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La manutenzione del nostro casco
Prima di trattare l'argomento omologazioni, che saranno oggetto della nostra ultima puntata di questa rubrica sul casco, vorremmo darvi alcuni suggerimenti circa l'utilizzo e la manutenzione del vostro casco protettivo per motociclisti, nonché qualche consiglio per chi deve acquistarne uno nuovo.
Innanzitutto è buona norma leggere il libretto di istruzioni che ci viene fornito assieme al casco, per poterne conoscere le caratteristiche e per comprendere come sostituire la visiera o l'interno (nel caso sia estraibile e lavabile). Quando non lo utilizziamo, cerchiamo di riporre il nostro casco in un luogo che lo preservi dall'umidità, dai raggi solari (che come abbiamo visto alla lunga possono danneggiare la calotta interna in polistirolo) e dalla polvere. Prima di utilizzarlo controlliamo attentamente lo stato della visiera che non deve essere graffiata e naturalmente deve essere pulita e perfettamente trasparente. E' utile ogni tanto smontare la visiera sia per controllare lo stato del meccanismo che ne regola il movimento e per poterla pulire accuratamente. Basta un poco di acqua tiepida ed un poco di sapone neutro, oppure un liquido per la pulizia dei vetri, da applicare sulla visiera e da rimuovere con un panno ben pulito e non abrasivo. Per quanto riguarda invece la rimozione dei moscerini dalla visiera, vi sono vari modi per toglierli dalla nostra visiera. Personalmente aspetto che si siano "seccati" e li rimuovo con acqua tiepida e uno straccio morbido, ma uno dei "trucchi" che ho imparato dai racing service che lavorano sulle piste è quello di bagnare abbondantemente un panno o uno straccio e posizionarlo sulla parte anteriore del casco sino a coprire completamente la visiera. Dopo qualche ora basterà togliere il panno ed i moscerini resteranno sul panno stesso, lasciando la visiera perfettamente pulita. In questo modo si evita il rischio di graffiare la visiera nel tentativo di eliminare gli insetti. Controlliamo anche lo stato della guarnizione del bordo visiera, perché potrebbe essersi danneggiata ed essere quindi la causa della cattiva chiusura della visiera stessa con le conseguenti infiltrazioni d'aria e i rumorosi fruscii. Per quanto riguarda invece l'interno, nel caso di interni smontabili, è consigliabile estrarlo periodicamente non solo per la nostra igiene, ma anche perché con una corretta manutenzione il vostro interno manterrà inalterato il suo spessore e quindi la giusta taglia. Basta lavarlo in acqua tiepida con del sapone neutro e lasciarlo asciugare senza esporlo ai raggi solari. Attenzione poi a riposizionarlo in modo corretto, leggendo attentamente il manuale a corredo del casco. Nel caso di un casco con interno fisso, sono disponibili alcune schiume spray detergenti che possono pulire il vostro interno senza danneggiarlo. Non cerchiamo mai togliere dal casco un interno che non sia smontabile. Otterremo solo il risultato di danneggiare in modo irreparabile le spugne che lo compongono. Infine, sempre per quanto riguarda l'interno, controlliamo che la taglia non si sia modificata con l'uso. Se il nostro casco "balla" una volta calzato, è giunto il momento di acquistare un nuovo interno oppure, nel caso di un interno fisso, di sostituire l'intero casco. Abbiamo già visto nelle puntate precedenti come possa essere pericoloso un casco di una taglia superiore alla nostra. Controlliamo anche lo stato del cinturino, che sappiamo essere determinante per la nostra sicurezza. Il nastro non deve essere sfilacciato e nel caso la chiusura sia a scatto, controlliamo che funzioni correttamente e che si possa facilmente chiudere ed aprire. Lo stesso vale per il sistema di ventilazione: accertiamoci che le prese d'aria regolabili si possano aprire e chiudere facilmente e rimuoviamo eventuali insetti che si possono essere incastrati nel meccanismo che ne regola il movimento. Non modifichiamo mai e in nessun modo il nostro casco. E' una delle prime raccomandazioni che il costruttore cita nel manuale di istruzioni, proprio per evitare che eventuali manomissioni riducano il grado di protezione del casco. Infine controlliamo anche lo stato della nostra calotta esterna, per essere certi che la stessa non sia stata danneggiata da eventuali sassolini (magari "sparati" da un mezzo che ci precedeva) oppure da urti casuali a casco non indossato. In caso di visibili danneggiamenti accertiamoci che il danno sia solo estetico e in caso contrario non esitiamo a contattare il nostro rivenditore per richiedere un controllo da parte del produttore o dell'importatore.
