rubrica letteraria

I racconti di Moto.it: "Benzina sporca"

Restare senza benzina è un incubo. Sono trent’anni che lavoro in questa stazione di servizio e di ominicchi arrivati qui spingendo la moto, rossi in volto nascondendo la vergogna con la fatica, ne ho visti assai...

Tutto su:

moto al distributore4


Restare senza benzina è un incubo. Sono trent’anni che lavoro in questa stazione di servizio e di ominicchi arrivati qui spingendo la moto, rossi in volto nascondendo la vergogna con la fatica, ne ho visti assai; per ritrovarsi a spingere basta anche solamente una spia rotta o un po’ di benzina sporca. Tutti lo sanno.

- Il pieno, grazie.
- Acqua e olio, signore? – lo chiedo sempre, più per cortesia che per speranza.
- No, grazie.

Riempio, incasso e guardo la targa allontanarsi. Una sorta di vizio, innocuo.
Che stavo dicendo? Ah, si; voglio confidarvi un segreto: le moto moderne non si guastano mai, al limite si lamentano e delegano il reparto elettronico alla giusta ritorsione verso un proprietario senza onore: il sicario a corrente alternata raddrizza i torti subìti da motori, telai, sovrastrutture, sospensioni che negli anni si sono organizzati per l’interesse comune ad un trattamento più umano. Una sorta di cupola, per il bene di tutti.
Di fronte alla infamante colpa del reo di aver tirato una marcia a motore freddo o di aver demolito i paraolio della forcella per scimmiottare il Biaggi a Suzuka ’98, la cupola decreta, approva e ratifica l’iniziativa punitiva in un fumoso summit nell’umido del garage; poi calerà un omertoso silenzio. Motocicletta muta, ferma, guasta: le indagini più accurate non potranno che constatarne il decesso per arresto cardiaco, quando causa ed effetto sono fuse in un solo evento inspiegabile.

Hai voluto fare di testa tua? Pensi che la motocicletta sia solo un pezzo di ferro? Credi che il denaro col quale hai comprato la moto possa acquistare anche la sua supina accondiscendenza ad un trattamento da sfasciacarrozze? E ora ti facciamo capire che hai sbagliato… non c’è modo di sfuggire alla morsa della famigghia che quando dice male è pure allargata e alla vendetta partecipano intrusioni elettromagnetiche, cattivi e contorti consiglieri come i telai a traliccio e la mala razza delle moto cecoslovacche anni ’70, notoriamente legate a doppia mandata all’estremismo a 12 volt.

L’ignaro e colpevole motociclista finisce così a guardare per ore la moto immobile nel box di casa, prova a scollegare e collegare tutta la circuiteria elettronica e dopo aver cercato vanamente una magica soluzione semplice, il classico relè che fa le bizze, il cavo pizzicato dall’usura, il fusibile nascosto e spezzato, si arrende: è il momento di varcare la soglia dell’assistenza ufficiale, dove un alacre meccanico collega la moto a dei cavi che sanno così tanto di rianimazione che viene voglia di chiedere pure un defibrillatore, che qui non si bada a spese.

- è la centralina, dottò.

Panico. Il motociclista si vede già firmare assegni con più zeri di un iban.
Il meccanico lo guarda partecipe del luttuoso momento; ha già capito tutto e forse ha pure tentato in extremis una mediazione (che verrebbe poi da lui negata nelle carte processuali di un ipotetico rinvio a giudizio della cupola) per tentare di parlare alla moto e di farla ragionare, proponendole una trattativa che sarà portata avanti o per farsi belli agli occhi della vittima oppure per ribadire la propria posizione di dissociato nonché la propria indignata riprovazione. Si spiega così il “me la deve lasciare e passare domani”. Il più delle volte la cupola è irremovibile.

Alla fine iddu, il meccanico, avrà pensato che tiene famiglia e che in certe questioni è meglio entrarci fino ad un certo punto: si assolve per la propria impotenza, fa finta di niente e a capo chino cambia il pezzo, sostituisce pure l’olio come se sperasse allo stesso modo di cambiare anche l’anima perversa di questo mezzo demonio e omertosamente riconsegna al proprietario la moto.
Ad ogni modo, questi sono fatti suoi.

