Tutto su: Fiere
Eicma, promossa
Chi voleva un’edizione in crisi è senza dubbio rimasto male. Difficilissimo organizzare quest’anno una fiera delle moto. Gli altri paesi lo dimostrano. Invece qui a Milano ci si è rimboccati le maniche e il numero di espositori è cresciuto, con una presenza di stranieri più importante, giustificata dal fatto che Eicma era l’unico salone della moto nel mondo. Un lavoro grandioso all’interno e all’esterno dei padiglioni. Tanti eventi e conferenze, un’area dedicata all’ecologia. Quest’anno il grande merito di Eicma è stata la trasparenza, prima e durante la fiera. Apertura al dialogo con le aziende moto, cosa che forse negli anni precedenti era un po’ mancata. Il prossimo passo? Abbigliamento e accessori: maggiore confronto tra le parti, date differenti, potrebbero convincere molti espositori importanti del settore a partecipare di nuovo al salone.
“Ducati ha portato ottimismo e buon umore a tutto l’ambiente; era contagioso, ti avvicinavi allo stand e restavi coinvolto.”
Ducati, regina del salone
L’azienda italiana ha vinto su tutti i fronti. Tecnologia, ricerca, prodotti. Lo stand Ducati era preso d’assalto. La Multistrada è la punta di una piramide di novità che hanno portato ottimismo e buon umore a tutto l’ambiente; era contagioso, ti avvicinavi allo stand e restavi coinvolto. La politica adottata dall’ultima gestione ha dato i suoi frutti. Ricerca, sviluppo, attenzione ai prezzi e ai clienti. Sviluppo della rete e del brand. Per non dimenticare le corse (Valentino…), i nuovi loghi e il nuovo sito Internet. Davide ha nuovamente battuto Golia.
Bmw e Triumph, eccellenze europee
Anche se con approcci completamente differenti, i risultati raggiunti dalle due aziende sono invidiabili. Bmw è un brand che ormai copre tutti i segmenti e lo fa alla sua maniera: eccellendo. Non si ferma mai, ha l’innovazione nel suo DNA. Rimette mano anche ai modelli che guidano il mercato, ricostruisce brand dati per spacciati (Husqvarna). E il pubblico lo capisce e malgrado un posizionamento di prezzi di fascia alta, stringe la cinghia e compra. Triumph va diretta al cuore dei motociclisti; è passione allo stato puro. Dai modelli più classici, agli sportivi, non si può non restare colpiti dal design, dalla tecnologia e dal sound delle moto inglesi. Con un’attenta politica commerciale e una grande cura della rete e dei clienti, Triumph si conferma al top dei brand made in Europe.
Kawasaki e Suzuki, Tora! Tora! Tora!
Così recitava il titolo di un film di guerra. Un attacco a sorpresa, vincente, al mercato moto italiano: questo auguriamo ai due marchi giapponesi. Kawasaki e Suzuki hanno dimostrato grande coraggio nell’allestire ad Eicma stand importanti e, soprattutto per Kawasaki, novità di primo piano (vedi Z1000). Con un piano di produzione e commercializzazione più attento, annunciato per prima da Suzuki l’anno scorso, si potrebbe migliorare molto il rapporto di fiducia tra case, concessionari e clienti finali. L’esperienza c’è, i prodotti anche. Ecco allora tutte le ragioni per dare credito ai due marchi che hanno dimostrato, con la loro presenza ad Eicma, di volersi giocare bene tutte le carte nel 2010!