L'uso corretto
Come dobbiamo utilizzare il nostro casco? Abbiamo visto in precedenza che si deve evitare qualsiasi tipo di urto accidentale, perché il nostro "sistema di sicurezza" è stato costruito proprio per assorbire l'energia di qualsiasi tipo di impatto e che nell'assorbirla il casco si può danneggiare. Evitiamo quindi di appoggiarlo sul serbatoio o sul manubrio della moto, proprio per evitare che possa cadere (è la causa principale di cadute accidentali). Stiamo attenti anche nel maneggiarlo. Il casco è un oggetto quasi sferico e può sfuggire di mano facilmente. Evitiamo inoltre di sederci sul nostro casco (che tra l'altro è scomodo) o peggio ancora di salirci sopra con i piedi. In alcune gare motociclistiche ho visto spettatori che lo utilizzavano in questo modo per una maggiore visibilità. In entrambi i casi applicheremmo una forza notevole sia alla calotta esterna che alla calotta interna che si potrebbero danneggiare. Evitiamo poi di lasciarlo per lungo tempo nel bauletto della nostra moto se la parcheggiamo in luoghi assolati. Come abbiamo detto in una delle precedenti puntate, il calore potrebbe deteriorare le calotte esterne in materiale plastico, ma anche e soprattutto la calotta interna in polistirolo. Infine evitiamo di appenderlo agli appositi meccanismi porta casco presenti su molte motociclette, se non a moto ferma. E' pericolosissimo circolare con un casco attaccato alla moto lateralmente, in quanto lo stesso sporgerebbe al punto da poter causare urti con altri veicoli, con conseguenze facilmente immaginabili. Non smetteremo inoltre mai di ripetere che il casco deve essere allacciato e soprattutto calzato correttamente. Penso sia inutile ogni commento per quei motociclisti o scooteristi che si appoggiano il casco sulla testa senza calzarlo completamente.
Ma tra l'altro, non è più scomodo?
Guida all'acquisto
Passiamo infine alle regole basilari per l'acquisto di un casco. Innanzitutto dobbiamo scegliere il tipo di casco che meglio corrisponde all'utilizzo che ne vogliamo fare e al tipo di moto che utilizziamo. Il mercato offre modelli di caschi adatti ad ogni tipo di utilizzo: integrali da cross, jet per un uso cittadino o per il trial, apribili e integrali (questi ultimi sia turistici che racing). Dobbiamo quindi innanzitutto individuare quale sia il casco più adatto e per questo una buona indagine su Internet sarebbe auspicabile, per poter conoscere le proposte delle aziende, i prezzi e il rivenditore a noi più vicino. Una volta identificato il casco che più ci aggrada, dobbiamo recarci dal negoziante per l'acquisto. Una volta nel negozio è indispensabile calzare il casco che si intende acquistare, ricordando che deve fasciare senza stringere e che nel dubbio è meglio scegliere una taglia leggermente più stretta che una più larga, sempre nell'ottica della massima sicurezza. Cerchiamo, una volta calzato, di tenerlo in testa alcuni minuti per accertarci che si adatti alla nostra testa e non abbia delle protuberanze o dei gradini interni che ci possano dare fastidio. Un casco con problemi di calzata è terribilmente scomodo e a volte doloroso (in un utilizzo prolungato). Il casco che calza a pennello a un nostro amico non è detto che vada bene a noi. Scegliere un casco è come scegliere un paio di scarpe e così come non tutti i piedi sono uguali, anche il cranio si differenzia notevolmente da persona a persona. Sappiate che alcune aziende giapponesi utilizzano per i mercati europei e americani un tipo di polistirolo con una calzata diversa rispetto ai caschi destinati ai mercati dell'estremo oriente, proprio perché la conformazione del nostro cranio è diversa da quella degli orientali. Controlliamo attentamente anche i componenti del casco che vogliamo acquistare. Potendo disporre del giusto budget, sarebbe meglio disporre di un casco con l'interno estraibile e possibilmente con la visiera antiappannamento. Accertiamoci che il sistema di ventilazione sia regolabile e che all'interno della calotta in polistirolo siano presenti i canali che permettono all'aria di circolare. Se pensiamo di utilizzare il nostro casco per lunghe percorrenze è meglio scegliere caschi con prese d'aria che non siano troppo in rilievo rispetto alla linea della calotta, per una buona silenziosità. Diamo un occhiata anche alla visiera che deve chiudersi correttamente per evitare fastidiose e rumorose infiltrazioni d'aria. Basta munirsi di un foglio di carta e provare a farlo scorrere nello spazio esistente tra la calotta esterna e la guarnizione della visiera. Se vediamo che il foglio entra facilmente nell'intercapedine, significa che il meccanismo della visiera deve essere regolato meglio. Valutiamo anche il peso del casco, non solo quello stampato sull'apposita etichetta, ma il peso del casco una volta indossato. Infatti il peso di un casco ha un valore relativo se il suo bilanciamento non è ottimale.
