mostra aiuto
Accedi o registrati
#discovermore

Alla scoperta dell'Oman sulla gamma Harley-Davidson Touring

- Ultimo giorno di viaggio. Una tappa lunghissima di 250 km che ci porta dal punto più a nord del promontorio dell’Oman fino al centro degli Emirati Arabi Uniti, spostandoci prima verso la scogliera a est e poi scendendo verso Dubai e oltre

Sant’Agostino diceva: “Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”.
E' il vento fresco che soffia dal mare a sfiorarci mentre ripartiamo dalla porzione più a nord dell’Oman per scendere nuovamente verso Dubai, verso l’entroterra e verso la sabbia del deserto arabico. Quasi 400 chilometri da Atana Musandum, passando per Sheikh Rasheed Bin Said RD e spingendosi verso est, in direzione Al Dibba. Una breve sosta carburante, dopo aver attraversato paesi all’apparenza disabitati e territori brulli.

La prima compagna di viaggio è ancora una Road Glide Ultra, ma appena passato il confine dell’Oman, approfittando di una distrazione dell’amico e collega Roberto Parodi, saltiamo sulla “sua” Heritage Softail Classic. Meno comfort, meno carenatura e meno accessori. Ma in fondo la moto a noi piace quando ci porta da un posto all’altro con il solo suono della meccanica e degli scarichi. Ampia visibilità senza le carenature mastodontiche della Electra o della Street o della Road Glide.

L’Heritage si fa apprezzare per la linea classicheggiante, per contro però si è più esposti all’aria anche per via del manubrio più alto e largo. Questo comporta una maggior turbolenza d’aria nella zona delle spalle e un po’ di fatica in più. Però, come si dice, chi la fa l’aspetti ed ecco che a una sosta benzina, prima di dirigerci verso la Masafi Area, dove Teo Verkmman si esibirà in alcune gimcane mozzafiato, un collega francese ci soffia l’Heritage mentre eravamo alla toilette lasciandoci una Superlow 1200T. Una “piccolina” che sulle prime non ci convinceva, troppo “scarna” per i nostri gusti ma dopo un po’ di chilometri ci siamo dovuti ricredere. Niente male. Facile, leggera, senza troppi fronzoli. Sicuramente vista anche la scarsa protezione aerodinamica è da consigliare a chi è alle prime armi e chi muove i primi passi nel touring.

Dopo la magnifica esibizione di abilità nel gestire la moto a basse e medie velocità tra i coni della gimcana di Teo, istruttore della Police di Rotterdam, che ci ha visto anche inaspettati protagonisti, facciamo un pranzo con ottimi prodotti tipici a base di agnello, pane, salsa di dieci, salsa di “frutti sconosciuti”, formaggi di capra e molto altro. Passa così velocemente un’oretta e siamo pronti per ripartire da Masafi e dirigerci verso le magnifiche dune dopo Nazwa. Foto e video di rito, per poi lanciarci costeggiando lunghe piste di trotto di cammelli, verso l’ultima meta, Babs Al Shans Desert Resort. Un po’ di tristezza c’è, per il giro che si è concluso. Ora siamo in camera a scrivere queste righe, ma sarebbe stupido lasciare troppo posto alla nostalgia. Posti, persone e motori… sono stato quanto di meglio potevamo sognare. Alla pagina dei ricordi si sono aggiunte un bel po’ di pagine. Aveva davvero ragione Sant’Agostino.

  1 di 37  

 

 

Il primo giorno di viaggio

Bob Dylan, nella sua Blowin'in the wind, disse “Quante strade deve percorrere un uomo prima di poter essere chiamato “uomo”? La risposta, amico mio, soffia nel vento”.

Harley-Davidson invece oggi dice: le miglia non contano, contano invece i ricordi e i momenti. Due modi di dire la stessa cosa… Ed è proprio con questo prezioso bagaglio che si conclude il primo giorno del nostro tour attraverso gli Emirati arabi e il sultanato dell’Oman.

Con una ventina di moto Touring abbiamo percorso più di duecento chilometri. Non tutto d’un fiato. Non avrebbe avuto senso. Troppe le cose da vedere, troppe le foto ricordo da scattare e troppe le insidie delle strade che però ci hanno stupito per forma e asfalto. Non tutte, ovvio. Quelle che entravano di diritto nel nostro libro dei ricordi sono quelle che si allungano sulla catena montuosa dello Jais, inerpicandosi fino a oltre 1900 metri.