Io, invece, sono qui al distributore all’aperto, le mani sporche di benzina e banconote, al freddo di un gennaio che non scoraggia questi maledetti in sella a moto che valgono molto più della mia retribuzione annua. Li odio da quando c’era la normale. Poi, venti anni fa, ho avuto questa santa idea e ho fondato la mia organizzazione criminale da art. 416 bis, affiliandovi sempre più motociclette. Le picciotte sono brave e mi danno soddisfazioni, che sono meglio dei soldi. Abbiamo unito le forze, loro per farsi rispettare, io perché questi motociclisti dandy, snob, impreparati ad affrontare uno stupido contrattempo come una candela svitata, che infilano il telefono tra il casco e l’orecchio, che limano nottetempo le saponette della tuta con la carta abrasiva, che fanno il verso ai grandi viaggiatori percorrendo 3.000 km l’anno, che la moto se non ha 120 cavalli “non va”, che il passeggero è una zavorra e l’automobilista un nemico, li detesto.

E quando prezzolati meccanici riparano e rimettono in circolazione un’affiliata, l’unica maniera che mi resta per far capire al motociclista fighetto che, forse, si potrebbe pure sfuggire alla vendetta della cupola ma non a quella del boss, è quella di adulterare la benzina con il wc net.
Cinquanta e cinquanta.
E lui, spinge.

Antonio Privitera

 

Sono stati inseriti 40

Commenti

. Commenta
  • 1. Spettacolare..

    ...bravo davvero! Complimenti per la narrativa e per l'uso accurato dei termini.. ...pensa che leggendoti, io che sono di là (motociclisti) mi viene quasi voglia di stare di qua.. ..la cupola! Un saluto Ma77eogas
    matcas01 -
  • 2. Complimenti

    Bel racconto, voglio solo sperare che quella sull'edulcorazione della benzina sia solo una battuta, perchè coi sacrifici che ci costa tirare fuori i soldi per ripararle queste motociclette..........
    Fabio47 -
  • 3.

    Era Brno '98 nn Suzuka !
    MaXX30 -
  • 4. simpatico

    gradevole
    speedfreaks -
  • 5. MANCA IL CONTROLLO "VERO"

    Bellissima la foto (oltre al racconto!) k ritrae un gruppetto di esaltati con quelle targhe!!!! TOGLIAMO PIU' PATENTI !!!!
    luca.poli292 -
  • 6. Bel racconto

    Complimenti per il racconto e la narrativa un pò complicata da capire, ma comunque rende l'idea. Però c'è da tenere conto anche di coloro (giovani 21enni come me ad esempio) che la moto la curano e la coccolano proprio per evitare queste piccole magagne, che di chilometri ne facciamo 1500 al mese, e alla fine della stagione (febbraio-novembre) possiamo dire che abbiamo caricato sul tachimetro altri 10000 km di sana passione e divertimento, abbiamo visto posti nuovi e la nostra compagna di viaggio si è comportata sempre bene. Se unite sana passione ad un pò di dimestichezza con i ferri d'officina vedrete che i soldi vi serviranno solo per fare benzina (pulita spero) e macinare chilometri.
    marines89 -
  • 7. per maxx30

    mi dispiace, era proprio suzuka 98, gara di debutto di max in 500....
    lukebike -
  • 8. Traduzione?

    Ma cosa vuole dire questo scrittore? Qualcuno me lo traduce in italiano? E con i motociclisti cosa ha a che fare? Poche righe noiose che si fa fatica a finire, solo per vedere dove va a parare. 5 minuti sprecati.
    Littlegeek -
  • 9. No no, era proprio Brno

    l'impennata a rischio ribaltone era proprio a Brno
    polipoli -
  • 10.

    L'impennata di Biaggi fu a BRNO '98
    prizzen -
  • 11. sei un delinquente

    dovevano censurarti, io sono un motociclista di quelli veri ma certe cose non le farei nemmeno ai fermoni gasati col t-max....chi sei per giudicare....te e tutti quelli che ti ammirano fate schifo....vergognati vecchiaccio
    battirex -
  • 12.

    d'accordissimo con littlegeek! Non fate piu scrivere quest'omo, è l'antimoto per antonomasia!! Se capito al suo benzinaio faccio 2 euro di benzina e gli sgommo nel piazzale con la mia hornettina cosi impara a dare la benzina tagliata!!! Cari lettori, si tratta di un racconto di fantasia. Credevamo fosse lapalissiano, e invece... Buona ri-lettura! La redazione
    Nick_Farl_3907729 -
  • 13. Che spettacolo!!!!