Ad esempio un casco apribile con un meccanismo e una mentoniera particolarmente pesanti, tenderà a "cadere" in avanti e ci costringerà a contrastare questo suo sbilanciamento con uno sforzo del collo che, dopo alcune ore di viaggio, potrà causare dolori alla nostra cervicale. Al contrario un casco ben bilanciato non farà sentire il suo peso e non affaticherà il nostro collo. In altre parole valutiamo il peso di un casco, ma anche come lo stesso sia bilanciato una volta indossato. Sempre nel caso di un casco apribile, controlliamo l'etichetta omologativa per sapere se il casco che stiamo valutando per il nostro acquisto sia stato omologato con la mentoniera protettiva o non protettiva. Se il secondo numero, che è stampato sull'etichetta (quello più a destra che identifica il numero progressivo dell'etichetta stessa), termina con la lettera P significa che il casco dispone di una mentoniera testata come protettiva, mentre se termina con le lettere NP il casco ha una mentoniera che non ci potrà proteggere il viso in caso di urto. Una differenza non da poco. Mentre ci muoviamo con la nostra moto o con il nostro scooter evitiamo di utilizzare i caschi apribili con la mentoniera alzata. Oltre ad essere scomodo (la mentoniera sollevata sul casco provoca l'effetto "vela" e l'aria costringe il nostro collo a uno sforzo per bilanciarne la forza ) è anche poco sicuro perché in caso di caduta non proteggerebbe il nostro viso e tanto varrebbe usare un buon casco jet (così vengono comunemente definiti i caschi privi di mentoniera). Un casco con mentoniera sollevabile ci consente di parlare con il nostro passeggero da fermi, di chiedere un informazione o di scattare una fotografia senza doversi togliere il casco, ma non di utilizzarlo come un casco jet. Lo prova il fatto che i caschi flip-up, o apribili che dir si voglia, vengono testati in laboratorio con la mentoniera ben chiusa. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, un buon casco con calotta in plastica non è meno sicuro di un buon casco con calotta in fibre composite e quindi nel valutare il prezzo del nostro casco dobbiamo tenere in considerazione il materiale con il quale la calotta è stata stampata. E' però indispensabile considerare tutte le caratteristiche di un casco se vogliamo spendere bene i nostri soldi.
Leggendo questa e le puntate precedenti, dovreste avere moltissime delle informazioni necessarie per poterlo fare. Valutate tutti i vari componenti del casco che state scegliendo per poter stabilire se il prezzo che vi viene richiesto sia giustificato o meno. Un buon casco in policarbonato (naturalmente omologato ECE 22-05), con l'interno smontabile, con una visiera con il sistema antiappannamento che si chiuda correttamente ed un buon sistema di ventilazione, garantisce un ottima protezione e un buon comfort e lo possiamo trovare a prezzi accessibili.
Naturalmente se disponiamo di un budget sostanzioso, possiamo rivolgerci a prodotti in fibre composite, magari con la calotta completamente in carbonio, l'interno in tessuti tecnici pregiati e altri importanti optional. L'importante è che il casco sia sicuro e ora sappiamo che la sicurezza è l'insieme delle prove omologative (e, come vedremo, fa fede l'apposita etichetta), del comfort, dell'aerazione, della silenziosità e del bilanciamento.
Ma un ulteriore ed essenziale garanzia di sicurezza è rappresentata dalla serietà dell'azienda che ha progettato e costruito il nostro casco. I marchi più noti e da anni presenti sul mercato ben difficilmente commercializzano caschi poco sicuri, e offrono ai propri clienti la possibilità di rivolgersi ai loro customer service; di conseguenza rispondono dei loro prodotti e non ci abbandonano in caso di bisogno. Considerate anche questo quando acquisterete il vostro nuovo casco.