Il gruppo Piaggio, tante moto poche novità
Stand importanti per i marchi del Gruppo. Tanti restyling tra i prodotti, ma le novità vere sono concentrate nei prototipi Moto Guzzi. Piaggio è il brand che ha beneficiato maggiormente degli incentivi governativi ma che ha anche subito la concorrenza dei marchi asiatici (Kymco, Sym, Hyosung) o europei (Peugeot, Garelli, LML). Queste aziende, grazie al grande passo in avanti in termini di qualità e design e ai prezzi di commercializzazione competitivi, hanno guadagnato nel 2009 importanti quote di mercato. Ci auguriamo che il Gruppo guidato da Colaninno si concentri davvero sui prodotti di tutti i suoi marchi, senza “aeree” distrazioni che quest’anno possono aver fatto perdere un po’ di tempo. Le nuove Guzzi V12 sono lì a farci sognare.
Harley ed Mv: leggenda!
Due marchi uniti dalla storia e dalla leggenda e separati dai bilanci. Entrambe le aziende in fiera hanno saputo colpire il cuore degli appassionati (vedi F4 e Fat Boy Special). Stand importanti e novità capaci di attirare una gran folla. I sogni di quasi tutti i motociclisti si sono fermati in questi padiglioni. Le parole di Claudio Castiglioni rilasciate nel finale della nostra intervista accendono le speranze di rivedere Mv Agusta, risolte le difficoltà, impegnata di nuovo nelle gare.
Yamaha, assente giustificata
Sebbene Yamaha Motor Italia abbia dovuto eseguire le volontà della casa madre giapponese, riteniamo che la scelta di non esserci a Milano sia stata corretta. Non solo perché proprio a pochi chilometri dalla fiera, nella sede di Gerno di Lesmo, si sono abbattuti i peggiori risvolti della crisi, che hanno costretto l’azienda al licenziamento di molti operai, ma anche perché di novità da presentare non ce n’erano. Meglio allora concentrarsi sulla ricerca, sulla rete e su un 2010 di intenso lavoro, che porterà il costruttore giapponese nuovamente ai livelli che gli competono. Speriamo siano di buon auspicio i risultati raggiunti quest’anno daYamaha in campo sportivo, dove il dominio è stato pressoché assoluto.
“Honda aveva probabilmente la novità più attesa dell’anno: la VFR 1200 F”
Honda, assente e basta
Honda, come Yamaha, aveva tutte le ragioni per non esserci. Crisi, Yen, scelte imposte dal Giappone. Eppure il rammarico per il pubblico è senz’altro superiore. Infatti, a differenza della casa di Iwata, Honda aveva probabilmente la novità più attesa dell’anno: la VFR 1200 F. Ci auguriamo allora tutti di vederla l’anno prossimo, nella sua versione con il cambio a doppia frizione e di non doverci invece consolare con un altro lancio della collezione di abbigliamento Honda allo stand di una testata concorrente…! Non perdiamo almeno lo stile, per favore.
Avanti tutta
Tanti altri meriterebbero una menzione, a partire da KTM, Beta Motor, Fantic Motor, Moto Morini, Tm, fino a tutte le aziende di accessori e abbigliamento che hanno voluto esserci, magari con strutture piccole e quindi con uno sforzo davvero importante. Non solo economico ma anche fisico e psicologico. Abbiamo visto tanto pubblico nei giorni di esposizione. Il venerdì non si riusciva quasi a camminare. Abbondavano anche le belle ragazze. Tutto questo ha contribuito a fare dell’Eicma il salone della passione. Quella passione che da lunedi’ ci ricorderà che la moto merita ogni nostro sforzo per renderla capace di risollevarsi. Come avrete notato in giro per i padiglioni, le premesse ci sono!
Ippolito Fassati
Ippolito Fassati
15/11/2009
Sono stati inseriti 10 COMMENTI. Commenta »
1. EICMA 2009 - La sconfitta.
Mi sono fatto 1000 Km. in un giorno, ho pagato anche 18 euro di biglietto per vedere cosa?
