...;)
francesco.rizzi - 05/02/2010 09:46
24. allora sei invitato alle 20.000 Pieghe....
hai descritto la filosofia dell'Evento (Fmi) che organizziamo noi AdventuRiders, anzi vorrei mandare il link a tutti i nostri soci... meglio ancora sarebbe averti nostro ospite a Giugno!
Noi godiamo del viaggio riempendoci dei suoi profumi, dei suoi sapori e dei fantastici panorami. Imparando a scegliere le strade più belle ed a gestire la fatica di 12 ore in moto per 3 giorni.
Un raid alle porte di casa con la filosofia da te espressa!
Non puoi mancare.
www.adventuriders.com
"M" - 05/02/2010 10:01
25. la speranza è l'ultima a morire...
Quoto al 100% quanto scritto da Nico. Mi sembra che in linea generale, siamo quasi tutti d'accordo,salvo chi si divertiva a velocità quasi triple (circa390km/h...?!?) sull'autostrada.
Speriamo che quelli che non sono d'accordo , una di queste sere, finite le cronoscalate e le corse "da casello a casello" trovino il tempo di leggere e meditare.
teda - 05/02/2010 11:33
26. Per fortuna ci si diverte ancora...
E' evidente che ci si diverte ancora per strada, (anzi, leggendo i commenti di qualche "pistaiolo" sembra che ci si diverta di più).
Con tutta la testa che ci possiamo mettere, alla velocità consentita dalle "circostanze" e dalle nostre capacità di guida (più che dal C.d.S.).
Buone curve a tutti
framanf - 05/02/2010 13:04
27. Nico promosso a metà !
Bravo Nico. Concordo con tutto quello che hai scritto, ma mancano due punti fondamentali dei quali non mi sarei aspettato la mancanza.
Il primo punto riguarda la città. Questo è il luogo dove la maggioranza dei motociclisti si ferisce, muore o comunque si guadagna una cattiva nomea presso gli altri utenti della strada.
Il secondo punto è l'autocoscenza del motociclista. La mia velocità media è quella di un'auto, nonostante abbia un 1000cc italiano da 102CV sotto il sedere. Non sono un buon pilota. Amo le moto. Vivo per la mia moto, che dopo gli affetti in carne ed ossa arriva al primo posto. Purtroppo il destino non mi ha dotato di quell'istinto che altri fortunatamente posseggono, quindi vado piano. Mi diverto come un matto ugualmente, ma se andassi già come dici tu in montagna sarei un pericolo per me stesso e gli altri. Alla mia velocità, al contrario, sono discretamente sicuto di essere un utente corretto ed educato.
Riassunto. Troppa troppa gente tira marce da paura in città, non si ferma quando deve, scambia le rotonde per la curva del Tramonto ed impenna in zone impensabili. Avrei toccato questo tasto dolente.
Ricordiamoci poi che se Nico a 100Km/h pennella le curve di montagna come un artista, non tutti noi (aihmè) possiamo farlo. A volte si vede anche gente a velocità umanissime invadere le corsie oppure fare lunghi. Esaminiamo noi stessi... ancora prima della strada.
Grazie.
Dueruote75 - 05/02/2010 13:29
28. per dueruote75
acc... allora non sono il solo "bradipo" della strada :)
aguzzino - 05/02/2010 15:59
29. ...Ma si va veramente forte per strada...!?
Bravo Nico,
concordo in pieno ( per una volta tanto)con la tua idea di velocità su strada e con tutto il tuo articolo.
Corro nel Campionato Italiano della Montagna da circa 10 anni e ti posso assicurare che qualche rischio in effetti è presente.
Riguardo le velocità e le medie alte.....le tue sono parole sante!
A Siena nel 2009 ( a Radicondoli per l'esattezza) nella prima prova di Campionato abbiam fatto i 100 di media con un bel diluvio!
....Gran emozione.......a Basse velocità......
jjLetho - 06/02/2010 15:37
30. c'è il passo da città e quello da montagna...
Concordo con cereghini, il bello della moto sono le curve e stare nella propria metà in sicurezza non vuol dire certamente non divertirsi. Ho la fortuna di abitare a imola e tutti i sabati pomeriggi macino tre quattro passi, giretti da 200 km circa dalla raticosa-futa al muraglione, strade bellissime, ma in alcuni casi affollate e anche un pò pericolose, ma il nostro metodo è semplice, se c'è traffico si va piano, e si aspetta l'ultimo che deve superare la macchina lenta, poi nelle zone alte si allunga il passo, ma sempre in fila. C'è la strada che permette l'allungo anche off/limits, c'è la strada che anche solo a 90 è una libidine, che senso ha farla a 150 per poi attaccarsi ai freni? Sono 7/8 anni che applichiamo il metodo e il risultato è una sola scivolata innocua, e 2 multe per eccesso di velocità, siamo sempre il tre/quattro a uscita, direi un bel risultato no? Ciao a tutti - Gianni
GENY61 - 06/02/2010 16:58
31. e si !!!