    Sto ancora ridendo.....anche perchè de sti fighetti dai 120 cv in su o non sei nessuno, ne incontro in continuazione....e spesso incontrano l'illuminazione, la luce divina che gli apre la mente.....un secchio con 90 cv che gli gira intorno!!! ;)
    BIANCANEVE00 -
  • 14. Acqua e olio?

    A posto! alla stazione di servizio gli faccio toccare solo le banconote, il pieno lo faccio da me. Ho una F800S e uno dei tuoi consimili non sapendo che la moto ha il tappo sul fianchetto mi ha allagato la carena di benzina. Gli è toccato lavare la moto e ricevere i miei improperi senza battere ciglio e cassa!
    Paolone62 -
  • 15. ..scritto male

    ..sarà anche un racconto di fantasia(lo si capiva), ma comunque è scritto male, si fa fatica a leggero (non è scorrevole) e non è nemmeno spiritoso. Sono d'accordo che ormai la categoria dei motociclisti è così ampia e varia che prenderli in giro è fin troppo facile. Era l'impennata di Brno, ogni volta che la rivedo grido al miracolo!!
    luca.campo dall orto -
  • 16. mahhh

    Ottimo Italiano, ma che articolo insulso.... :-I
    JoVor -
  • 17. Io sono stato il primo...

    ...a lasciare il commento, e devo dire che lì per lì mi era anche balenata in testa la malsana idea che qualcuno potesse davvero uscirsene con dei commenti come quelli qui sopra, non capendo che appunto era un racconto di fantasia... ..poi mi ero ricreduto.. ..e adesso devo ancora ricredermi! Grazie redazione per la precisazione.. ..anche se quasi quasi avrei preferito non la faceste per vedere dove arriva la mente umana, e la massa, quando si nasconde dietro un nickname e fa comunella... Mio nonno, da buon Toscano diceva: l'uomo è più intelligente del tafano.. ...caro nonno.. ...come mi dispiace a volte darti torto... Un saluto Ma77eogas
    matcas01 -
  • 18. x Littlegeek

    Confermo. Non giudico il racconto semplicemente perchè non ho capito il senso. Deve essere bellissimo, visto altri commenti, ma io purtroppo non ci arrivo e mi sento anche un poco menomato da questa cosa. Mi sembra la storia di un autonomo stressato dai pochi guadagni ed il tanto tempo passato in ditta, cosa piuttosto vera per un benzinaio (avevo uno zio con una pompa di benzina... tanto tempo e poco guadagno). Se qualcuno può tradurlo....
    Ducatista14 -
  • 19. Redazione....

    ... credo che al 90% di noi sia stato lampante che il discorso è di fantasia (nel mio caso ho ritenuto solo il mestiere di benzinaio come veritiero), ma è una storia tristissima e personalmente non ci vedo il senso. Forse è colpa mia, ma non ho proprio capito cosa volesse dire ed io non mi sento coinvolto... la moto nemmeno ce l'ho ! Rispetto lo scritto e ci mancherebbe visto che la scrittura è anche una mia passione, ma a me non dice nulla.
    Ducatista14 -
  • 20. vecchia signora

    bel racconto, divertente, scritto bene e con la giusta ironia, che non guasta. anch'io domenica (sul passo della cisa a trovare Nico Cereghini) ho subito in parte un attacco della cupola: la moto non voleva più ripartire, arrivata sulla cisa sembra avere detto basta. ma la mia è una vecchia signora (guzzi Le Mans ii 850 del 79) e conoscendola bene ho capito che non c'entrava la cupola , era solo un pò di stanchezza. in effetti con un pò di pazienza e qualche tocco nei posti giusti è ripartita e siamo arrivati a casa. ricordiamoci di trattarle bene le nostre care amiche e non avremo mai sgradite sorprese (mancanza di benzina a parte !!)
    barone528 -
  • 21. Adesso ho capito !!!!!!!!

