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MotoGP

Romagnoli e Manna (Pramac Ducati): “Quella volta che il WD-40 ci salvò la vita”

- Una chiacchierata con i capotecnici del team Pramac per scoprire i segreti della manutenzione di una MotoGP. Contenuto in collaborazione con WD-40
Romagnoli e Manna (Pramac Ducati): “Quella volta che il WD-40 ci salvò la vita”

Una chiacchierata con Daniele Romagnoli, in occasione dell’ultimo Gran Premio di San Marino, ci ha permesso di rivolgere a lui e a Nicola Manna, capomeccanico della squadra di Scott Redding, anche qualche domanda sul tipo di lavoro che viene svolto, ogni week-end, sulle moto dei due piloti.

Ragazzi, quanta differenza c’è tra una MotoGP e una moto di serie? Quanto è distante il vostro lavoro da quello che viene svolto da un meccanico “tradizionale”? Nel caso della Formula 1, ad esempio, possiamo dire che non ci sia quasi nulla in comune con una vettura di serie...

Romagnoli: «Nel caso delle moto possiamo dire che una MotoGP e una moto di serie siano di fatto “cugine”. Concettualmente sono la stessa cosa. Le MotoGP sono dei prototipi perché usano anche dei materiali che, solitamente, non vengono impiegati nella produzione di serie. Penso al forcellone posteriore della nostra Ducati, in materiale composito, o all’impiego del magnesio e del titanio, che in genere non vengono utilizzati sui prodotti destinati al mercato. Anche a parità di supporti, si lavora sulla qualità. I telai delle MotoGP e delle moto da corsa in genere sono in alluminio o in acciaio, come sulle moto che trovate in commercio, ma esistono varie qualità di materiali. Sulle MotoGP vengono ovviamente utilizzate le migliori. Sicuramente possiamo dire che la differenza principale sia la facilità con cui è possibile lavorare su una moto da corsa. Una MotoGP è pensata per essere smontata alla svelta. Ci sono delle operazioni che devono essere fatte in maniera molto veloce. E poi, naturalmente, ci sono tempi di esercizio decisamente inferiori, che comportano la necessità di sostituire componenti anche strutturali - cosa che su una moto di serie non viene fatto».

Danilo Petrucci

Manna: «Aggiungo, noi interveniamo sulla moto con una cura per il particolare che nessuna officina “normale” riserva alle moto dei propri clienti. Noi andiamo a lavorare su componenti che su una moto di serie, in genere, non vengono toccati».

Del tipo?

M: «Penso alla pulizia delle pinze freno. In un’officina ordinaria non esiste che vengano puliti i freni o altri particolari come facciamo noi. Poi, certo, ci sono una serie di operazioni molto più simili a quelle che vengono effettuate su una moto stradale, ma che vengono effettuate con una frequenza infinitamente maggiore. Qui una catena dura 500 km, mentre su una moto stradale ne dura 40.000.
Ogni turno, ogni 90-100 km, la moto viene completamente smontata: carene, freni, serbatoio, pompa benzina. Si riguarda tutto, tutte le varie usure. Qui ogni 1.000 km si cambia motore. È un lavoro completamente diverso».

Questa similitudine fa si che voi possiate usare prodotti che sono disponibili sul mercato a tutti gli utenti, per gli interventi sulle vostre moto? O servono prodotti speciali?

R: «I prodotti che noi utilizziamo per la nostra manutenzione sono prodotti normalmente disponibili in commercio. Non necessitiamo di impiegare, per la manutenzione ordinaria, qualcosa di veramente particolare. L’unica accortezza è verificare che certi prodotti non siano troppo aggressivi con i materiali che utilizziamo sulle nostre moto».

M: «Sì, confermo quanto detto da Daniele. Grasso catena, olio per forcelle, prodotti per la pulizia, sono prodotti normalmente disponibili in commercio».

Per esempio usate il WD-40…

R: «Assolutamente sì! WD-40 è un marchio che ormai fa parte della storia delle corse dai tempi degli “americani”, dai tempi del team Roberts. È un prodotto che tutti i motociclisti conoscono e usano, e che impieghiamo abitualmente anche noi».

M: «Tutti lo usano, anche chi non lo ha come partner tecnico».

I prodotti WD-40, ormai di uso comune per tutti i motociclisti


In che maniera lo usate?

M: «È un prodotto universale. Lo usiamo per dare maggiore scorrimento, per piantare una boccola, un cuscinetto. Ricordo una volta in cui ci salvò la “vita”. Si era rotto uno scarico e non veniva via in nessuna maniera. Lo prendemmo a martellate, ne facemmo di tutti i colori. Poi, contro il parere di alcuni (perché era ancora caldo), ci spruzzammo sopra del WD-40. Venne su un gran fumo ma alla fine riuscimmo a disincastrarlo. E poi lo usiamo anche per proteggere i nostri motori, quando li spediamo».

Cioè?

R: «Quando dobbiamo mandare via i motori per le gare extra europee, le casse in cui sono contenuti restano anche per venti giorni esposte ad un sacco di umidità e a temperature molto basse, con un forte rischio di ossidazione. Prima di imballarli, li mettiamo praticamente a bagno nel WD-40. Questo fa sì che si crei una patina protettiva che impedisce l’ossidazione. E poi, anche per noi, è semplice da pulire, da asportare».

Devo provarci sulla mia naked. Grazie della dritta!

«Prego!».

  • gdn1963, Casale Monferrato (AL)

    Almeno non si paga il canone...
  • Centauro469, Augusta (SR)

    Il migliore peccato che sulle guarnizioni...
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