Anche io la penso come te, vado in pista in tutta sicurezza a Binetto,
ma, vivo a 30 km dalla Basilicata, ti posso garntire che è motociclisticamente parlando meravigliosa.... e pure sono stato da
per tutto in Italia, ma ci sono tantissime tratte meravigliose vedi
Lavello-Rapolla-Rionero-Monticchio, sempra di stare al TT...
basta pennellare nei limiti scalare bene frenare bene, senza strafare
e ci si diverte lo stesso anche a 60 km/h si fanno piegoni meraviglisi,
poi se il panorama è quello è dell'Isola di Man, però trovandoti a 30 km da casa e goduria pura...
ti aspetto dalle mie zone...
ciao Sab
zacsab - 07/02/2010 23:40
32. In moto è sempre bello
Concordo, la moto e belissima da guidare a qualunque velocità. Io cerco di andarci tuttol'anno ed è sempre un emozione, viva la moto, in città ,in montagna.
pecos46 - 08/02/2010 10:22
33. Il fascino della guida su strada...
Che dire...io da quando avevo 16 anni che giro in moto su strada....!!!
Ho guidato di tutto dal motorino alla Ducati 750 ss....!!!
Ok io abito in collina....anzi tra le colline...ma trovo che la guida su strada
....sia sempre...molto divertente...!!!
Tutto dipende dalla moto..dall'eta' del conducente...e dalla sua prontezza di riflessi....!!!
Ora ho una vecchia ma ottima Ducati Indiana...350...che trovo giusta per me' e per il mio modo di usare la moto....!!!
Ora ....non faccio piu'...pieghe al limite....pero' mi diverto lo stesso a passeggiare tra le colline....con qualke puntatina al mare....che da qui dista circa....120 km....( quasi tutte curve )....!!!
Caro Nico ....complimenti per la bella foto...del PANTAH...!!!
Lamps...a tutti...Tony
indiano05 - 08/02/2010 13:39
34. Purtroppo teste matte e moto inadatte...
...creano problemi a tutti.
Come si fa a non essere d'accordo Nico laddove scrivi: ci si diverte -e tanto- anche senza dover svellere la manopola dell'acceleratore e tirare tutte le staccate alla Kevin Schwantz?
Il punto è che, chi più chi meno, su questo spazio siamo tutti d'accordo ma "là fuori" c'è un sacco di gente che il buonsenso non sa più dove sta di casa o, peggio ancora, non l'ha mai saputo. Magari per semplice ignoranza, o perchè sono stati introdotti alla moto solo da un battage televisivo e di marketing che esalta solo ed esclusivamente la vittoria sull'altro, l'annichilimento dell'avversario, sia esso pilota o marca di dueruote avversaria - vedi pallosissime diatribe ducatisti/jappisti ecc.ecc.
L'esperienza alla lunga in genere insegna a darsi una calmata e a capire che la moto è divertente in tanti modi, ma "là fuori" purtroppo c'è pieno di teste calde (giovanotti ma anche mica tanto giovanotti, l'età in questo caso è una scusa fino a un certo punto) che ritengono letteralmente un loro "diritto" quello di fare della strada una pista.
Gente che dopo aver fatto un giro di 300 km per monti e valli d'or non ti sa neanche dire che cosa hanno visto: per forza! guardano solo la corda della curva...
Chi glielo insegna a questi colleghi dal polso facile che il bello della moto è anche ben altro, e senza dover per forza andare a ritmi da Velosolex?
Non lo fanno certo le case motociclistiche che, seguendo e sollecitando i peggiori istinti dei centauri, prima si piangono addosso perchè: "ci vorrebbe una moralizzazione" del settore, e poi, per non perdere due vendite, continuano imperterrite la scalata alle iperpotenze, che tra l'altro in particolare sulle 600 "sportive" le rendono molto fiacche in basso ed esplosive in alto, con il risultato di costringere il motard a darci dentro, anche se non lo sa fare, per sentire un po' di spinta...
Anni fa tu sostenesti che il motore della moto, per gusto è progressione, "è" il bicilindrico.