    No... non ho capito il senso di questo racconto, ma ora comprendo il motivo per cui mi sembra un italiano incomprensibile. Si tratta dello stesso autore di "Alta produttività" ed anche in quel caso mi è sfuggito completamente il significato delle singole frasi. Sicuramente la colpa per questa mancata comprensione, come scritto in precedenza, sarà mia e dei miei studi tecnici poco focalizzati sull'utilizzo della nostra bella lingua. Ritengo di scrivere piuttosto male, anche se tedio i poveri utenti di qualche forum con recensioni sulle motociclette che mi capita di poter provare, ma almeno riesco a fare un'articolazione alle frasi. I racconti di fantasia non sono facili da esprimere e quando si immolano le regole della punteggiatura sull'altare della licenza poetica (maledetta lei), si finisce per scrivere interminabili frasi che non hanno mai culmine in una soluzione. A me non piace tanto quanto detesto le frasi che cominciano con le congiunzioni. :-) Saluti confusi !
    Ducatista14 -
  • 22. La foto merita troppo!!!

    A forza di tirare su le targhe, il quarto, che in foto non si vede, immagino che abbia la targa a rovescio!!!
    GigiB01 -
  • 23. Sarà pure un racconto di fantasia

    (come del resto lo sono anche i romanzi) ma è scritto male. E' talmente criptico e denso che si fa fatica a tirar fuori il senso logico del racconto. Non c'è coerenza, ad esempio, tra l'incipit e la conclusione: all'inizio si dà spirito ed anima ai singoli componenti delle moto ("i torti subìti da motori, telai, sovrastrutture, sospensioni che negli anni si sono organizzati per l’interesse comune ad un trattamento più umano") e poi si passa alle moto che si associano in organizzazioni di tipo mafioso ("le picciotte sono brave e mi danno soddisfazioni). Sarò pure un rompi coglioni ma si poteva fare di meglio. Apprezzo l'idea di dare "anima" alle nostre moto. Lamps.
    Chesnie -
  • 24. Per chiarire

    Antonio Privitera, l'autore di questo racconto, è un motociclista superappassionato, possiede una Moto Morini Corsaro 1200 e la usa come suo unico mezzo di trasporto. Affermare che è anti-motociclista solo perché il suo racconto, o comunque il suo modo di scrivere, non sono piaciuti (cosa assolutamente legittima, sia ben chiaro!) non mi sembra quindi giusto.Quanto al non capire che di racconto si tratta, non posso che appoggiare il commento n°17...
    Tanketto01 -
  • 25. Scusate

    tantissimo,io non ho capito una cippa lippa... E pure giro con 60 cv di mono...XD
    motard86' -
  • 26. Preferisco questo scritto da un ragazzo che conosc

