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GP DI GERMANIA

MX 2017. Il GP di Germania, a un passo dal giro di boa

- Dopo un weekend di riposo il Mondiale cross ritorna in pista per disputare l’8ª prova. Riflettori puntati su Cairoli e Jonass
MX 2017. Il GP di Germania, a un passo dal giro di boa

Le vittorie nello scorso GP della Lettonia di Jeffrey Herlings (MXGP) e Thomas Kjer Olsen (MX2), entrambi al loro primo successo iridato delle rispettive categorie, hanno portato una ventata di aria nuova ad un campionato che aveva già stabilito una precisa connotazione.


Nella 450 Tony Cairoli dopo la tappa di Kegums è infatti ritornato al vertice con oltre 100 punti sul 7° in campionato, e grazie alla sua consistenza ora conta su di un gruzzoletto di 17 lunghezze su Tim Gajser, il quale vanta cinque vittorie di manche contro le 4 del messinese, ma già ben 38 sul 3° Gautier Paulin.


Sulla pista tedesca, che Youthstream ha reso più sicura rendendola meno veloce in alcuni punti che in passato si erano dimostrati piuttosto rischiosi, la sfida tra l’ufficiale KTM e quello della HRC è di nuova aperta, anche se sulla carta il Tonino nazionale parte favorito dalla vittoria riportata nella scorsa edizione e dall’incertezza dalle condizioni psicofisiche dello sloveno dopo la pesante e paurosa caduta di cui è stato protagonista nella seconda manche lettone.


MX2

Chissà se ora che ha rotto il ghiaccio Herlings non sia capace di mantenersi allo stesso livello, come d’altronde ha fatto nel 2016 sul medesimo circuito quando è salito sul gradino più alto del podio MX2.


Quest’ultima ospita il debutto alla guida della Kawasaki ufficiale dell’attuale leader dell’Europeo 250 Morgan Lesiardo, ma è Pauls Jonass ad attirare tutte le attenzioni. A questo punto del campionato la prima guida KTM oltre avere ben otto vittorie (lo seguono Seewer con 2 e con una Prado, Olsen e Covington) è infatti al comando con ben 42 punti su Seewer, 10 in più su Olsen e 64 su Lieber.


Tra alti e bassi, i nostri sono a ridosso dei top ten: Michele Cervellin malgrado gli acciacchi fisici è 12° seguito con 7 lunghezze di margine da Samuele Bernardini, mentre Ivo Monticelli per via anche di 4 zeri è solo 21°.

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