Per ora, dopo chilometri e chilometri di asfalto nuovo e invitante, che invoglia all’allungo, al viaggio, alla piega, la strada finisce nel nulla ma in un futuro prossimo unirà gli Emirati Arabi Uniti con il promontorio dell’Oman. Un veloce passaggio per chi verrà dal centro della penisola arabica o dall’altra porzione di Oman. sì perché il sultanato dell’Oman è tagliato in due dagli Emirati Arabi Uniti: il promontorio a nord e il resto dello stato a sud-est, confinante con lo Yemen.

  1 di 6  

Avevamo tutta la gamma touring a disposizione. Ovviamente come i bambini in mezzo al gruppo di amici con una miriade di bici diverse da provare non ci siamo fatti mancare nulla. Un po’ di chilometri con ciascuna anche se la maggior parte di questo primo giorno di viaggio lo abbiamo trascorso in sella alla Electra Glide Ultra Classic e alla Road Glide. Due moto così simili e così diverse. La prima sincera, classica, intramontabile, la seconda più aggressiva, dai lineamenti più “arrabbiati” e anche con uno stile di guida un po’ più arretrato e con le braccia più larghe e aperte. Invoglia, manco a dirlo, al viaggio, l’Electra. Invoglia a mostrarsi, la Road Glide. Due ottime compagne di viaggio, in ogni caso e a ognuno il suo stile.

Domani, secondo giorno di viaggio. Si scende a sud verso l’area più desertica. Lasciamo il promontorio dell’Oman, brullo, ma in grande espansione e con un mare che toglie il fiato. Si toglie il fito, proprio come quando, per la voglia di libertà, abbiamo tirato la testa fuori dal cupolone della Street, con la bocca aperta per gustare quell’aria strana che arrivava dal mare e si avventura nel deserto. Come disse l’amico Bob…

La partenza

Discover More, scopri di più. Una frase, quella scelta da Harley-Davidson, che vuole invitarci a riscoprire l'essenza, il fascino del viaggiare con quello spirito secondo cui il tragitto, il viaggio stesso è molto più importante della destinazione. Una frase che dà il nome ad un concorso di cui vi abbiamo già parlato, ma che si adatta benissimo a quella prova molto inusuale di cui siamo protagonisti oggi.

Una prova che ci porterà nel Sultanato dell'Oman a conoscere - o meglio, a riscoprire - quella gamma Touring della Casa di Milwaukee profondamente rinnovata per il 2014 e poi completata nel 2015 con l'arrivo di Ultra Limited Low, Road Glide Special e Street Glide Special. La (graditissima) scusa per questa prova è l'arrivo della Road Glide Ultra, che avremo modo di conoscere meglio su un percorso che ci porterà in giro per il medio oriente alla scoperta di una terra poco conosciuta qui da noi. Ve lo racconteremo in diverse puntate, cercando di farvi vivere le emozioni e il piacere di un viaggio come questo portandovi con noi. Seguiteci! 

 

Abbigliamento utilizzato:

Casco Caberg Jet Free Ride Flame
Giacca Ixon Motors
Calzature TCX X-Groove WP

 

  1 di 20  
  • Marco.Triple, Albettone (VI)

    Non volevo scrivere un commento perché le Harley non sono il mio genere, anzi non riesco proprio a digerirle come moto, però ho letto tutto il report e visto i video e non posso non apprezzare le meraviglie di questo viaggio ! Lo farei ovviamente con un altro genere di moto, però quello che conta è viaggiare su due ruote e quindi ci tengo a fare i complimenti per il servizio e l'articolo ! Tutta quella porzione di mondo sarebbe fantastica da visitare, ma personalmente non voglio rischiare di cacciarmi in qualche guaio e quindi finché non saranno zone sicure e con mentalità "più aperta" non mi avvicino... Magari ci vorranno decenni, ma la pazienza non mi manca ! resta anche un mio sogno nel cassetto quello di attraversare l'Italia, con il traghetto arrivare in Tunisia, poi Libia, Egitto, Israele, Libano, Siria, Turchia, Grecia, Balcani e casa... quando vivremo in un mondo utopico senza guerre e fanatismi, carico le borse e via ! Ciao.
Inserisci il tuo commento