    La mia passione per la moto è qualcosa che si spinge oltre la semplice voglia di cavalcare un mezzo che possegga due ruote. Il vento, la strada, un saluto, una birra ed il rombo cupo di un propulsore a combustione interna non possono essere semplicemente elementi razionali. Essi, nel motociclista appassionato, si trasformano in emozioni e sentimenti forti quanto l’acciaio. Metallo e profumo di benzina si spandono nell’aria entrando nelle vene senza chiedere il permesso. Un pulsante d’avviamento può magicamente divenire una potente sinfonia oppure la chitarra elettrica senza regole di un gruppo anni ’70. La plastica, freddo derivato chimico, assume uno stato degno dell'arte quando si staglia sotto i raggi del sole primaverile a creare forme che fanno battere il cuore. Il brivido percorre lo stomaco al pensiero delle gomme che si aggrappano come dita bramose al nero nastro d’asfalto. Impossibile descrivere la gioia di colui che osserva tanta meccanica mentre siede sull’erba fresca di un passo appenninico, nella scomoda sedia di un bar oppure ai limiti di una spiaggia gustando la brezza marina. Osservare per interminabili minuti, rapito, una parte di se stessi ed un’estensione dei propri arti. Una manopola che ruota, uno scarico che canta ed un viaggio da realizzare all’unisono come antichi cavalieri che vivono il loro destriero anziché utilizzarlo semplicemente. Probabilmente la passione più sfrenata e la pazzia non sono sensazioni tanto differenti tra loro. Questa sera, osservando questo insieme di emozioni meccaniche, non ho potuto evitare di immergermi col pensiero nei suoi segreti... come spesso mi accade. Chiudere gli occhi ed immaginare una piccola valvola d’aspirazione che si apre per lasciar scorrere un vorticoso flusso d’aria e benzina nebulizzata. Il fluido si spande dietro al fungo e nel punto di contatto il calore infernale del metallo vaporizza all’istante il combustibile. Il pistone aspira con forza ed ingordigia dal corpo farfallato la preziosa mistura sino a raggiungere il punto morto inferiore. Un piccolo rallentamento precede la risalita e la chiusura di ogni intercapedine che possa lasciar fuggire la miscela energetica. La pressione aumenta in maniera sempre maggiore e lo spazio a disposizione di restringe sino a portare il calore a livelli insopportabili. Gli ottani contrastano la tendenza alla detonazione mentre l’elettronica attende paziente di compiere il proprio dovere. Momento zero. Siamo a pochissimo dal massimo punto superiore e solo pochi gradi dell’albero a gomiti separano una fase da quella successiva. La centralina capisce che è arrivato il momento di agire. L’accensione transistorizzata mette in opera la bobina e in un tempo insignificante la candela riceve tensione. L’istante è talmente affascinante da ricordare per violenza l’eruzione di un vulcano. Il piccolo arco elettrico squarcia questo ambiente ostile in un lampo biancastro. Lungo questo tormentato serpente l’incredibile temperatura lascia che le molecole d’ossigeno reagiscano velocemente con quelle della benzina. Incendiandosi, queste creano una nuova reazione che propaga il fenomeno a quelle vicine. Il fronte di fiamma avanza quasi consapevole della potenza che il motociclista richiede mentre i roventi residui di combustione cominciano a spandersi con vigore. Questi, essendo maggiormente voluminosi dell’iniziale fluido, costringono il pistone a tornare sui suoi passi. La pressione sul cielo è tremenda e mi piace credere che, mentre il sorriso di un’accelerazione si spande sul viso, l’inferno si scateni su quella piccola superficie tormentata da residui carboniosi. La velocità, all’interno del cilindro, aumenta mentre l’albero a camme comincia ad aprire le grandi valvole di scarico. Le molle di ritorno si piegano sotto tanta forza mentre l’olio cerca costantemente di irrorare della sua vitale capacità lubrificante ogni singolo meccanismo di questa macchina di emozioni. La combustione è finalmente terminata. Macerie ed ossidi di carbionio abitano questo ambiente che impedirebbe a qualsiasi organismo di sopravvivere. Punto morto inferiore e ritorno. Si cambia ancora direzione perché il compito di questa pompa, sempre al lavoro, non è ancora terminato. Durante risalita i gas di scarto attraversano i sottili pertugi mentre i funghi si scaldano al passaggio dell’energia ancora raccolta in questi residui di combustione. Impianto di scarico e rilascio in ambiente. Le bielle, il cambio, le valvole e nessuno di questi importanti organi saprà mai quanto il rumore di quelle particelle in uscita da un tubo metallico, apparentemente privo di qualsiasi poesia, facciano salire una sensazione magica lungo la nostra schiena. Essere motociclista per me è anche questo. Capire il mio mezzo. Sognare il mio mezzo. Immedesimarmi nel mio mezzo. Trovare poetica ogni parte che lo riguardi. Trovare un amico in chiunque ne capisca l’anima e da essa si lasci trasportare. Come un bambino… lascio che la motocicletta trasporti la mia fantasia come il vento, al mio passaggio, solleva le foglie secche in autunno.
    Ducatista14 -
  • 27. Eccomi!

    Salve a tutti, innanzitutto grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi e la voglia di commentare. Ovviamente il racconto è di fantasia, io non faccio il benzinaio nè, come nel precedente racconto, lavoro in fabbrica. Come ha scritto Tanketto (grazie per il chiarimento!), ho un morinone 1200 col quale faccio circa 150 km al giorno, tutti i giorni, e la cosa mi piace parecchio. Tutto quello che scrivo è invenzione, roba improbabile; che poi possa piacere o no, che possa allietarvi per cinque minuti o farvi pensare che avete buttato il vostro tempo è solo una questione di gusti ed è lecito esprimere le proprie opinioni su quello che si è letto; da parte mia è gratificante leggere critiche e commenti, specialmente quando provengono da appassionati motociclisti. Magari non definitemi un "antimoto" o "vecchiaccio", altrimenti...chiamo la cupola! :-) Saluti a tutti e...occhio quando fate il pieno!
    sestacorda -
  • 28. Boh

    ho capito il senso Dell' argomento. Un po meno per come è scritto...
    mswans -
  • 29. Non l'ho finito...

    troppo farraginoso, criptico, occorre rileggere le righe per capire il senso o, come dite, lo spirito. Ho invece letto i commenti: @ matcas01, scrivi "Mio nonno, da buon Toscano diceva: l'uomo è più intelligente del tafano.. ...caro nonno.. ...come mi dispiace a volte darti torto... " Avrai capito il racconto ma forse non la battuta di tuo nonno ;)
    Ale-916 -
  • 30. stupore...

