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MotoGP 2016. Le pagelle del GP del Qatar

- Lorenzo da 10 e lode, Dovizioso 9,5 e Màrquez 9. Un podio di fenomeni. Per Rossi "solo" 7, male la posizione ma bene il distacco. Viñales 6
MotoGP 2016. Le pagelle del GP del Qatar

JORGE LORENZO VOTO 10 E LODE

Il suo è stato un dominio, molto più netto di quanto non dica il distacco al traguardo: il suo successo non è mai stato in discussione. Fuori dalla pista può avere atteggiamenti discutibili, che certamente non entusiasmano le folle, ma quando è sulla moto è un campione straordinario. Avrebbe vinto anche con la Ducati? Chissà. Per togliere i dubbi, sarebbe bello vederlo sulla rossa nella prossima stagione. Dai Jorge, provaci.

 

ANDREA DOVIZIOSO 9,5

Si è presentato a Losail sereno, convinto di poter disputare un’ottima gara, su una pista che lo ha sempre visto protagonista: 6 podi conquistati, dei quali 3 in MotoGP. E’ poco considerato, ma è un ottimo pilota: questo secondo posto è di grande soddisfazione e merito, perché se è vero che la Ducati è imbattibile in rettilineo, in curva e in frenata va guidata con sapienza. Nell’ultimo giro è stato grande, una miscela perfetta di intelligenza e velocità. Sottovalutato.

 

MARC MARQUEZ 9

Se si guarda cosa hanno fatto gli altri piloti Honda, allora meriterebbe anche un voto più alto. Dopo quanto fatto nelle FP4 sembrava il favorito alla vittoria, invece si deve accontentare – tra virgolette – di un terzo posto sofferto, ma comunque di valore: ha guidato bene, la sensazione è che non potesse fare molto di più.

 

VALENTINO ROSSI 7

Il quarto posto è per certi versi deludente, il riscontro cronometrico, però, è positivo, anche nei confronti del compagno di squadra. L’aspetto negativo – al di là della scelta della gomma posteriore – è che, sì, è arrivato lì, a un passo dal podio, ma non è mai stato realmente competitivo, sempre attaccato con le unghie ai suoi rivali. Insomma, ha subito e non ha mai attaccato. Alla vigilia sembrava molto carico, ma ha dovuto arrendersi all’evidenza della superiorità dei rivali. In ogni caso vispo, per dirla con le sue parole.
 


ANDREA IANNONE 4

Ha perso lucidità sotto gli attacchi del compagno di squadra, del quale sembrava più veloce. Un piccolo errore pagato carissimo: il podio era ampiamente alla sua portata. Occasione sprecata.

 

DANI PEDROSA 5

D’accordo, su questa pista ha sempre patito, non è mai stato competitivo, ma il confronto con il compagno di squadra è stato avvilente, sia in prova sia in gara. Tutto sommato, il quinto posto non è male, ma uno forte come lui, che aveva finito il 2015 da grande protagonista, non può limitarsi a fare il compitino. Conservatore.

 

MAVERICK VIÑALES​ 6

Per certi versi è la delusione del GP: dopo quanto fatto vedere nei test invernali e nelle prove del GP ci si aspettava molto di più, non tanto come posizione, quanto come distacco dal primo. Evidentemente, la Suzuki è ancora lontana da Yamaha, Ducati e Honda. All’inseguimento.
 


POL ESPARGARÓ 5,5

Se non altro, ha battuto il compagno di squadra.

 

BRADLEY SMITH 5

In tutto il fine settimana si è fatto notare per aver firmato un contratto con la KTM MotoGP per il 2017 e il 2018. Se non fosse stato per questo, non avrebbe lasciato traccia sulla storia di questo GP.

 

HECTOR HÈCTOR BARBERÀ 5

E’ tornato nei ranghi dopo che in inverno aveva sparato temponi su temponi. Ma, come dice il Dovi, c’è modo e modo di lavorare nei test.

 

SCOTT REDDING 4

Anche per lui una gara difficile, dopo aver fatto faville nei test.
 


ALEIX ESPARGARÓ 4

I risultati del compagno di squadra lo stanno mandando in tilt.

 

ALVARO BAUTISTA 6

La moto la porta quasi sempre al traguardo, e quasi sempre batte il compagno di squadra (Bradl: voto 4).