Se andavo in un paio di concessionari avrei avuto le stesse emozioni e, oltretutto, non sarei stato costretto a rilevare che oramai anche l'EICMA è in mano ai cinesi ed ai pakistani...[...], meno male che l'enta fiera, nel giustificare l'assenza delle due leader Honda e Yamaha aveva detto che, ciononostante, aveva ancora 130 "grandi case" in lista d'attesa!! Balle, due grandi stand dell'EICMA erano vuoti (22 e 26), tutta la parte destra vuota (4 padiglioni) e la maggior parte delle "grandi case" presenti (a parte i veri grandi, naturalmente) altro non erano che bazar cinesi e pakistani...Addio EICMA, per quel che mi riguarda...non ci vedremo più!
Clayteo - 15/11/2009 22:09
2. Tre precisazioni
Per correttezza di informazione è bene ricordare che Eicma ha dichiarato che c'era una lista di attesa di 138 (poi ridotti a 105) aziende, non "grandi marchi".
Cosi' come sul numero di padiglioni, ricordiamo che è pari all'anno scorso. Nel 2008 il pad. 22 era stato usato come paddock per Motolive e solo alcuni dei padiglioni dispari erano stai usati per Eicma bici.
Riguardo infine alla presenza "cinese", precisiamo che, sempre nella massima trasparenza, la stessa Eicma dichiarava anche pochi giorni fa sul suo sito ufficialie "L’internazionalità della più importante rassegna espositiva a livello mondiale delle due ruote si enuncia anche attraverso l’implementazione della partecipazione straniera (49,49% del totale, +15,53% rispetto allo scorso anno) tra gli espositori che popoleranno gli stand. Imponente la presenza dell’industria cinese, le cui aziende affolleranno i padiglioni del Salone anche in virtù del recente accordo collaborativo firmato con l’Italia per l’organizzazione in Cina di un nuovo Salone internazionale dedicato alle due ruote."
StaffMoto - 15/11/2009 23:16
3. giustificati???
Se vincere quattro mondiali in un anno (se non di più) non è sufficiente per fare uno stand a Milano, l'anno prossimo non avranno neanche i soldi per fare le moto per le competizioni!!!
Forse non capisco la loro politica, ma la gente penso che guardi anche queste cose. Ciao
tabo74 - 15/11/2009 23:23
4. Vincitori si', ma non vinti...
La Fiera della Moto esce a testa alta: data la recessione mondiale, che e' sotto gli occhi di tutti, perseverare nell'organizzare una fiera cosi' grande in un settore che da 14 mesi prende bastonate e' da pochi.
Bene per quanti hanno esposto le loro moto al salone. A loro un plauso. E alle case che hanno innovato ancora di piu'.
Non si puo' dire nulla per gli assenti: non e' una colpa non essere presenti ad una fiera. Per alcuni e' una scelta probabilmente strategica (penso a Dainese e Tucano ad esempio che non partecipano mai), c'e' chi partecipa a singhiozzo e solo se ha qualcosa da presentare, chi invece per colpa dello Yen quest'anno ha concentrato i budget altrove. Pazienza, non casca il mondo, trovo.
Vincitori quindi ne vedo tra gli organizzatori e le case. Di vinti francamente non ne vedo.
Penso invece che sia un bene una fiera distinta tra ciclo e motociclo. Mi sono sempre chiesto perche' facessero tutto insieme.
Franco da Milano
franco_milano - 16/11/2009 00:28
5. ma va là: non è stata l'EICMA che noi conosciamo.
E' stata una edizione in crisi. Punto. Il fatto che non sia saltata, come successo per altre manifestazioni, non giustifica il fatto che EICMA 2009 non sia stata all'altezza delle altre edizioni. Poche idee nuove, poche case, poche ragazze, poco di tutto, molto di già visto. Si, poteva andare peggio, ma questo è un'altro discorso. Manca Yamaha ed Honda, come si fa a dire che la crisi non c'è stata? E poi mi parlate di Ducati che porta ottimismo proponendo una discutibilissima Multistrada da 16/18 mila euri? Di buono per le tasche degli italiani in crisi, cosa c'era? Niente. Sì, la gente è venuta ma le attese sono state disattese, come tutti prevedevano.