    Io non voglio credere a quello che ho letto...ma come si fa a infamare un racconto cosi bello!!! a quelli quì sopra vorrei dire di non prendersi troppo sul serio e smettetela di sparare sentenze!! battirex...con un nick del genere hai anche il coraggio di parlare!! battirex..ma vai a letto!!
    christian.rossoni -
  • 31. Cioè?

    Devo ammettere che, pur avendolo riletto due volte, non ho affatto capito il senso del racconto. Cosa voleva comunicare?
    Alberto5410 -
  • 32. x Christian Rossoni

    Personalmente posso essere propenso a crederti, ma ti chiederei con molta umiltà se tu potessi spiegarmi il significato del recconto. Non mi riferisco ad una eventuale morale oppure a significati nascosti, quanto piuttosto ad un riassunto di quanto scritto. Ho letto il racconto tre volte senza capire cosa ci fosse scritto. Ribadisco di essere un tencico (elettronico) e di non avere alcuna formazione specifica sulla letteratura, quindi il problema potrei essere io. Noto come parte dei commentatori abbiano gradito e penso che potrei forse godere anche io della bellezza della storia se qualcuno me la spiegasse. Purtroppo, a mio avviso, è scritto in maniera confusa. Si vede che è scritto in modo da sembrare una poesia oppure un racconto parlato, ma cercare di dare tutte quelle pause al discorso ha portato ad un utilizzo massiccio delle virgole. Ci sono frasi che ho dovuto leggere più volte per riuscire a capire il significato. Il problema è che non ho trovato la connessione con il paragrafo successivo, come se si saltasse da un discorso all'altro. Di cosa parliamo ? L'autore è un ipotetico benzinaio che odia i motociclisti fighetti che girano solo d'estate ? L'autore è un ipotetico benzinaio che odia chi trascura la meccanica della propria moto ? L'autore è un ipotetico benzinaio che odia chi abusa della potenza del proprio mezzo ? L'autore è un ipotetico benzinaio che odia tutti i motociclisti oppure il fatto che si siano moltiplicati negli ultimi 20 anni ? Se si, perchè ? Se no, cosa vuol dire ? Capisco che l'autore sia un vero appassionato senza nemmeno l'automobile e dotato di una bellisisma moto, ma questo non toglie che io (forse a causa dell'esiguo numero di libri letto) non riesca a caomprendere nulla. E' vero anche che la passione non si misura sul fatto che si abbia l'automobile o meno. Può adorare le due ruote anche chi non la possiede perchè, avendo famiglia e pochi soldi, ha deciso di tenere il mezzo a quattro ruote. Mi piace come scrive Tanca e sono quasi sempre concorde con i suoi interventi, ma in questo caso non riesco a percepire la bellezza di quanto scritto da Privitera. Mi sembra un racconto ricco di rancore, come se l'autore non sopportasse chi ha soldi da buttare ed è un motociclista fighetto... mentre lui deve rinunciare all'auto per poter avere la moto dei suoi sogni. Boh... come ho detto, forse sbaglio. Non ho capito nulla.
    Ducatista14 -
  • 33. x GigiBo1

    Le targhe nella foto sono incredibili. Forse sono moto sperimentali per testare un nuovo tipo di velox satellitare ! :-)
    Ducatista14 -
  • 34. Per capire ciò che si legge...