Carlo Baldi
Prima parte. La nuova sezione dedicata ai caschi. Chi è Carlo Baldi
Seconda parte. La calotta esterna
Terza parte. La calotta interna
Quarta parte. I componenti del casco
Leggi le risposte dell'esperto ai commenti del primo articolo
Leggi le risposte dell'esperto ai commenti del secondo articolo
Leggi le risposte dell'esperto ai commenti del terzo articolo
Leggi le risposte dell'esperto ai commenti del quarto articolo
25/06/2008
Sono stati inseriti 13 COMMENTI. Commenta »
1. gio2008200894
Buongiorno sig.Cuomo,
la calotta del suo casco non è stata assemblata con due semicalotte, ma è stata stampata in un solo pezzo con uno stampo ad inizione. La linea che lei vede non è altro che il punto di chiusura dello stampo che solitamente lascia un poco di "bava" plastica. Quindi è del materiale aggiuntivo e non significa che siano state incollate due semicalotte. Solitamente questo accumulo di materiale viene eliminato prima della verniciatura passando un poco di carta vetrata sulla linea, per eliminarla. Evidentemente però il suo casco non è verniciato e la calotta, una volta stampata, è stata utilizzata per il montaggio. Pur non avendo lei specificato marca e modello, penso che il suo casco sia un modello economico, ma questo non significa che non sia sicuro. Quindi se il suo casco ha meno di cinque/sei anni e non ha mai subito alcun tipo di urto, può continuare ad utlizzarlo.
Carlo Baldi - 30/06/2008 13:45
2. Daniel 86
Buongiorno Daniel,
mi fa piacere che abbia seguito il mio consiglio e sono sicuro che il suo casco verrà verificato ed eventualmente riparato. Mi faccia sapere, una volta che lo ha avrà ricevuto, cosa è stato fatto al suo Shoei. Grazie
Carlo Baldi - 30/06/2008 13:52
3. Il casco
Complimenti per tutti iservizi e sopratutto per quelli concernenti la sicurezza a cui un motociclista deve far riferimento
trrritone - 02/07/2008 10:44
4. commento articolo manutenzione caschi
Gentile sig. Baldi,
ho letto con interesse e molto apprezzato i Suoi articoli sul "Sistema di sicurezza" casco.
Vorrei chiederLe un chiarimento, relativo ad un problema, di cui non sono riuscito a trovare la soluzione. Possiedo un casco in plastica, costruito mediante l'assemblaggio di due emicalotte(vi è una sottile linea, che divide il casco in due metà simmetriche sulla superficie della calotta esterna). Ho letto che questo tipo di costruzione è meno efficace di un casco costruito in un unico pezzo; è vera questa notizia? E' consigliabile sostituire il mio casco?
Ringraziando anticipatamente La saluto e Le rinnovo il mio apprezzamento per la sua divulgazione.
Giovanni Cuomo
gio2008200894 - 25/06/2008 20:40
5. New hold stock
Ciao, se un casco è restato per qualche anno in un negozio o in un magazzino, lo stesso deve considerarsi ancora nuovo. Solitamente vengono mantenuti all'interno della scatola singola e probabilmente nell'apposito sacchetto in stoffa e quindi lontani dalla luce e dai relativi raggi UV. Accertati solo che siano omologati 05 (i modelli da te citati lo sono certamente) e che il colore della vernice sia ancora ben vivo (segno che non è stato esposto per molti giorni in vetrina). Secondo me, una volta fatto questo semplice controllo, potrai acquistare un buon casco ad un prezzo sicuramente concorrenziale. La durata di un casco - vedi l'articolo da noi pubblicato e riguardante questo argomento - dipende dal suo uso e sopratutto dal fatto che non abbia subito nessun tipo di urto. Un casco tenuto in negozio o in magazzino e quindi mai utilizzato può considerarsi nuovo anche se di un modello magari di qualche anno fa.
Ciao
Carlo Baldi - 18/07/2008 21:34
6. SIGLE PRESENTI SUL MIO NOLAN N-COM 102
NEL MIO CASCO SONO PRESENTI LE SEGUENTI SIGLE: E3 052306/P 025385.
NON SONO QUELLE DI CUI SI PARLA NEL FOCUS.
E' OMOLOGATO?
SARCHIAPONE01 - 27/06/2008 12:27
7. sistema di ritenzione
Gentile Carlo Baldi,
ci tenevo a dirle che ho apprezzato molto tutti gli articoli relativi al sistema casco, sono stati davvero utili per un lavoro che io ed altri miei compagni abbiamo presentato in università.
Inoltre volevo chiederle se effettivamente qualche azienda stia sviluppando un nuovo sistema di ritenzione, diverso da quello a doppio anello e quello a sgancio rapido, che pare sia molto pratico, in quanto dovrebbe allacciarsi automaticamente(non so come..).
