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gp della rep. ceca

MotoGP. Ducati, sempre un passo in avanti

- Nelle FP2, Lorenzo ha portato al debutto la nuova carenatura della GP17, come sempre molto curata e avveniristica. Jorge: “Ringrazio gli ingegneri, stanno facendo di tutto per rendermi la vita più facile: la prima sensazione è positiva, ho più fiducia nell’anteriore”. Il Dovi, primo, per il momento non l’ha ancora utilizzata
MotoGP. Ducati, sempre un passo in avanti

BRNO – Come una bella donna, si è fatta aspettare a lungo: prima la pioggia del mattino ha rinviato il debutto al pomeriggio, quindi un cambio di messa a punto l’ha tenuta nascosta fino a circa 13 minuti dalla fine dietro a pannelli impenetrabili. Poi, finalmente, la nuova carenatura, è stata fatta vedere, Jorge Lorenzo è salito in sella ed è entrata in pista con l’ennesima creatura dell’ingegnere Gigi Dall’Igna. Cinque giri in tutto, il migliore il terzo in 1’57”637, oltre un secondo più veloce del crono ottenuto con la carenatura “tradizionale”. «Intanto, devo fare i complimenti al team e agli ingegneri che continuano a lavorare tantissimo per migliorare la moto e per rendermi la vita più facile» dice sincero Jorge Lorenzo, chiaramente soddisfatto del trattamento ricevuto. Il primo impatto è stato sicuramente positivo. «Sicuramente c’è ancora da lavorare e si può migliorare in alcune aree, ma la prima sensazione è stata positiva: nella maggior parte del circuito, ho molta più confidenza con l’anteriore, senza particolare appesantimenti nei cambi di direzione. Sono convinto che con il setting giusto, si possa già usare domenica in gara in caso di pista asciutta» sorride Lorenzo, al di là del 15esimo tempo per non aver cambiato le gomme nel finale. Jorge non è uno che bleffa: i benefici, nel suo caso, sembrano reali.

 

UN GRAN STUDIO

Così, ancora una volta, la Ducati riesce a stupire, con una carenatura innovativa e differente anche da quella vista a inizio stagione in Qatar nei test invernali: le alette laterali sono molto pronunciate, il cupolino è schiacciato nella parte anteriore e quasi separato dal resto. «Così, però, abbiamo speso più che nel 2016, abbiamo dovuto ricominciare gli studi da capo» ironizza Dall’Igna, che l’anno scorso si era battuto perché il regolamento non fosse cambiato, mentre la Honda (soprattutto) aveva proposto le modifiche, per presunti motivi economici e di sicurezza. Anche per questo, Shinichi Kokubo, massimo responsabile tecnologico della HRC, ha replicato a Dall’Igna: «Noi abbiamo speso meno». Probabilmente ha ragione mettendo a confronto le due soluzioni (anche Marquez ha utilizzato una nuova carenatura): quella Ducati è studiata nei minimi dettagli, curatissima, quella della Honda sembra realizzato artigianalmente, con due appendici laterali rivettate alla meno peggio sulla carenatura principale. La differenza sostanziale è una: Dall’Igna crede fortemente nello sviluppo aerodinamiche, per i costruttori giapponesi – e per la HRC in partcolare – rappresenta solo un fastidio.

 

DOVIZIOSO: “ABBIAMO INIZIATO MOLTO BENE”

Ma la carenatura “vecchia” continua a funzionare piuttosto bene, come conferma il miglior tempo di Andrea Dovizioso, ottenuto però con le gomme morbide montate nel finale. «Oggi è andata molto bene sia nelle FP1 sia nelle FP2: al mattino, con la pioggia, abbiamo provato sia la morbida sia la media. Ho finito indietro (13esimo, NDA), ma le sensazioni sono molto buone, differenti da quelle in Olanda e Germania, dove con l’acqua ero in difficoltà. Nelle FP2, al di là del tempo e della posizione finale, abbiamo confermato di avere una buona velocità e di poter essere competitivi. E’ ancora troppo presto, il mio crono non basterà per entrare nei 10 nel caso di FP3 asciutte, ma era importante confermare la nostra competitività», spiega Andrea, che non ha ancora provato la nuova carenatura. Lo farà, forse, domani, se i riscontri saranno ulteriormente positivi. Ma in questo momento non è la sua priorità.

  • Andrea.Turconi, Rho (MI)

    Eraldo Carlo chi sono loro per giudicare .... sono i peggiori che al motociclismo poteva capitare.
  • Svirgolo_969

    @Andrea T...

    Forse dovresti leggere il regolamento... Esso dice esplicitamente che le eventuali appendici aerodinamiche DEVONO essere ALL'INTERNO delle linee della carena.

    Esattamente come nell'Aprilia.

    È davvero sin troppo evidente che invece, le ali della Ducati, sono totalmente ALL'ESTERNO delle linee della carena. Ed infatti sono collegate ad essa (la carena...) solo tramite sottilissime paratie laterali. Le quali sono per giunta anche aperte...

    Quindi di cosa parli? Il fatto che siano omologate dal "clan" di Ezpleta non vuol dir nulla. L'evidenza della loro NON CONFORMITÁ al regolamento é lapalissiana.

    Oltretutto sbagli anche su Vinales: lui ha sempre avuto a disposizione ambedue i telai, ed ha sempre scelto il telaio nuovo... Ha provato il vecchio telaio anche a Brno, e lo ha scartato!

    Se continua a scartarlo per usare quello "evoluzione" avrá le sue ragioni...
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