    ... bisognerebbe prima svuotare la propria mente da pregiudizi e posizioni predeterminate di difesa/attacco. Il racconto è ben scritto, in un italiano sufficientemente corretto, con la giusta commistione di termini ed espressioni dialettali o locali, edulcorate ed italianizzate. Francamente non riesco a capire dove possa essere così criptico da non essere comprensibile. Per quanto riguarda la morale, cito un mio carissimo amico, autore teatrale: la morale c'è... o non c'è. Sta al pubblico (lettore) trovarne una, se c'è, ovvero interpretare ciò cui si è assistito (letto) reimpastandolo con le proprie emozioni e pensieri. Io aggiungerei che questo va fatto solo alla fine. Per quanto mi riguarda, la morale che ne traggo (ma è così indispensabile trovarne per forza una), è un, consentitemi un manzoniano termine desueto già un paio di secoli fa, "panegirico", ampiamente ironico, rivolto agli smanettoni della domenica, magari maniaci dello scarico modaiolo, della targa a 0°, della gita Sorrento-Amalfi andata e ritorno in 9'33" netti, de "guarda la spalla com'è consumata", del "ma vuoi mettere con la mappatura track???", del "che roba è quel polmone vecchio" (magari riferito ad una gloriosa Honda Africa Twin o una altrettanto epocale Yamaha FZ-750 20 valvole dell'85). Una presa in giro, tutta di fantasia, dedicata ai fanatici del... nulla. A quelli de "l'apparenza conta più della sostanza?? Balle!!", del "io quelli con meno di 151CV neppure li saluto". Quelli che poi, dopo l'incuria meccanica totale della AMATISSIMA moto, a fronte di una maniacale dedizione alla carenatura sgargiante, specchi carbon look, frecce led, scarichi ipertecnologici, si ritrova, all'improvviso, fermo su per qualche tornante di montagna, o, nel migliore dei casi, nel box di casa, costretto a ripiegare sul... si, sul supermegamaxi SUV da spesina al supermercato di fronte casa. Cialtroni vittime dell'anima interiore di quanto di più inanimato si possa considerare, come ferro, rame, oli minerali e microchip. E di un fantomatico benzinaio, inerte spettatore di tutto ciò, che sogna di poter dare un patriottico aiuto a ciò che ama di più al mondo (la moto), ma che è sul punto di abbandonare, sentendosi quasi un alieno in casa propria, una mosca bianca, un animale ormai estinto. Questo è quello che ci ho letto io, e queste le emozioni che mi ha regalato lo scritto. Basta poco... soprattutto un pizzico di umiltà e tanta voglia di non prendersi troppo sul serio... Lamps a tutti ;)
    ImmaneGiuv -
  • 35. Sarà...

    ... però non capisco perchè il motociclista debba essere necassariamente (nella mente di molti) un meccanico oppure semplicemente in grado di risolvere i problemi più semplici. Scommetto che molti che lo pretenderebbero da un "vero appassionato", poi non saprebbero riparare nemmeno un semplice contatto guasto del proprio cellilare oppure non sanno cucinare... ma mangiano ! Ognuno di noi ha le proprie mancanze e, per la cronaca, nelle moto sono abbastanza capace di metterci le mani... sia ben inteso come appassionato e non come meccanico professionista. Non c'è risentimento e nemmeno pregiudizio. Sono stato motociclista a lungo. Ora non lo sono più per semplici calcoli economici e di famiglia, quindi dovrei capire il benzinaio. Ho un giubbotto del 1998. I guanti si sono rotti l'anno scorso dopo 6 anni di servizio e le scarpe in Goretex, anch'esse del 1998, hanno i buchi sotto la suola per l'usura sulle pedane della moto. La tuta in pelle non l'ho mai avuta e quando sono salito sopra una moto da 151CV... non mi è piaciuto. Mi vanto di quanto posso consumare poco (alla faccia tua benzinaio immaginario !), della guida pulita e di quel sesto senso che ti costringe a rallentare quando vedi un'auto che poi, forse per darti ragione, ti taglia la strada. Viaggio su velocità che mi permettono una visuale diversa del mondo, quella da dietro. Conosco a memoria la parte posteriore di ogni moto e saluto sempre tutte quelle che arrivano in senso opposto... anzi... salutavo perchè sarei ridicolo a farlo dalla macchina. Sicuramente non è un quadro dandy e nemmeno modaliolo. Pistaiolo lo eslcuderei. Tende più al bucolico, visto lo stato del mio vestiario da moto... oggi riposto in un armadio che ogni tanto apro per sentire quell'odore di pelle misto benzina. Ti ringrazio della spiegazione. Credo di aver capito qualcosa in più, ma non mi piace ugualmente nè la storia nè lo stile. E' triste e non mi sono mai piaciute le storie tristi. Se anche fosse comico, sarebbe quell'agro-dolce da ristorante cinese, il quale non mi piace nello stesso modo. L'umiltà c'è e l'assenza di pregiudizo anche. Figuriamoci poi se mi sono mai preso sul serio in vita mia ! Non farlo... è uno dei segreti della felicità, come l'arte un filo Zen di saper tollerare tutti finchè non ledono gli altri. :-)
    Ducatista14 -
  • 36. Ducatista14