Capsula01 - 16/11/2009 12:24
6. GIUSTO L' OTTIMISMO MA I PROBLEMI VANNO AFFRONTATI
Il salone di Milano 2009, rappresenta lo stato attuale della salute delle due ruote, moto da 20000 € per pochi e poi vuoto fino ai mezzi cinesi che danno un po' di tristezza, considerando che eravamo abituati a scommettere su quale naked di media cilindrata o supersport o superbike sarebbe stata la piu' venduta del 2010. Oggi le nostre scommesse per il 2010 si basano principalmente sugli scooter e si per un problema economico ma anche di utilizzo. Le nostre strade oggi e il codice della strada poco permessivo ha stufato l' utente medio stradale e non dopo aver riempito le casse dei comuni e il rischio patente è vitale considerando che la maggior parte delle persone ci lavora, quindi la recensione della moto quella vera è stato piu' fondamentalmente un problema burocratico, e per quanto facciamo i saggi con la gente nel dire usiamo la moto in pista ricordiamo a tutto il settore che lo stipendio medio italiano è di € 1000,00 e probabilmente se ne va tutto con una uscita al mugello.. MEDITATE, MEDITATE, MEDITATE.. Per concludere siamo in linea con la scelta di Yamaha e Honda di non aver partcipato all' Eicma 2009, basti pensare solo un dato la cbr600rr nel 2009 e non ditemi che costi tanto listino € 12000,00 ma con le offerte arriviamo agli € 8500,00, costa € 2000 in meno del T-max 500, ma i numeri parlano chiaro il T-max ha surclassato il cbr600 solo di 5000 unita' per l' Italia.. Quindi avant cosi' nei prossimi saloni vedremmo solo scooter e meno motociclette, allora perche' importarle oblligando poveri concessionari di mettersi in casa supersportive quando lo stato ha deciso che non si possono usare, situazione poco corretta per i concessionari che fanno magazzino con i propri soldi, meglio non importarle. Cosi' meno soldi nelle casse dello stato e piu' soldi nelle tasche dei concessionari.... Ma adesso vi lascio perche' vado a caricarmi la mia moto da pista che vado a girare a jerez delle frontera ( circuito da mondiale ) a € 100 al giorno...anche se in tv dicono che loro sono in crisi, secondo noi su altri settori, vi ricordiamo che l' andalusia le moto ci sono ancora e tante e sono rispettate con guardarail adeguati e cartelli che tutelano non solo le auto ma sopratutto le moto, perche' danno benessere a tutta la zona, e noi parliamo del nostro salone senza novita' e piena di scooter.
Ciao a tutti i motociclisti è ora che ci facciamo sentire...
Tony e Mirco Gp1
gp1srl - 16/11/2009 17:48
7. Quarta precisazione
Bene, quindi viene confermato che il futuro dell'EICMA sarà sempre più in mano ai cinesi, che ci hanno prima copiato di tutto e, poi, cercano di rivendercelo! Buono a sapersi... Abbiamo visto persino le Lambrette copiate spudoratamente e, con altrettanta spudoratezza, messe in vetrina e in bella mostra negli stand cinesi e nulla è stato fatto al riguardo per tutelare il Made in Italy.
Tutti abbiamo visto i cinesi all'EICMA fotografare persino le viti dei motori... e tutti conosciamo i pericoli sulla sicurezza dei prodotti cinesi (non mi si venga adesso a dire: "non generalizziamo"). Ma quand'è che ci sveglieremo?