Infatti nonostante chi pratica enduro/motocross sia abituato alla chiusura a doppio anello, penso che una chiusura più semplice, a allo stesso tempo sicura come quest'ultima, possa essere decisiva in alcune circostanze, come ad esempio quando una persona non si allaccia correttamente il casco per mancanza di voglia o eccessiva fretta(motivi stupidi ma credo reali).
La ringrazio per la sua disponibilità!
Marco
ass - 20/01/2009 15:24
8. Il mio casco parte da solo
Sig. Baldi si ricorda io sono quello dello SHOEI XR 1000 con la calotta interna rovinata siccome lei mi ha chiesto di tenerla informata sulle vicende del mio casco le comunico che lunedì parte da solo e va a Fabriano dove provvederanno ad effettuare le dovute riparazioni, la terrò informato su quale difetto ha causato questo movimento della calotta così come lei mi ha chiesto, la ringrazio ancora e ancora complimenti per il forum....... DANIEL
Daniel 86 - 27/06/2008 17:30
9. Enhan
Buongiorno Emanuele,
di certo realizzare un casco con calotta completamente in carbonio non è una cosa semplice e richiede una grande conoscenza delle fibre ed un know how che poche aziende hanno. Di certo il prezzo è molto alto per cui alcune aziende preferiscono proporre caschi meno costosi e più vendibili. Per quanto riguarda il peso inferiore, bisogna poi vedere quanti e quali componenti vengono poi fissati sul casco stesso, in quanto la differenza di peso tra una calotta in tricomposito ed una in carbonio è intorno ai 200 grammi (circa). Come ho avuto modo di scrivere, il carbonio ha un punto di rottura molto più elevato rispetto alle altre fibre, per cui non è solo il peso a fare la differenza. Però non dimentichiamoci mai che un casco è un "sistema di sicurezza" formato da vari componenti e che la calotta esterna è solo uno di questi componenti.
Carlo Baldi - 01/07/2008 09:43
10. New old stock
Gentile Carlo Baldi, volendo cambiare il mio "vecchio" Nolan N100 (di cui sono soddisfattissimo), ho trovato occasioni di N100 o N102 con cui si potrebbe risparmiare un centinaio di euro rispetto all'ultimo modello N103. Si tratta di caschi nuovi di zecca ma evidentemente di "fondi di magazzino".
La domanda è: li posso considerare "nuovi" oppure "vecchi" (nel senso che hanno una vita residua inferiore ai 5 anni)?
Duro - 16/07/2008 14:46
11. Sarchiapone01
Buongiorno,
il suo casco Nolan è senza dubbio omologato e lo conferma l'etichetta che lei ha trascritto. E3 significa che il casco è stato omologato in Italia. La prima cifra inizia con 05 e quindi il suo casco è conforme alla più recente omologazione vigente in Europa. Infine la P finale sta ad indicare che la sua mentioniera è protettiva e quindi il suo è da considerarsi un casco integrale (con protezione integrale). Forse nel mio articolo non sono stato abbastanza chiaro, ma può stare tranquillo : il suo casco è stato omologato nel migliore dei modi. D'altronde trattandosi di un prodotto di una delle migliori aziende produttrici di caschi protettivi, può stare tranquillo per quanto riguarda la sua sicurezza.
Carlo Baldi - 30/06/2008 13:50
12. Caschi in carbonio
Ciao, il motivo per cui sono poche le case produttrici di caschi con
calotta esterna completamente in carbonio è dovuto ad un motivo
prettamente economico? Le più blasonate case non hanno in catalogo
caschi del genere, per cui mi viene da pensare che tutto sommato la
produzione avviene per un motivo di prestigio.
L'unico vantaggio verificabile sta sicuramente del peso, cosa
comunque non trascurabile, soprattutto per chi il casco lo porta per
molte ore.
Grazie!
Emanuele
enhan - 30/06/2008 23:31
13. Per Marco
Chiedo scusa per l'enorme ritardo, ma non ho più controllato i commenti ad articoli vecchi. La ringrazio innanzitutto per le sue belle parole e sono lieto che i miei articoli vi siano serviti per i vostri studi universitari. Per quanto riguarda le chiusure del cinturino che io sappia al momento nulla di nuovo si scorge all'orizzonte. Questo è un momento di stasi per quanto riguarda i caschi. La crisi sta facendo si che le aziende si scontrino molto sul prezzo e sempre meno sulla qualità e sull'innovazione. Sarebbe ottimo avere un dispositivo che obblighi l'utilizzatore a chiudere il cinturino, ma al momento, che io sappia, nessuna azienda sta lavorando su un simile dispositivo. Naturalmente spero di sbagliarmi e di essere smentito al più presto. Cordiali saluti.
Carlo Baldi - 18/09/2009 19:36