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L’effetto è un po’ quello della cara, vecchia scuola superiore: maestri e allievi, programma della giornata, rigore, numeri, parole. Ma se credete che i piloti (e i giornalisti) abbiano l’impostazione e la serietà di un professore di astrofisica nelle giornate di corsi di guida, vi disilludo subito, raccontandovi alcuni punti deboli che rendono più “normale” di quanto già non lo sia il nostro motociclismo. E presentandovi un allievo davvero formidabile.
E’ il bello di andare a scuola e di conoscere nuovi amici.
Il Piro
Bisognerebbe innanzitutto spiegargli che la strada da casa sua al Motodromo di Castelletto di Branduzzo è sempre la stessa. Ogni volta riesce a fare un giro diverso. «Domani vengo direttamente in moto – mi ha detto il giorno prima del corso – così arrivo prima». Risultato: si è presentato un minuto dopo l’inizio della lezione! Ma il Piro è il Piro. Lui ha il compito di portarsi dietro gli allievi più indiavolati, perché, avrà pure 50 anni suonati, ma è instancabile. Fisico perfetto, giura di essere ancora in grado di indossare la sua tuta del 1988, massacra gli allievi più giovani, li fa andare via in ginocchio per la stanchezza… Gira con le 4 “frecce” lampeggianti, il clacson che strombazza ad ogni passaggio se c’è anche solo una persona a guardarlo. Il peggio lo riserva a fine giornata: prima gli scappa un bourn out, nel passaggio paddock-pista; poi “mette in piedi” la moto per tutto il rettilineo.
Dopo che la scuola ha predicato sicurezza per 8 ore.
Il Loca
E’ uno di quelli che parte bene alla mattina, lucido e attivo col fresco, anche se, al primo appuntamento, si è presentato in un’altra pista, a 150 km di distanza. Teoria perfettamente commentata per la prima oretta. Poi la sua attenzione cala. Di solito accade all’allievo, mica al prof. Dall’italiano passa al dialetto bergamasco. E’ apparentemente attento, scrupoloso, e quando nel corso della giornata si apre una parentesi, prende la sua Harley e fa quattro salti nel percorso dedicato al Supermotard… Non per nulla, su tuta e casco, sono riportati anche gli allori conquistati nell’enduro. La sua doppia personalità agonistica però lo confonde. I suoi allievi se ne vanno che sanno piegare e saltare. Il Loca e il Piro vanno molto d’accordo…
Il Lai
Puntuale, preciso, ordinato. Sarebbe un docente perfetto se non avesse il vizio di allungare sul gruppo inseguitore. Perché si tratta di corsisti, mica di avversari. E’ l’unico pilota dei presenti ancora in attività. Avere qualcuno dietro per lui è un fastidio, specie se gli specchi retrovisori gli segnalano un “+0”. Che, tradotto, vuole dire avere l’allievo attaccato al sedere. Per altro, come da contratto.
Il Meda
E’ preparato, ma goloso. Appena può, gli piace girare da solo in pista e dare gas. O, se proprio proprio, con un allievo molto svelto. Accetta di guidare qualsiasi cosa, purchè gli permetta di raggiungere i 60 gradi di inclinazione in curva. Se fosse più giovane gli consiglierei di iscriversi a un campionato. Ha iniziato tardi a buttarsi a manetta fra i cordoli, ma ha più chilometri nel polso di un pilota di ventennale esperienza. Il fatto è che lui va davvero forte in pista, ma non ne è consapevole. Dice di essere uno “normale”, ma si prende 1 secondino dai piloti. Ha il vantaggio di poter “inoltrare” consigli a sua volta ricevuti dai vari Rossi & C.
Predica bene, ma razzola così, così. Tuta e casco sembrano passati sotto a una ruspa. Inguardabili. Tutto questo dopo aver fatto una testa così ai corsisti sull’importanza dell’abbigliamento “fresco e in ordine”. Lo stivale destro è ridotto a una spadrillas, perché la sua Ducati non ha più la paratia sui tubi di scarico; le cerniera della tuta è stata sostituita da una fascetta in plastica; la visiera del casco sembra l’abbiano usata i gatti per giocare. Competente, veloce, ma indisciplinato.
Marco Confortola
Allievo perfetto, persona straordinaria. Lo dico con franchezza e sincerità. E’ un’alpinista estremo. Ha frequentato l’ultima giornata di corso e avrei voluto piazzarlo fisso in cattedra, dopo averlo ascoltato per soli 10 minuti, per una lezione extra moto. Quando si è presentato, alla mattina alle 8, la mia mano sembrava finita in una pressa. T-shirt, pantaloncini corti, zoccoli. Viene dalla montagna, è uno più che forgiato. Lo conoscevo per la brutta storia del K2, dove hanno perso la vita 11 persone, subito dopo aver raggiunto la vetta. Mi mostra subito i segni del dramma: le dita dei piedi non ci sono più, tutte quante amputate per il gelo. Una sofferenza, quella del K2, che ha colpito più la testa che il corpo di quest’uomo. Uno normale vivrebbe con la pensione di invalidità, lui svolge qualsiasi attività legata alla montagna. Non diventa ricco, lo fa per amore. Il valore dell’amicizia per lui viene prima di tutto. E anche quello della famiglia. Non è mai andato in pista, e nemmeno guidato una belva come l’MV Brutale 1090. La velocità più alta, prima di scendere in circuito, l’ha raggiunta sugli sci: oltre 200 all’ora nel chilometro lanciato. Per Marco, toccare col ginocchio a terra in curva, è stato come raggiungere la vetta. Buttate un occhio sul suo sito, www.marcoconfortola.it; rimarrete affascinati dalla sua straordinarietà.