Clayteo - 16/11/2009 18:55
8. Farlocco!
Credo proprio che i tempi in cui un'articolo giornalistico veniva bevuto a bocca spalancata dalle masse, come fosse oro colato e senza diritto di replica, fortunatamente siano finiti da molto tempo. L'unica cosa che posso constatare è che, genericamente parlando, pare che il giornalismo creda ancora oggi di poter far passare "fischi per fiaschi" in una sorta di indottrinamento teleguidato delle masse. Ma fortunatamente le stesse masse oggi affermano, francesismo permettendo, ma che gran cazzata! Eicma non è più la fiera del ciclo e motociclo, quella vetrina internazionale che portava migliaia di appassionati motociclisti nella pausa invernale a scoprire sognanti le nuove proposte del mercato. Ormai è una sagra di paese che si ostina a voler apparire uguale ai fasti di un tempo. Yamaha e Honda con la loro assenza svelano la verità ed in particolare Yamaha la svela ancor più presentando la Diversion, moto economica, poco pretenziosa certa ma assolutamente gustabile ed adeguata a questo duro momento per tutti, nell'attesa del momento della reale ripresa e solo in quel momento pronta a colpire con la nuova Supertenerè 1200 che promette faville. Altrimenti le solite BMW da motocommenda ed il "rinnovato" GS con doppio albero a camme in testa, accidenti sbalorditiva novità non trovate? Ducati porta ottimismo? Di quale ottimismo và cianciando il giornalista che ha scritto questo articolo? Di una multistrada da 14 mila euro nel quasi utopico miglior ottimismo? A pensar male raramente si sbaglia diceva qualcuno e chissà come mai nelle testate giornalistiche nessuno "osi" mai affermare "questa moto è assurda" e parlo in linea generale. Certo che se vi fosse una sorta di "Top Gear" anche per le moto, risulterebbe maggiormente la verità. Posso capire che testata giornalistica Italiana non parla male del made in Italy, ma affermare addirittura che Ducati abbia portato una ventata di ottimismo. Lo stand era pieno perchè la multistrada in fondo era una delle rare vere novità presenti, altro che calamitati. Personalmente andrò a vedere la fiera di Verona, si preannuncia "più nei ranghi" e decisamente più aderente alla realtà. Non parlo di "cinesopoli" l'argomento nemmeno merita di essere considerato. Riguardo poi a case come Moto Morini c'è poco da dire avanti tutta. Per fare una moto non è sufficiente un buon telaio, un motore performante e componentistica di prim'ordine come lo è la Granpasso. Occorre ricercare anche il gusto stilistico dell'acquirente, la poliedricità del mezzo, l'accessibilità in termini finanziari e ora fare un Supermotard sulle sue vesta è l'ennesima mazzata che Morini si è dato sui propri piedi. Il tempo delle vacche grasse è finito, è divenuto di nicchia, questa è la realtà e che si voglia affermare il contrario risulta solo offensivo verso chi la moto la ama e la vive con passione.
Pilotino10 - 16/11/2009 20:56
9. Fiera 2009 e ottimismo
Mi è sembrata una esposizione in tono minore, al passo con i tempi.
La grande presenza di espositori del sud-est asiatico depone in questo senso.
Altri lettori noto che sono concordi in questa valutazione.
leggendo l'articolo invece.."Un lavoro grandioso all’interno e all’esterno dei padiglioni."...." Harley ed Mv: leggenda!" (pur con le notizie di dissesto pubblicate proprio qui!).
Resta l'impressione che i frequentatori del sito e l'articolista abbiano visto due manifestazioni differenti.
Il forfait dei due maggiori costruttori mondiali, Honda e Yamaha, come va letto...forse nel senso che non c'è crisi?
Per quando i Concessionari si accontenteranno di ottimismo al posto di un assegno, assicuro grandi acquisti.
Alex12 - 16/11/2009 22:10
10. VENERDI' 13/11/09
Buon giorno,
cito testualmente l'articolo:" Venerdi' non si riusciva quasi a camminare"
Scusi ma il Venerdi' di quale anno? (forse il 2007?)
Ero in Fiera (anno 2009) con un amico e ci si muoveva benissimo!
Questo per vostra informazione.
Cordiali saluti
MARCO
ZIO1975 - 17/11/2009 11:59