 

YAMAHA M1 VOTO 9

Cambiano le gomme, cambia l’elettronica, ma davanti a tutti c’è sempre la M1: perché? Perché la “base” è buona, indipendentemente dagli “accessori” esterni.

 

DUCATI DESMOSEDICIGP VOTO 9

Tutti quelli che pensavano – me compreso – che la GP15 fosse la più veloce in rettilineo solo per i vantaggi regolamentari, deve fare ammenda: anche adesso che litri di benzina, motori ed elettronica sono uguali per tutti, la Ducati va fortissimo, anzi ancora più forte dell’anno scorso. Sulla distanza, si è visto qualche problema in frenata e in percorrenza, ma Dall’Igna e i suoi ingegneri hanno fatto un grandissimo lavoro.
 


HONDA RC213V VOTO 8,5

Il dubbio che sia stato Màrquez a fare la differenza è grande, ma in HRC sono comunque stati bravi a risolvere il grosso dei problemi dopo un inverno particolarmente difficile. Sembra un po’ più difficile delle rivali da mettere a punto.

 

SUZUKI GSX-RR VOTO 6

Sul giro singolo ha poco da invidiare alle rivali: la potenza è cresciuta, le prestazioni adesso sono in linea con quelle di Honda e Yamaha (la Ducati fa un altro sport…), la guidabilità è rimasta buona. Ma sulla distanza, evidentemente, un po’ qua, un po’ là, c’è ancora molto da lavorare.

 

APRILIA RS-GP VOTO 6

Sufficienza di incoraggiamento: siamo veramente all’inizio di un percorso lunghissimo. Ma già essere arrivata al traguardo (e a punti) è un successo: non era affatto scontato riuscirci.

  • luno79

    Da questa prima gara devo dire che mi aspettavo qualcosa in più.
    Pensavo che le gomme avrebbero cambiato le carte in tavola,invece, sono i soliti noti a stare sempre lì avanti.Darei un 8 all'affidabilità ed un 4 allo spettacolo.Non si sono viste staccatone e derapate,con le bridgestone avremmo visto un'altra gara,vedere Rossi e Marquez nel gruppone senza fare mai una staccata è una cosa un pò anomala,stessa cosa per Vinales che ha fatto un'infinità di giri dietro Pedrosa senza mai cercare un sorpasso.Speriamo solo che sia una cosa iniziale e non un tipo di guida diverso.Per quanto riguarda i piloti, invece, non sono pienamente d'accordo con il voto di Marquez,non dimentichiamo che nella FP4 e nel warm up aveva nettamente il passo migliore(1.55.4-5), in gara invece è stato l'unico dei 4 a migliorare di poco le sue prestazioni,gli altri sono scesi di 5-6 decimi,lui di poco più di un decimo.Lorenzo si è dimostrato l'uomo da battare, anche se non sembra avere lo strapotere dello scorso anno, dove partiva e salutava i suoi avversari.Per le Ducati spero di sbagliarmi,ma sembrano le stesse moto dello scorso anno,grandissima potenza del motore ed una percorrenza in curva non ottimale.In questo circuito(a loro favorevole) dovevano fare di più.Su Rossi,per finire,non saprei dare ancora una reale valutazione sulla sua competitività.Da un lato c'è il risultato negativo, in un circuito dove lui è andato sempre forte(una vittoria e due podi negli ultimi 3 anni),dall'altro invece c'è l'attenuante delle gomme(anche il venerdì aveva detto di non preferire le dure per poi sceglierle la domenica) e il distacco non eccessivo dai primi.Aspettando le risposte dall'Argentina vi saluto :)
  • Stiducatti, Corsico (MI)

    Al 46 avrei dato un 6.5 stiracchiato: l'anno scorso qui ci ha vinto, sopravanzando di un'incollatura la GP15 di Dovizioso. Qualcuno aveva sollevato qualche dubbio circa il fatto che i suoi principali avversari avessero avuto i loro bei problemi, ma ovviamente ogni opinione contraria è stata travolta dal tifo forsennato.

    la vera verità è venuta parzialmente a galla: con Marquez e Lorenzo mediamente (perché la Honda è una moto con diversi problemi) in palla, il 46 sta dietro.
    Quest'anno è stato dietro anche a Dovizioso e se Iannone non fosse caduto...

    Insomma, rispetto al risultato del 2015 mi pare un bel passo indietro.

    Almeno in Qatar.
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