    Certo che non devi avere proprio un c da fare nella vita per menare tutte ste pippe per un raccontino del genere... Prendete la vita più alla leggera ragazzi. Tutta sta serietà fa male allo stomaco.
    rosso04 -
  • 37. @Ducatista14

    Il "tuo" scrittore usa le parole come fossero colpi di pennello. Quell'altro forgia le parole tra l'incudine e il martello. Non proprio un fine dicitore!
    Paolone62 -
  • 38. il protagonista del racconto... non è degno

    ho letto il racconto e ritengo che Ducatista14 abbia espresso tutto quello che avevo da dire... e anche di più :-) ritengo che il personaggio immaginato dall'autore non sia nemmeno degno di essere immaginato... ritengo sia un benzinaio che oltre che danneggiare cose altrui... non arricchisce chi legge.... ovvero finito il racconto mi aspettavo di immaginare nella mia mente un benzinaio saggio spiritoso e profondo... di quelle persone che a volte ti stupiscono perchè sanno ragionare molto meglio... magari... del capo del tuo capo... e nonostante ciò.... sono benzinai... invece ho immaginato un benzinaio mediocre, frustrato, che guardandoti la moto.... e con pochi elementi pretende di giudicare "se sei uno scemo o no" bollandoti come "proprietario senza onore" se ti si ferma la moto per un guasto senza lui stesso poter realmente sapere se tu sia uno motociclista fighetto e ottuso.... o una brava persona vittima della sfortuna... ho una moto da 50 cv la amo 365 giorni all'anno inverno compreso, non sono un meccanico, non posseggo un garage dove effettuare l'autopsia della mia moto e solo per cambiare batteria o smotare e montare le pedane passeggero rischio di essere investito dalle macchine che passano in strada la prossima volta che per qualsiasi motivo spingerò la moto e arriverò da un benzinaio penso che mi domanderò con curiosità cosa penserà di mè..... se la felpa che indosso o la marca della mia moto.............. mi rende..... "scemo o furbo"
    Ateforp -
  • 39. Beh, mi sono imposto di leggerlo tutto.

    Dopo certi commenti ho voluto finire di leggerlo. Posso concludere che l'apprezzamento di un testo è strettamente correlato a ciò che si desidera o ci si può aspettare di trovare scritto. E a come è scritto. Amo la scorrevolezza, l'originalità, e non posso negare che certi passaggi li ho trovati macchinosi; per me nel complesso il contenuto cavalca una sfilza di luoghi comuni oggi di gran moda. È vero che dà adito a speculazioni di ampio spettro, non vorrei che però siano queste ad essere la banderuola di chi si prende troppo sul serio, lasciando cavalcare la fantasia su ciò che il racconto per lui dice o non dice. Questo è un mio parere, naturalmente, e non mi piace disprezzare chi comunque si prodiga in queste cose. I gusti sono gusti e, come ha fatto l'autore, bisogna accettare anche chi senza "predeterminate posizioni di difesa/attacco" onestamente esprime i propri dubbi sulla forma.
    Ale-916 -
  • 40. x Rosso04

    Effettivamente le ferie ed il caldo hanno un brutto effetto. Mi piace partare di moto e di scrittura, ma forse mi sono lasciando andare un pò troppo. Questo è il motivo principale per cui prendo atto del tuo commento e ti omaggio anche di una buona parte di ragione. Rimane il fatto che, che io abbia sbagliato o meno, nella vita ci sono diversi modi di esprimere i concetti ed il tuo non rientra sicuramente tra quelli educati. Vedrò comunque di prendere gli scritti meno sul serio, anche se in realtà mi diverto a parlarne... quindi non è per seiretà che lo faccio quanto piuttosto per ludibrio. Grazie del tuo commento comunque. E' utile a farmi capire che forse a volte si esagera. L'ironia della sorte vuole che tu, nel fare tale commento, prendi troppo sul serio i miei commenti. L'uomo vede la pagliuzza nell'occhio dell'altro...
    Ducatista14 -

Per poter inserire un commento devi essere un utente registrato.
Se sei registrato, effettua il login
Oppure clicca qui per registrarti