Ascolta i consigli di Guido Meda nel video:
Max Temporali
24/06/2010
Sono stati inseriti 12 COMMENTI. Commenta »
1. meda torna a commentare lo sci
ma ora che non c'e' piu' il tuo rossi le fara' ancora le teleconache del mondiale o tornera' a fare il commentatore dello sci'?
visto che a inizio 2002 cioe' quando mediaset ha presso i diritti in mano del motomondiale ha messo personale non proprio compettente in materia a commentare le gare, passi reggiani visto che ha militato tanto nel mondiale.... ma non sapere nemmeno la differenza tra pistoni e cilindri (sentite la telecronaca suzuka 2002).
bagare - 24/06/2010 09:31
2. la passione..
meda.. meno lo si sente e meglio è..
le sue telecronache sono odiose, un personaggio troppo di parte..
sarebbe meglio che parlasse meno e meno ancora si vedesse in giro visto che non è nemmeno un adone!
Eugenio - 24/06/2010 09:33
3. meda
ma se ha tutto 'sto manico e 'sta competenza, perchè mi tocca togliere l'audio quando fa le telecronache?
...indisciplinato? bah...a sentirlo in TV a me sembra più uno di quei manager giapponesi che in discoteca si legano la cravatta alla fronte per fare i trasgressivi...
uolter7616 - 24/06/2010 09:42
4. Tutti contro Meda...
Mah, tutti bravi in cattedra eh?
A me Guido piace, è un professionista brillante e capace. Alla parte prettamente tecnica pensa Reggiani.
enzo lo presto - 24/06/2010 10:02
5. grande Meda
A me Meda piace,mi piacciono i suoi commenti non incravattati alla classica telecronaca, e poi se a qlc non piace che faccia come ,giustamente, fa uolter7616,toglie l'audio.
Io spero che rimanga a commentare la moto gp per molte altre stagioni.
Comunque so che non c'entra, ma secondo me chi porta veramente IAZZA sono i telecronisti di questa "povera" Italia ai mondiali, mi viene sempre il latte alle ginocchia e a volte .. "tocco ferro" (per non dire altro,suonava male)
lamps
aguzzino - 24/06/2010 10:10
6. Dai ragazzi...
.. un personaggio pubblico può anche non piacere, ma non c'è proprio nessuna ragione sensata per offendere e criticare sul personale, anche io non amo le telecronache di Meda ma per questo non mi sento in diritto di riversare su di lui astio gratuito. Forza, siamo motociclisti, tutti Meda compreso, accettiamoci con le nostre tante diverse peculiarità, o finiremo anche noi con striscioni a insultare il vicino.
Fabio
Fabio47 - 24/06/2010 10:17
7. meglio bruno pizzul che meda a commentare la gp
fino al 2002 del mondo motociclistico non sapeva nulla e non s'ho se neanche avesse la moto allora ha imparato qualcosa in questi anni grazie alle persone competenti che ha intorno i vari beltramo reggiani etc
potra' fare il competente solo con le persone che si sono interessate come lui di moto in questi ultimi anni grazie a rossi e non conosco la vera passione per questo mondo e non sanno nemmeno cosa sia il civ o i trofei vari
ma poi come fa le telecronache, ragazzi domenica spies stava facendo il suo primo podio con numeri e rischi da paura e lui invece si interessa di piu' a simoncelli che su 11 moto in pista fa ottavo
bagare - 24/06/2010 12:22
8. mah...
...se Meda è di parte non vedo cosa ci possa essere di strano!?!
Perchè, voi da che parte state? Non tifate per i piloti vostri connazionali?
Ok, il calcio è solo per poveri sottosviluppati..., ma Pizzul, ad esempio, per chi tiferà secondo voi?
harvey - 24/06/2010 12:25
9.
secondola la mia opinione il vero motociclista non tifa un pilota perche' e' suo connazionale ma incita sul divano da casa o sulle tribune dell'autodromo quello che lo emoziona quando fa un sorpasso quello che da sempre il massimo anche se fa quinto quello che corre con la sua moto o una moto che aveva quello che non molla mai come un haslam in sbk uno spies l'anno scorso o tornando indietro con gli anni un gobert con la verdona in sbk un haga su l'r7 o un barros sulla bicilindrica honda 500 nel 1997...
e' questo che i cossidetti motocicclisti da bar non capiranno mai
bagare - 24/06/2010 13:22
10. Bravo Meda........
Antipatico o simpatico di parte o non almeno la telecronaca la vive e la fa vivere anche a noi........Bravo Meda continua cosi'......!!!!!
P.S.: si agita anche quando non c'e' Vale......quindi MEDA e' un motociclista VERO!
kap - 24/06/2010 13:26
11. x bagare
E a te ROSSI non emoziona...vero?
piega996 - 24/06/2010 13:50
12. opinioni personali
Non si tratta di offendere, la critica personale ci stà, altrimenti cosa si fanno i forum a fare (questo NON è un forum! Ndr), anche a me Meda non piace:
1) urla troppo.
2) usa frasi ad effetto per forza,sempre e comunque,
3) troppo di parte, un telecronista non se lo può permettere.
4) non ci capisce molto di moto e gare.
Sono molto più divertenti quei fuori di testa che commentano la SBK su SKY, veri trasgressivi e competenti.
luca.campo dall orto - 24/06/2010 14:35