Sono d'accordissimo, anche se i miracoli della tecnica hanno un po' mischiato le carte in tavola (tri- e quadri-cilindrici poderosi e di carattere, leggeri e compatti non sono più una novità - certo, non pulseranno mai come un bici...), però qui rimane il fatto che nell'immaginario collettivo se non ti compri una moto da 100 cavalli sei un poveretto o un mototurista (come se fosse un'offesa).
E così, per assurdo, la gente si dirotta verso le endurone, che poi non vedranno mai un metro di sterrato, ma tant'è: almeno con l'autostima sono a posto...
Mah... Se le case si impegnassero un po' di più nel darci moto belle e fruibili (pietà però: non la solita vecchia storia della moto "intelligente" che poi non si fila nessuno...) e le sostenessero nelle vendite, magari con l'aiuto del legislatore (tipo: niente moto oltre i 60 Kw fino a 25 anni o roba del genere) chissà, forse si potrebbe modificare un po' l'approccio delle persone alla moto. Ed avremmo motociclisti forse un po' più consci che non tutto si esaursice nella "penna" ripetuta o nel confrontare i riccioli sulle spalle delle gomme una volta arrivati al bar...
Speriamo...
Motoghiro - 08/02/2010 13:56
35. parole sante!
Ciao Nico, quelle che hai scritto sono parole sante! solo che spesso nei gruppi si parla di cadute, fratture, operazioni, incidenti e cosi' via... come se fossero trofei......tu invece che giri in moto da quando avevi 14 anni, sei il solito pirla e fermone della situazione. Il mio consiglio è quello di ragionare un po' di piu' anche perchè quando ce ne andiamo i nostri amici e parenti piu' che portarci un fiore altro non possono fare!!!!!
Amico motociclista che quando il sabato mi arrivi frontale e rischi di diventare un adesivo del cofano quando sono in macchina, PENSACI!!!!
Qualcuno ha affermato che l'eta' porta a calmarsi e a ragionare di piu': ok ma ci vuole tanto per capire che in città ad un incrocio passare a piu' di 100 all'ora significa pericolo imminente e che nemmeno il Signore di puo' fermare nemmeno se hai i freni in carbonio, l'antisaltellamento e la tuta di canguro? (se va bene altrimenti casco con visiera nera giubbotto e mocassini)
Ciao a tutti ragazzi!
PIGI06 - 09/02/2010 07:48
36. Strada per...
...viaggiare e spostare la propria frontiera ogni anno più in là... spostare la propria frontiera più in là per conoscere i luoghi, le genti e se stessi... essere in armonia con moto, mondo, cose nuove e gli altri...
ma il divertimento è scaramuzzare per le stradine bianche sassose e polverose o tornare infangati anche dentro le orecchie a casa :) piegare, smanettare, curve basse non fanno per me... ma è per questo che esistono decine di tipi di moto diverse e ognuna da un'emozione diversa dall'altra...
insomma ognuno ha la moto che si merita perchè è lo specchio di come concepisce la propria vita...
ma siamo tutti motociclisti e nelle differenze uguali.
Perla Nera - 09/02/2010 16:40
37. La cosa non mi convince...
Ho letto molti commenti e non riesco a capire alcune cose. Sembra che tutti siano concordi e quindi mi vengono alcune riflessioni in mente. La prima possibilità è che gli "smanettoni" eccessivi non leggano Moto.it oppure non lo commentino, mentre la seconda è che la soggettività non faccia capire a noi stessi in quale categoria rientriamo.
Personalmente mi sento di fare il mio "outing" (come comporta dire oggi la moda), dicendo che i miei due anni di stupidità li ho avuti e non ne sono fiero. Forse oggi sono come quella canzone di De Andrè che recita come la gente sappia dare buoni consigli quando non può più dare cattivo esempio.
Questo non torna. Nessuno pensarà mai di essere tra quelli che esagerano. La soggettività è la debolezza del ragionamento ed il motivo per il quale ci sono delle regole (a volte stupide) nel codice.
@ Indiano05 : Se la memoria non mi inganna, quella nella foto è la Ducati SS750, poichè noto gli alberelli. La Pantah fu la prima Ducati a montare le cinghie come distribuzione.
@ Aguzzino : Siamo in pochi realmente fermoni, ma non sentirti solo. Siamo almeno in due. Ci sono volute diverse moto per trovare questa mia nuova filosofia motociclistica, ma l'adoro e non tornerei mai indietro.
Dueruote75 - 09/02/2010 19:13